IL PUNTO

Waymo, dove avanza e dove rallenta la società di auto a guida autonoma di Google

Waymo, la società di guida autonoma del gruppo Alphabet (Google), da quest’anno ha i suoi veicoli sulle strade di tre città americane, ha attivato una partnership con Uber ed elettrificato completamente la flotta mentre frena sui camion per concentrarsi sui robotaxi. Tutte le novità del 2023

Pubblicato il 03 Ago 2023

Source: Waymo

L’approdo a Los Angeles, l’integrazione con Uber, la frenata sui camion, avanti tutta sull’elettrico: sono diverse le novità che Waymo, la società del gruppo Alphabet (holding di Google) per l’auto a guida autonoma, ha annunciato dall’inizio dell’anno.

Nata nel 2009 come progetto di Google per l’auto driverless, Waymo è una società indipendente dal 2016. Dopo le sperimentazioni nell’area di Phoenix, nel 2018 ha lanciato a San Francisco il suo servizio di robotaxi driverless, inizialemente dedicate esclusivamente ai dipendenti, che da poco ha ottenuto il via libera per offrire corse al pubblico senza limitazioni.

A livello finanziario, il suo round di investimento più recente risale al 2021, con la raccolta di 2,5 miliardi di dollari da diversi investitori. Tra questi, i primi investitori esterni a scommettere sulla società con il precedentemente round del 2020, che ha totalizzato una raccolta di 2,25 miliardi poi estesa a 3 miliardi. In tutto, Waymo ha raccolto ad oggi circa 5,5 miliardi di dollari (dati Crunchbase).

Waymo è oggi in tre città con le auto senza conducente: Phoenix, San Francisco, Los Angeles

A febbraio 2023 Waymo ha cominciato l’estensione a Los Angeles del suo servizio di robotaxi senza conducenti a bordo. Già da tempo le sue vetture giravano per le strade della città, ma fino ad allora provviste di guidatore.

Così come è accaduto per il lancio a San Francisco, le navette driverless sono per ora ad uso esclusivo dei dipendenti della società: i tempi di implementazione del servizio commerciale dipendono dall’autorizzazione dalla California Public Utilities Commission (CPUC).

Nel frattempo, nel 2022 Waymo ha cominciato ad offrire a San Francisco le prime corse driverless al pubblico, attraverso una waitlist dedicata e ai partecipanti del programma Trusted Testers, cominciato l’anno precedente per ottenere feedback dai cittadini. È arrivato a fine agosto 2023 il via libera del CPUC per il vero e proprio lancio del servizio.

Il servizio è aperto al pubblico anche a Phoenix, la “culla” che ha visto le sue prime sperimentazioni: dal 2020 è possibile richiedere una navetta a guida autonoma senza alcun operatore a bordo – all’interno di una precisa area designata – direttamente dall’app di Waymo, Waymo One.

Tutte le auto a guida autonoma Waymo diventano elettriche

È arrivata quest’anno la svolta: Waymo si lascia alle spalle la storica auto ibrida Chrysler Pacifica che per anni è stata la sua vettura simbolo. I robotaxi sono stati sostituiti con modelli full electric Jaguar I-Pace, per abbattere completamente le emissioni da carburanti fossili. Le nuove vetture saranno inoltre alimentate al 100% da energia rinnovabile.

La Jaguar I-Pace di Waymo (Source: Waymo)
La nuova flotta Jaguar I-Pace opererà insieme a un nuovo robotaxi autonomo completamente elettrico sviluppato nell’ambito di una partnership con Zeekr, un marchio di proprietà della casa automobilistica cinese Geely.

“Concentrare il nostro servizio su una flotta interamente I-Pace ci aiuta a ottimizzare meglio il nostro supporto tecnico e operativo per essere più efficienti a breve termine mentre prepariamo veicoli futuri come la piattaforma di mobilità Zeekr”, si legge in un post sul blog ufficiale. “Il nostro Waymo Driver di quinta generazione basato sull’apprendimento automatico apprende di più con ogni miglio percorso, quindi l’implementazione della nostra flotta I-PACE esistente nella East Valley non farà che migliorare ulteriormente le prestazioni e l’affidabilità del Driver mentre continuiamo a scalare”.

Waymo
Waymo Driver (Source: Waymo)

L’alleanza con Uber

A maggio 2023 Waymo e Uber hanno firmato una partnership pluriennale per cui, entro la fine dell’anno, Waymo fornirà alcuni veicoli per il ride-hailing e i servizi di trasporto e consegna di generi alimentari di Uber Eats, all’interno dell’a metropolitana di Phoenix dove già opera autonomamente.

Uber rimette così piede nel mondo driverless dopo l’esperimento del 2015 di Uber ATG, conclusosi con la vendita della divisione a guida autonoma alla startup Aurora Innovation a causa di costi non sostenibili.

Waymo e Uber hanno un insolito trascorso alle spalle: nel 2017 la società di guida autonoma ha intentato causa ad Uber per furto di segreti commerciali. Secondo l’accusa un ex ingegnere di Waymo, Anthony Levandowski, avrebbe portato all’interno di Uber documenti confidenziali attraverso la startup Ottomotto, società di TIR a guida autonoma da lui fondata e poi acquisita da Uber. La questione è stata risolta l’anno successivo con un accordo tra le due parti che ha previsto il pagamento da parte di Uber dello 0,34% delle sue azioni, equivalente allora a circa 245 milioni di dollari.

Waymo frena sui truck a guida autonoma

Waymo ha annunciato a luglio che smetterà di spingere sullo sviluppo di camion a guida autonoma, concentrando le sue risorse e i suoi talenti sul ride-hailing, ovvero il trasporto di persone, da sempre uno dei suoi focus centrali.

I test su camion a guida autonoma per il settore trasporti hanno origine nel 2017, con il primo programma pilota ad Atlanta nel 2018. Nel 2020, in seguito al round di investimento, Waymo ha lanciato Waymo Via, l’unità aziendale dedicata alla logistica che si occupa della consegna di merci utilizzando camion autonomi e altri veicoli autonomi come furgoni.

Stando al blog uffuciale, Waymo intende ugualmente applicare il suo sistema di guida autonoma ai trasporti su camion, tuttavia “ritarderà le tempistiche” dei suoi sforzi commerciali sul settore, così come la maggior parte dello sviluppo tecnico dell’unità aziendale. La grande maggioranza dei dipendenti del team dedicato ha assunto altri ruoli all’interno dell’azienda.

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Maura Valentini
Maura Valentini

Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp, InsuranceUp e Proptech360.

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