Le auto software-defined stanno cambiando il volto dell’industria automobilistica. Se il software diventa il cuore del veicolo, la sicurezza delle comunicazioni digitali diventa una componente critica quanto il motore, la batteria o i sistemi di assistenza alla guida. È una sfida destinata a diventare ancora più complessa con l’arrivo dei computer quantistici, che in futuro potrebbero mettere in discussione gli algoritmi crittografici oggi utilizzati per proteggere dati, identità digitali e connessioni.
È in questa prospettiva che si inserisce PiQASO (Post-Quantum Cryptography As-a-Service for Common Transmission Systems and Infrastructures), progetto europeo finanziato dal programma Digital Europe, al quale partecipano anche due aziende italiane, Aruba e Abinsula. L’iniziativa punta a sperimentare l’impiego della crittografia post-quantistica in casi d’uso reali, tra cui le comunicazioni tra veicoli e infrastrutture (Vehicle-to-Infrastructure, V2I), per preparare il settore automotive alla prossima generazione di minacce informatiche.
Indice degli argomenti
Perché la crittografia post-quantistica riguarda le auto
Le Software-Defined Vehicle (SDV) si basano su un ecosistema di connessioni continue. Il veicolo comunica con il cloud, riceve aggiornamenti software over-the-air, dialoga con le infrastrutture stradali, scambia dati con altri veicoli e utilizza certificati digitali per autenticare dispositivi e servizi.
Tutte queste operazioni poggiano su algoritmi crittografici che oggi sono considerati sicuri, ma che potrebbero non esserlo più quando il quantum computing raggiungerà una sufficiente maturità. Da qui la necessità di sviluppare e testare fin da ora tecnologie “quantum-safe”, capaci di garantire la protezione delle comunicazioni anche in questo nuovo scenario.
PiQASO: dal laboratorio alle applicazioni reali
Avviato nel gennaio 2025 e con conclusione prevista alla fine del 2027, PiQASO nasce con l’obiettivo di accelerare l’adozione della Post-Quantum Cryptography (PQC) in contesti industriali concreti.
Il progetto non si limita alla ricerca teorica, ma vuole dimostrare come i nuovi algoritmi possano essere introdotti nelle infrastrutture digitali esistenti senza compromettere interoperabilità, affidabilità e conformità normativa. L’attenzione è rivolta in particolare agli ambienti in cui autenticazione, certificati digitali e comunicazioni sicure rappresentano elementi essenziali.
Il ruolo di Aruba: PKI e servizi fiduciari
Nel progetto, Aruba mette a disposizione la propria esperienza nel campo delle infrastrutture di fiducia digitale.
L’azienda, tra i principali provider italiani di servizi cloud, data center, Posta Elettronica Certificata, firma digitale e trust services, fornisce una Public Key Infrastructure (PKI) di test, oltre a documentazione tecnica e competenze specialistiche sulla crittografia post-quantistica.
L’obiettivo è verificare che i nuovi algoritmi quantum-safe possano essere integrati mantenendo la compatibilità con gli standard europei eIDAS, con le infrastrutture PKI esistenti e con i servizi fiduciari digitali già oggi utilizzati in numerosi settori industriali.
Abinsula sperimenta il caso d’uso automotive
Per la parte automotive entra in gioco Abinsula, società italiana specializzata nello sviluppo di software embedded e sistemi digitali per il settore automobilistico.
L’azienda è responsabile della realizzazione di un proof of concept dedicato alle comunicazioni Vehicle-to-Infrastructure (V2I), cioè allo scambio sicuro di dati tra il veicolo e le infrastrutture intelligenti.
Il progetto consentirà di verificare come gli algoritmi post-quantistici si comportino in un contesto operativo reale, valutandone l’integrazione nelle comunicazioni tipiche della mobilità connessa.
PKI, certificati digitali e interoperabilità
Uno degli aspetti centrali di PiQASO riguarda la protezione della catena di fiducia digitale.
Le auto connesse fanno sempre più affidamento su certificati digitali emessi attraverso infrastrutture PKI per autenticare dispositivi, aggiornamenti software e comunicazioni. Il progetto punta a dimostrare che questa architettura possa evolvere verso la crittografia post-quantistica senza perdere interoperabilità con i sistemi esistenti e nel rispetto dei requisiti previsti dal quadro normativo europeo.
La crypto agility sarà un requisito delle future SDV
Tra i concetti chiave del progetto emerge quello di crypto agility, cioè la capacità di aggiornare rapidamente gli algoritmi crittografici senza dover riprogettare o sostituire l’intera infrastruttura.
Per il settore automotive si tratta di un requisito strategico. Un’automobile rimane in circolazione per molti anni, mentre gli standard di sicurezza informatica evolvono molto più rapidamente. Disporre di piattaforme in grado di sostituire gli algoritmi di cifratura durante il ciclo di vita del veicolo diventa quindi essenziale per mantenere elevati livelli di protezione senza interventi hardware.
Un segnale per l’industria automotive europea
PiQASO rappresenta uno dei primi esempi di applicazione concreta della crittografia post-quantistica nel mondo dell’automotive. Il progetto dimostra come cybersecurity, software embedded, trust services e infrastrutture digitali stiano convergendo per costruire la prossima generazione di veicoli connessi.
Per la filiera italiana il valore è duplice. Da un lato, il coinvolgimento di Aruba e Abinsula conferma la presenza di competenze avanzate rispettivamente nei servizi fiduciari digitali e nello sviluppo software per l’automotive. Dall’altro, la partecipazione a un progetto europeo consente di anticipare un’evoluzione che nei prossimi anni sarà sempre più rilevante anche sotto il profilo regolatorio, con l’adozione di standard di sicurezza pensati per resistere alle future minacce del quantum computing.

























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