Computis, startup fondata nel 2026 da Enrico Nicosia, Riccardo Donatelli e Leonardo Drici raccoglie 2 milioni di euro in un round pre-seed guidato da Techshop Capital. Tra gli investitori anche Zanichelli Venture, che dopo Gyver e Gamindo continua ad allargare il proprio raggio d’azione oltre l’EdTech tradizionale. Computis punta a trasformare la contabilità da adempimento a strumento per prendere decisioni.
Che cosa c’entra un editore scolastico con la contabilità delle piccole e medie imprese? È una domanda simile a quella che ci eravamo fatti in maggio, quando Zanichelli Venture aveva investito in Gyver, startup che costruisce una piattaforma per elettricisti e tecnici specializzati. E la risposta è, ancora una volta, che il corporate venture capital del gruppo editoriale bolognese sta progressivamente ampliando il proprio campo di osservazione: non soltanto formazione, ma tecnologie capaci di cambiare il modo in cui le persone imparano, lavorano e prendono decisioni.
L’ultimo tassello è Computis, startup italiana nata nel 2026 che ha chiuso un round pre-seed da 2 milioni di euro, guidato da Techshop Capital con la partecipazione di Heartfelt, Zanichelli Venture, Vento, Alecla7, Alpha Ventures, Moonstone e P3Ventures. CS_Computis
L’operazione arriva a pochi giorni dall’investimento di Zanichelli Venture in Gamindo, la piattaforma italiana che utilizza la gamification per la formazione aziendale, e conferma un’accelerazione degli investimenti italiani del fondo. Il primo risale al 2023: Data Masters
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Computis: dalla contabilità a posteriori ai dati in tempo reale
Il problema che Computis vuole affrontare è molto concreto. Per molte PMI la contabilità continua a essere soprattutto uno strumento per rispettare obblighi fiscali e amministrativi. I numeri vengono elaborati e conosciuti quando i fatti economici sono già accaduti, mentre solo le imprese abbastanza strutturate da disporre di una funzione amministrazione e finanza interna riescono normalmente ad avere una visione più tempestiva della propria situazione.
Computis prova a ribaltare questa impostazione combinando software, automazione, supporto operativo e consulenza professionale. La piattaforma automatizza operazioni come raccolta dei documenti, recupero delle fatture dei fornitori esteri, riconciliazione bancaria e fatturazione. A questa componente tecnologica si affiancano un team operativo interno e una rete di commercialisti partner indipendenti. CS_Computis
Il punto, quindi, non è eliminare il commercialista, ma cambiare la disponibilità e l’utilizzo dell’informazione contabile.
L’obiettivo dichiarato dalla startup è permettere all’imprenditore di conoscere costantemente la propria situazione patrimoniale ed economica, trasformando la chiusura dell’esercizio da momento in cui si scopre come è andato l’anno a semplice conferma di informazioni già disponibili.
Chi sono i founder di Computis
A fondare Computis sono stati Enrico Nicosia, CEO, Riccardo Donatelli, CRO, e Leonardo Drici, CPTO. I tre hanno condiviso parte del percorso professionale in Jet HR e provengono anche da esperienze in aziende come Spendesk, Amazon, Deliveroo ed Eurostar.
È proprio il lavoro nel mondo delle startup e delle PMI, secondo quanto raccontano, ad aver fatto emergere l’idea di ripensare la contabilità come un servizio nel quale tecnologia e professionista non siano due alternative ma due componenti dello stesso prodotto.
«Molti imprenditori sono ancora abituati a scoprire come sta andando realmente la propria azienda quando i numeri arrivano a fine mese, a fine trimestre o addirittura a fine anno», spiega Nicosia. L’obiettivo di Computis, aggiunge il CEO, non è «reinventare la contabilità», ma usare la tecnologia per ridurre il lavoro manuale e trasformare i dati in informazioni disponibili nel momento in cui possono servire a decidere. CS_Computis
È qui che il modello diventa interessante anche al di là della digitalizzazione di uno studio contabile: portare nelle piccole imprese una capacità di lettura dei numeri finora più facilmente disponibile nelle organizzazioni dotate di CFO e strutture amministrative interne.
L’AI agent che legge i conti dell’impresa
Una parte significativa dei 2 milioni raccolti sarà destinata proprio allo sviluppo tecnologico. Le due funzionalità più interessanti nella roadmap sono il bilancio in tempo reale e un AI agent personalizzato.
Il primo dovrebbe consentire all’imprenditore di avere una situazione patrimoniale ed economica costantemente aggiornata. Il secondo rappresenta un passaggio ulteriore: l’agente sarà progettato per leggere e interpretare i dati della singola impresa e trasformarli in indicazioni operative, individuando per esempio possibili interventi sui margini, inefficienze e fonti di perdita.
È una delle applicazioni più concrete della promessa dell’agentic AI nelle PMI: non un chatbot generalista, ma un sistema che opera su dati aziendali specifici e prova a tradurli in informazioni utilizzabili per gestire il business.
Naturalmente la capacità effettiva di produrre indicazioni affidabili dovrà essere verificata quando queste funzionalità saranno disponibili: nel comunicato sono infatti indicate come prodotti in sviluppo, non come servizi già operativi.
Un mercato da miliardi ancora frammentato
Computis entra inoltre in un mercato molto grande e fortemente frammentato. Secondo i dati riportati dalla società, il fatturato complessivo dei commercialisti italiani ammonta a 11,5 miliardi di euro, mentre il segmento costituito dalle PMI con meno di 50 dipendenti che utilizzano professionisti esterni viene stimato tra 3,5 e 5 miliardi, secondo la Cassa Dottori Commercialisti.
Il round servirà su tre fronti: go-to-market, prodotto e operations. Computis intende aumentare la base clienti, rafforzare il team interno e ampliare il network di commercialisti partner. Oggi conta nove persone e prevede di arrivare a circa 12 professionisti tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Per Gianluca D’Agostino, Managing Partner di Techshop Capital, la scommessa riguarda proprio la combinazione fra prodotto e servizio: Computis mette insieme la competenza professionale del commercialista e la capacità della tecnologia di ridurre la complessità. Il lead investor sottolinea inoltre l’esperienza maturata dai tre founder nella crescita di startup e scaleup come Jet HR e le possibilità di trasformazione del settore aperte dall’intelligenza artificiale.
Perché Zanichelli Venture investe in una startup di contabilità
È però la presenza di Zanichelli Venture a offrire una seconda chiave di lettura dell’operazione.
Quando il corporate venture capital dell’editore bolognese è partito, nel 2018, il perimetro era chiaramente EdTech. Ancora nel 2021 EconomyUp raccontava un portafoglio internazionale composto da startup focalizzate sull’apprendimento e sulla formazione continua. Nel 2023 arrivò Data Masters, prima startup italiana finanziata dal fondo.
Da allora il perimetro si è allargato. Il focus non è più semplicemente l’EdTech, ma quella che il fondo definisce “ubiquitous intelligence”, come ha spiegato in un’intervista a EconomyUp il Director Enrico Poli: ambienti sempre più intelligenti destinati a modificare profondamente apprendimento, lavoro e creazione di valore. A quella data Zanichelli Venture dichiarava 25 investimenti tra startup e fondi internazionali e una dotazione di 20 milioni di euro, interamente finanziata dagli azionisti del gruppo.
Questa evoluzione aiuta a leggere anche le operazioni più recenti. Gyver interviene sull’incontro tra competenze tecniche e mercato del lavoro; Gamindo porta il game-based learning nella formazione aziendale; Computis utilizza automazione e AI per cambiare il modo in cui piccoli imprenditori e professionisti utilizzano conoscenze economico-finanziarie.
Computis sembra apparentemente il caso più lontano dal mestiere storico di Zanichelli. Proprio per questo è probabilmente quello che rende più evidente la trasformazione della strategia del suo corporate venture capital: non cercare startup da integrare necessariamente nel business editoriale, ma usare il venture capital come osservatorio sulle tecnologie che possono cambiare il modo di imparare, lavorare e decidere.





























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