Più che una corsa, quella di Scuter è una maratona. Dopo aver raccolto in undici anni di vita una serie di finanziamenti di vario tipo provenienti da diversi attori, la ormai ex startup che propone veicoli progettati per lo sharing urbano ha completato un vero e proprio round seed da 3,5 milioni di euro. La società creata e guidata da Gianmarco Carnovale, che ha debuttato lo scorso novembre a Milano con un servizio pilota, intende passare così dalla fase di validazione a quella della crescita.
Dalla nascita Scuter ha attivato complessivamente circa 7,1 milioni di euro attraverso una combinazione di capitale di rischio, equity crowdfunding, contributi europei, finanza agevolata e debito bancario. Dopo circa 600mila euro raccolti nella fase pre-seed, nel 2021 la startup ha costruito un piano finanziario da poco più di 3 milioni, composto da Smart&Start, un prestito di Intesa Sanpaolo e investimenti di CDP Venture Capital, LVenture Group e business angel. A queste risorse si aggiunge questo nuovo round Seed da 3,5 milioni, che, come detto, è stato avviato nel 2025 e completato nel luglio 2026.
Gli ultimi dodici mesi, si legge in un comunicato aziendale, sono stati dedicati allo sviluppo della piattaforma, al completamento dell’omologazione, all’industrializzazione e alla progressiva costituzione, attraverso una filiera automotive prevalentemente italiana, di una prima flotta di 200 mezzi. Contestualmente è stato dato appunto l’avvio al pilota operativo, a Milano, finalizzato alla validazione mercato, durante i quali il veicolo ha già attraversato un primo aggiornamento.
Ma vediamo tutti i dettagli su questa realtà della mobilità urbana.

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Come è nata e cosa fa Scuter
Scuter è una startup nata a Roma nel 2015 con l’idea di disegnare una visione di mobilità urbana personale intorno al primo veicolo disegnato ed ingegnerizzato per essere usato all’interno di un servizio di sharing.
La società ha sviluppato una piattaforma fisica integrata per la mobilità urbana, combinando un veicolo proprietario, una piattaforma software sviluppata internamente e una gestione operativa del servizio declinata tra città dirette, città in franchising e flotte private, tutte aggregate in un’unica app.
I fondatori
Scuter è stata fondata da Gianmarco Carnovale (CEO), Luca Ruggeri (CTO), Gabriele Carbucicchio (CFO) e Carmine Di Nuzzo (Chief Design Officer, già selezionato per il Compasso d’Oro).
La tecnologia
Il veicolo è progettato in Italia e prodotto attraverso una filiera prevalentemente italiana. Il servizio pilota è operativo a Milano dal novembre 2025. La strategia di crescita combina gestione diretta, partnership industriali e modelli di franchising sotto una unica piattaforma, mentre la roadmap tecnologica integra progressivamente intelligenza artificiale, gestione dei dati ed energia distribuita, con l’obiettivo di evolvere Scuter verso una nuova infrastruttura tecnologica per la mobilità urbana.
Il round seed
Il round, avviato all’inizio del 2025 e concluso con un’ultima tranche, ha finanziato e accelerato l’industrializzazione e l’omologazione dei mezzi, l’avvio della produzione in serie, la costituzione della prima flotta operativa, lo sviluppo della piattaforma software e dei processi operativi, il progressivo perfezionamento del veicolo per l’utilizzo intensivo in sharing, il marketing sperimentale e le prime integrazioni di intelligenza artificiale. Scuter adotta un modello industriale fabless, mantenendo internamente progettazione, tecnologia e gestione della piattaforma e affidando la produzione dei mezzi a una filiera prevalentemente italiana specializzata nell’automotive.
“Il round Seed+ non ha finanziato semplicemente la messa in strada di un veicolo – ha dichiarato Gianmarco Carnovale, cofondatore e CEO – ma la costruzione di un’infrastruttura industriale: validazione sul campo di un una piattaforma, una filiera produttiva, una flotta operativa, un modello validato sul campo e i primi apprendimenti dal mercato. Oggi la sfida non è più dimostrare che il sistema funziona o piace agli utenti, ma renderlo scalabile e costruire il successivo livello tecnologico”.
Chi sono gli investitori
L’investimento ha riunito investitori già presenti nella società e nuovi sottoscrittori, tra fondi di venture capital, imprenditori, manager e business angel provenienti dal mondo della tecnologia, dell’industria e della finanza. Tra questi figurano Vertis Venture, Pathfinder Investor, b-yond ventures, Nova Capital e Maya Investments, oltre ad Alessandro Fracassi (Moltiply Group), Matteo Fago (Venere.com), Marco Trombetti (Pi Campus), Claudio Erba (Docebo), Antonio Baldassarra (DHH), Andrea Pietrini (YOURgroup), Federico Dettori (GOP), Ernesto Ciorra, Giancarlo Aliberti, Alessandro Palmieri, Fausta Pavesio e numerosi altri.
Come è andato il test a Milano
La sperimentazione di Milano ha superato le 15.000 installazioni dell’app, generando un numero di corse e di chilometri percorsi nell’ordine delle cinque cifre. I dati evidenziano un risparmio di circa il 50% sui costi, una riduzione del 70% del tempo complessivo di viaggio e parcheggio e del 90% delle emissioni di CO₂ rispetto all’automobile privata, senza sinistri nel periodo osservato e con circa l’80% delle valutazioni degli utenti pari al punteggio massimo di 5/5. Il veicolo, progettato specificamente per lo sharing urbano e utilizzabile senza casco, rappresenta il fondamento di questa proposta di valore.
L’azienda ora si prepara alla scalabilità attraverso le flotte dedicate in private sharing, il franchising per lo sharing pubblico, nuove partnership strategiche e una roadmap tecnologica incentrata sulla AI, già in corso, e che sarà raccontata nel corso dell’autunno 2026.
Tutti i finanziamenti per Scuter dalla nascita ad oggi
La prima fase di finanziamento per Scuter ha riunito circa 600mila euro provenienti da friends & family, business angel, una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd e un grant europeo del programma INCENSe. Della somma iniziale sono verificabili 240.663 euro raccolti su Mamacrowd e 150mila euro ottenuti a fondo perduto attraverso il programma europeo dedicato alle startup cleantech; la parte restante, pari a circa 209mila euro, è riconducibile agli apporti di investitori privati.
Nel 2021 Scuter ha poi strutturato un’operazione di finanza mista da 3.017.552 euro: 1.092.552 euro attraverso Smart&Start Italia, di cui 273.138 euro a fondo perduto e 819.414 euro come finanziamento agevolato a tasso zero; 1,05 milioni di euro come prestito a medio termine di Intesa Sanpaolo, garantito al 90% dal Fondo di Garanzia per le PMI; 700mila euro investiti dal Fondo Rilancio Startup di CDP Venture Capital e altri 175mila euro apportati da LVenture Group e business angel.
I finanziamenti di Scuter, fase per fase
| Fase | Fonte | Importo | Tipologia |
|---|---|---|---|
| Pre-seed | Friends & family e business angel | circa 209.337 euro | Capitale di rischio |
| Equity crowdfunding su Mamacrowd | 240.663 euro | Capitale di rischio | |
| Grant europeo INCENSe | 150.000 euro | Contributo a fondo perduto | |
| Totale pre-seed | circa 600.000 euro | Mix equity e grant | |
| Piano finanziario 2021 | Smart&Start Italia | 1.092.552 euro | Finanza agevolata |
| di cui finanziamento a tasso zero | 819.414 euro | Debito agevolato | |
| di cui quota a fondo perduto | 273.138 euro | Contributo pubblico | |
| Intesa Sanpaolo | 1.050.000 euro | Finanziamento bancario | |
| CDP Venture Capital | 700.000 euro | Capitale di rischio | |
| LVenture Group e business angel | 175.000 euro | Capitale di rischio | |
| Totale piano 2021 | 3.017.552 euro | Mix equity, debito e agevolazioni | |
| Seed+ 2025-2026 | Fondi, imprenditori, manager e business angel | 3.500.000 euro | Round di investimento |
| Totale complessivo | circa 7,1 milioni di euro | Risorse finanziarie attivate |
Il nuovo Seed+ da 3,5 milioni, avviato nel 2025 e chiuso nel luglio 2026, rappresenta invece la fase più propriamente venture della crescita recente: ha coinvolto fondi, imprenditori, manager e angel investor ed è stato destinato all’industrializzazione e all’omologazione dei mezzi, all’avvio della produzione in serie, alla costituzione della prima flotta di 200 veicoli, allo sviluppo della piattaforma software e alle prime applicazioni di intelligenza artificiale. Nel complesso, quindi, i 7,1 milioni raccolti dalla sua costituzione non corrispondono interamente a equity, ma a un mix di capitale di rischio, contributi, agevolazioni pubbliche e debito.






























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