Conad, leader del mercato italiano della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) con una quota di circa il 15%, ha deciso di accelerare sull’innovazione tecnologica e digitale.
L’azienda ha programmato investimenti per 2,3 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, uno dei piani più consistenti della grande distribuzione italiana. Le risorse saranno impiegate per nuove aperture, ammodernamento della rete, innovazione, efficientamento della supply chain e sviluppo dell’ecosistema digitale.
Il programma interessa il Sistema Conad nel suo complesso, formato dal Consorzio nazionale, dalle cinque cooperative territoriali e dai soci imprenditori. È una caratteristica decisiva per comprendere la portata dell’intervento: l’innovazione dovrà essere introdotta e coordinata all’interno di una rete articolata, composta da oltre 3.700 punti vendita, includendo anche i concept store, distribuiti in tutte le regioni italiane.
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Un piano da 2,3 miliardi, ma senza una ripartizione pubblica
La cifra complessiva è stata presentata da Conad il 2 luglio 2026, insieme ai risultati economici del 2025. Il Sistema ha chiuso l’esercizio con un fatturato di 21,721 miliardi di euro, in crescita del 3,83%, una quota di mercato del 14,86% e un patrimonio netto consolidato di 3,97 miliardi.
Conad indica chiaramente le cinque principali destinazioni del piano: apertura di nuovi negozi, ristrutturazione e ammodernamento della rete, innovazione, miglioramento della logistica e crescita dei servizi digitali. Non specifica però quanti dei 2,3 miliardi saranno assegnati a ciascuna voce.
Nel 2025 investiti 539 milioni di euro
Un’indicazione sulla capacità di investimento del sistema arriva dai risultati dell’ultimo esercizio. Secondo Matteo Capelli, direttore Amministrazione, Finanza, Controllo e Sistemi Informativi di Conad, le cooperative hanno investito 539 milioni di euro nel solo 2025. Il nuovo piano triennale dovrebbe dunque proseguire e ampliare un percorso già avviato.
Capelli ha spiegato che le risorse future serviranno a rafforzare l’efficienza logistica e l’innovazione, sviluppare l’ecosistema digitale, ampliare la rete di vendita e ristrutturare i punti vendita esistenti. Nella sua dichiarazione emerge una visione nella quale crescita fisica e trasformazione dei processi procedono insieme, senza che la tecnologia venga separata dal resto dell’evoluzione industriale dell’insegna.
La supply chain tra le priorità del piano
L’efficientamento della supply chain è uno dei pochi ambiti indicati esplicitamente da Conad. Per una rete distribuita su scala nazionale, il miglioramento della logistica non riguarda soltanto i magazzini e i trasporti, ma anche il coordinamento tra Consorzio, cooperative, fornitori e punti vendita.
Nel comunicato del 20 maggio 2026, dedicato all’approvazione del bilancio del Consorzio nazionale, il direttore generale Francesco Avanzini ha affermato che Conad ha lavorato nel corso del 2025 al “consolidamento della supply chain”, insieme alla digitalizzazione dei servizi e all’evoluzione della relazione con i fornitori.
HeyConad al centro dell’ecosistema digitale
La componente digitale più definita del piano riguarda HeyConad. L’azienda descrive la piattaforma come un ecosistema integrato che accompagna i clienti non soltanto nella spesa online, ma anche nell’accesso a servizi dedicati ai viaggi, alla salute, alle assicurazioni e alla cura degli animali domestici.
Secondo Avanzini, tra le direttrici di sviluppo dei prossimi anni vi sarà proprio la crescita dell’ecosistema digitale HeyConad, insieme alla specializzazione della rete e al miglioramento della supply chain. Il manager ha collegato queste priorità alla necessità di operare in un mercato più concentrato e competitivo, nel quale diventano determinanti la massa critica, la continuità degli investimenti e l’evoluzione delle competenze.
HeyConad rappresenta quindi il principale progetto digitale esplicitamente richiamato da Conad. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la relazione omnicanale con le famiglie, integrando il negozio fisico con servizi accessibili attraverso una piattaforma comune.
Omnicanalità e reti specializzate
L’evoluzione digitale si accompagna alla strategia di specializzazione dei format. Conad ha indicato PetStore, Tuday e il nuovo progetto Benessity come esempi della volontà di presidiare bisogni e mercati differenti rispetto al supermercato tradizionale.
PetStore Conad ha raggiunto nel 2025 i 200 punti vendita in 17 regioni ed è diventata, secondo l’azienda, la terza catena italiana del settore. Tuday ha registrato una crescita del 41,5%, mentre Benessity sarà dedicata alla salute e all’alimentazione equilibrata.
L’innovazione della marca del distributore
Una seconda area indicata direttamente da Conad è l’innovazione della marca del distributore. Nel 2025 i prodotti a marchio Conad hanno generato 6,5 miliardi di euro di fatturato, con una crescita del 5,7% a valore e una quota del 33,8% delle vendite nel canale supermercati.
La MDD viene descritta dall’azienda come un asset strategico per la fidelizzazione e per la relazione con il cliente. Conad collega la sua evoluzione a cinque pilastri: convenienza, sostenibilità e naturalità, salute e benessere, servizio e gratificazione.
L’innovazione, in questo ambito, non coincide quindi necessariamente con l’adozione di nuove tecnologie. Comprende anche l’evoluzione dei prodotti, dei servizi, dell’assortimento e della risposta ai nuovi bisogni di consumo.
Cosa dice davvero Conad sull’intelligenza artificiale
Nel comunicato del 2 luglio compare un riferimento all’intelligenza artificiale, ma non riguarda un investimento o un progetto già deciso dall’azienda. Durante la presentazione dei risultati si è svolto un panel dedicato all’AI e ai nuovi scenari competitivi, con Carlo Alberto Carnevale Maffè e Davide Dattoli, moderato da Monica Maggioni. Il confronto ha approfondito l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sul commercio.
Questo elemento dimostra che Conad sta osservando il fenomeno e lo considera rilevante per il futuro del retail.
Innovare una struttura cooperativa distribuita
La trasformazione di Conad presenta una complessità particolare rispetto a quella di un retailer fortemente centralizzato. I soci imprenditori costituiscono le cooperative territoriali, che coordinano le attività commerciali e forniscono servizi amministrativi, logistici e finanziari agli associati.
L’adozione di piattaforme e processi comuni deve quindi convivere con l’autonomia imprenditoriale e con le specificità dei diversi territori. Il valore dell’innovazione non dipende soltanto dalla qualità della soluzione introdotta, ma anche dalla possibilità di diffonderla nella rete e integrarla all’interno di organizzazioni differenti.
È questo uno degli aspetti più interessanti del piano Conad: l’investimento non riguarda una singola azienda verticalmente integrata, ma un sistema cooperativo che deve trovare un equilibrio tra centralizzazione dei servizi, scala nazionale e capacità di adattamento locale.
























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