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A2A Life Ventures lancia Materia: AI e computer vision per la tracciabilità dei rifiuti



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Materia, che usa l’intelligenza artificiale per tracciare i rifiuti industriali, è una soluzione lanciata dal corporate venture building di A2A in collaborazione con AWS e il Senseable City Lab del MIT. Il ruolo di A2A Life Ventures, come funziona, le parole del CEO Patrick Oungre

Pubblicato il 29 mag 2026

Luciana Maci

Giornalista



Patrick Oungre A2A
Patrick Oungre, CEO di A2A Life Venture
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Punti chiave

  • Lanciata da A2A tramite il Corporate Venture Building, Materia usa intelligenza artificiale con partner internazionali (AWS, Senseable City Lab) per tracciare rifiuti.
  • Combina computer vision e un algoritmo reverse che, analizzando immagini, peso e codici, ricostruisce la relazione tra uscite d’impianto e singoli conferimenti.
  • Già operativa in 9 impianti, abilita tracciabilità granulare per impianti, team commerciali e clienti, supportando reportistica ESG e calcolo Scope 3.
Riassunto generato con AI

Il Corporate Venture Building di A2A “partorisce” una nuova realtà, Materia, che usa l’intelligenza artificiale per tracciare i rifiuti industriali.

La soluzione è stata realizzata in collaborazione con Amazon Web Services (AWS) e con il contributo del Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology di Boston, due eccellenze tecnologiche internazionali.

La sua particolarità è di combinare due componenti AI complementari: un sistema di computer vision che osserva direttamente le operazioni di scarico e separazione, e un algoritmo proprietario “reverse” che ricostruisce a posteriori la corrispondenza tra ciò che esce dall’impianto e ciò che ciascun produttore vi ha conferito nelle settimane precedenti.

“Con Materia diamo forma concreta alla nostra visione dell’intelligenza artificiale come leva per la creazione di nuovi modelli di business, oltre che come strumento di efficienza operativa”, ha dichiarato Patrick Oungre, CEO di A2A Life Ventures, al momento del lancio dell’iniziativa. “Trasformando i dati lungo l’intero ciclo dei rifiuti in un asset trasparente e accessibile, vogliamo contribuire a definire un nuovo standard europeo di tracciabilità e aprire un segmento di mercato finora inesplorato nell’industria del waste management. Un contesto nel quale A2A può avere un ruolo rilevante”.

Materia è già operativa a livello sperimentale in 9 impianti di trattamento dei rifiuti di A2A Ambiente, dove consente di gestire un’attività altrimenti complessa, che richiederebbe tempo e soluzioni industriali dedicate.

Ma vediamo meglio tutti i dettagli di questa nuova, interessante realtà.

L’origine: una venture nata dentro il Gruppo A2A

Materia non è una soluzione comprata dal mercato: è una venture costruita dall’interno, dentro il programma di Corporate Venture Building di A2A Life Ventures, la società del Gruppo A2A dedicata all’innovazione che integra in un unico modello Corporate Venture Capital, Corporate Venture Building, AI, Tech Transfer ed ecosistemi di partner. L’obiettivo di A2A Life Ventures è accelerare la transizione ecologica e l’economia circolare attraverso l’innovazione tecnologica.

Il modello di Venture Building funziona così: viene identificata, validata, incubata e poi accelerata un’idea ad alto potenziale, ritenuta in grado di dare un riscontro positivo all’interno di uno dei business del gruppo e di valorizzare i propri asset, fino poi a lanciarla sul mercato. Materia ha attraversato queste fasi, sfruttando un asset che pochi altri attori possono offrire: l’accesso diretto agli impianti industriali del Gruppo come ambiente di test, validazione e prima distribuzione.

L’importanza della tracciabilità nei rifiuti industriali

Per capire perché Materia è rilevante per l’azienda e per il settore di riferimento conviene partire dal mondo in cui opera. La gestione dei rifiuti industriali, ovvero quelli prodotti da aziende manifatturiere, della grande distribuzione e della logistica, è un settore che muove volumi enormi e si basa su una catena di passaggi. Questi passaggi sono documentati fino a febbraio 2025 da moduli cartacei e successivamente da files firmati digitalmente a seguito dell’introduzione della tracciabilità digitale (RENTRi) e dell’interoperabilità con la piattaforma informatica dell’operatore.

Quando un camion entra in un impianto di trattamento, oggi il flusso tipico è questo:

  • Il materiale viene pesato e classificato sulla base di un codice identificativo.
  • Un operatore controlla visivamente il carico, data la mole dei volumi e i tempi operativi, questo costituisce la forma di verifica praticabile e riconosciuta nel settore Il materiale entra nelle linee di trattamento e viene trasformato in flussi di output diversi (materia prima seconda, combustibili, scarti).
  • La rendicontazione al cliente conferente è effettuata su base aggregata, con tempistiche che riflettono i cicli operativi degli impianti, tipicamente nell’ordine di settimane, raramente di mesi, nel caso in cui l’invio a smaltimento non sia in continuo.

Il processo di selezione e trattamento dei rifiuti segue un modello operativo consolidato e regolato dalla normativa. La tracciabilità dei singoli conferimenti non rappresenta uno standard nel settore, salvo nel caso dei rifiuti pericolosi, dove viene adottata per ragioni di sicurezza operativa.

La crescente importanza della rendicontazione ESG, in particolare delle emissioni Scope 3, rende sempre più rilevante la disponibilità di dati accurati sui rifiuti. Oggi il settore si basa principalmente su stime aggregate, poiché manca una tracciabilità granulare dei conferimenti. Di conseguenza, le aziende produttrici di rifiuti non possono documentare con precisione né il tasso di recupero né le emissioni associate allo smaltimento, un limite destinato a pesare sempre di più con l’evoluzione delle normative europee.

La soluzione AI di Materia: come funziona

Materia interviene esattamente nel punto in cui la catena perde informazione: il conferimento e le fasi di trattamento successivo.

Quando un materiale entra in impianto, Materia raccoglie e analizza in modo automatico tutte le informazioni disponibili: immagini del carico, peso, codice dichiarato, dati operativi della linea di trattamento. Sistemi di computer vision lo esaminano, modelli di machine learning lo classificano e algoritmi di AI ricostruiscono il percorso del rifiuto attraverso le fasi di trattamento fino alla destinazione di valorizzazione finale. Ogni volta che un camion lascia l’impianto con un carico, ad esempio un container di carta destinato a una cartiera, o un carico di plastica diretto a un riciclatore, l’algoritmo apre il proprio “registro inverso”. Analizza tutte le entrate in impianto delle settimane precedenti e attribuisce frazioni del contenuto del camion in uscita (espresse in tonnellate) ai diversi produttori che, in quella finestra temporale, hanno conferito materiale compatibile.

Per fare questa attribuzione l’algoritmo combina tre tipi di informazione: dati storici di impianto, tempi di processamento, regole operative di trasformazione (vincoli fisici e operativi che restringono le combinazioni possibili). Il risultato è una ricostruzione granulare del percorso: per ogni produttore, Materia sa stimare quanta parte del materiale conferito in un dato intervallo è finita in ciascuna destinazione di valorizzazione, permettendo di passare da “medie d’impianto” a “dato per singolo conferimento”.

Il modello di oggi migliorerà la sua accuratezza con ogni nuovo conferimento processato. Tutto il calcolo è realizzato su infrastruttura AWS, con servizi che includono Bedrock per i modelli generativi, SageMaker per il training e la gestione dei modelli, e componenti di computer vision.

Chi accede ai dati

Tre tipologie di utenti hanno accesso alla piattaforma, ciascuna con una vista costruita sul proprio fabbisogno informativo:

  • I responsabili di impianto ricevono informazioni aggiornate sulla qualità dei materiali in ingresso, con un impatto diretto sulla pianificazione delle linee di trattamento.
  • I team commerciali hanno una visione integrata in tempo reale su volumi, tipologie di rifiuto, margini e dati storici.
  • Le aziende clienti accedono direttamente ai dati sui propri conferimenti (non medie d’impianto): quantità, classificazione, tasso di recupero, emissioni Scope 3. I dati sono pronti per essere integrati nei bilanci di sostenibilità e nei report ESG. Questo consente alle aziende di avere un monitoraggio continuo dei propri flussi di rifiuto, fissare target realistici sui tassi di recupero (basati sui propri dati storici e non su benchmark generici), vedere l’impatto reale delle modifiche introdotte nei propri processi produttivi e confrontare direttamente vari stabilimenti produttivi, identificando e replicando i processi più sostenibili.

Il team di Materia

Il Programma di corporate venture building, guidato da Giacomo Manzoni, prevede per ogni nuova iniziativa avviata la creazione di un new venture team dedicato. Nel caso di Materia è rappresentato da Edoardo Carturan (Innovation Manager della BU Circular Economy), Daniel Schmel (Entrepreneur in Residence, Ex Founder mondo Waste), Andrea Baronchelli (Venture Architect del programma CVB). Il team ha guidato il processo industriale, dalla validazione dell’idea alla messa in produzione sui primi impianti del Gruppo fino al primo accesso al mercato.

Materia: un nuovo standard condiviso per la tracciabilità

Materia si configura dunque come una soluzione per gli operatori del settore scalabile a livello europeo in grado di costruire un nuovo standard condiviso di trasparenza e tracciabilità nella filiera ambientale e di creare un nuovo segmento di business nel settore. Grazie alle informazioni fornite da questa piattaforma sarà possibile prevedere una migliore pianificazione delle operazioni e predisporre soluzioni customizzate per ciascun cliente: un cambio di paradigma nell’industria del settore ambientale.

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