Una scaleup italiana, WeRoad, chiude un mega-round da 58 milioni di dollari guidato da un colosso mondiale come Airbnb. È decisamente un grande traguardo per questa realtà innovativa che propone una piattaforma online per viaggi di gruppo, fondata nel 2017 a Milano da Paolo De Nadai insieme a Fabio Bin ed Erika De Santi. Ma è anche un segnale importante per l’ecosistema delle startup in Italia. Fino a poco tempo fa non erano frequenti round di questa portata. E il fatto che una società ideata da italiani attragga una startup statunitense pioniera dell’innovazione nell’hospitality e nel travel è una conferma: anche da noi si innova, e bene. Se ne era già accortala famiglia Berlusconi, che, attraverso la holding H14, aveva investito in WeRoad tre anni fa, guidando un round da 18 milioni. Anche in questo round ha confermato la sua presenza. A questo punto WeRoad è pronta per un’eventuale exit? Lo vedremo. Intanto ripercorriamo la sua breve ma intensa storia, per poi approfondire i dettagli del finanziamento. (Sotto, i tre founders di WeRoad)

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Come è nata WeRoad
WeRoad nasce con un’intuizione semplice: trasformare il viaggio di gruppo in un’esperienza di community per persone che spesso partono da sole, ma cercano relazioni reali. All’inizio il focus è chiaro: viaggi d’avventura per Millennial, piccoli gruppi omogenei per età e interessi, guidati da coordinatori che non sono guide tradizionali ma compagni di viaggio esperti. Il modello è quello di “Avventure nel Mondo”, storica realtà dei viaggi d’avventura, ma abilitato dall’innovazione digitale.
La crescita accelera negli anni successivi, anche attraversando la pandemia. Nel 2023 WeRoad chiude un round Series B da 18 milioni di euro, guidato da H14, portando il totale raccolto allora a 36 milioni di euro. Quei capitali servono a rafforzare tecnologia, mercati europei e basi per l’espansione extraeuropea. A quel punto WeRoad ha già oltre 100.000 viaggiatori, più di 300 destinazioni, oltre 2.500 coordinatori e sedi in Spagna, Regno Unito, Francia e Germania.
Nel 2023 emerge anche una direzione strategica che anticipa l’evoluzione successiva: WeRoadX, cioè itinerari creati dai coordinatori, e l’idea di estendere il modello community oltre il viaggio, con eventi, incontri ed esperienze prenotabili via app.
Oggi quella traiettoria è diventata più ampia. WeRoad si definisce una travel tech company e una realtà “IRL” (acronimo di “In Real Life”), costruita per far incontrare le persone nella vita reale: non solo viaggi di gruppo, ma anche WeMeet, app per eventi offline come aperitivi, escursioni, sport, yoga e cene. Nel 2025 WeMeet ha coinvolto oltre 50.000 persone in 35 città, con 2.000 eventi e 150.000 download dell’app.
E si arriva a oggi: il round Series C da 58 milioni di dollari, guidato da Airbnb, che porta il totale raccolto a circa 100 milioni di dollari.

WeRoad e la famiglia Berlusconi
Al round hanno partecipato anche gli investitori esistenti, tra cui H14, lead investor del round Serie B.
H14 è la holding di investimento della famiglia Berlusconi, controllata attraverso la finanziaria H14. Nata per investire in startup e società tecnologiche ad alto potenziale di crescita, negli ultimi anni ha costruito un portafoglio internazionale che spazia dal fintech al travel, dal software al consumer internet. H14 è stata il principale investitore del round Series B di WeRoad nel 2023 e ha partecipato anche a questo round Series C da 58 milioni di dollari guidato da Airbnb, confermando il proprio sostegno alla crescita della scaleup italiana.
Come WeRoad userà i fondi: l’espansione in USA, il CEO va in Airbnb
Il capitale finanzierà la prima grande espansione di WeRoad fuori dall’Europa, portando il suo modello di community travel nel mercato statunitense.
In parallelo al Serie C e all’espansione negli USA, il CEO di WeRoad Andrea D’Amico, con una lunga carriera in Booking.com alle spalle, si trasferirà a San Francisco per guidare la categoria di Airbnb dedicata agli hotel. Resterà coinvolto in WeRoad come membro del board.
Paolo De Nadai, fondatore di WeRoad, continuerà a guidare l’azienda insieme ai co-founder Fabio Bin (CMO) ed Erika De Santi (Chief of Experience), al team di leadership e a nuove figure internazionali che accompagneranno l’ingresso nel mercato americano.
Come funziona WeRoad, il ruolo cruciale di WeMeet
Circa il 90% dei clienti WeRoad viaggia da solo, in cerca di esperienze condivise e di connessione autentiche con persone che non si conoscono. Ogni viaggio è accompagnato da un Coordinatore, un viaggiatore esperto e appassionato che vive il viaggio insieme al gruppo, gestendo la logistica e favorendo connessioni reali tra i partecipanti. I Coordinatori sono parte di una community di oltre 4.000 persone, cresciuta organicamente in tutta Europa e, ora con il primo “selection week-end” di Austin, anche oltre.
Gli eventi WeMeet saranno centrali nello sbarco di WeRoad negli Stati Uniti. L’azienda guiderà l’ingresso nel mercato con la sua piattaforma digitale e le sue competenze di marketing online, attraverso campagne mirate e partnership strategiche per individuare e costruire i mercati più promettenti. Da lì, WeRoad replicherà il playbook di community già rodato in Europa: la creazione della community di coordinatori americani, partnership sul territorio, eventi e attivazioni offline in diverse città.
Parla il CEO De Nadai
Paolo De Nadai, Fondatore di WeRoad, ha dichiarato: ” In un mondo sempre più plasmato dall’intelligenza artificiale e dai social media, le connessioni umane autentiche diventano al tempo stesso più rare e più preziose. In WeRoad abbiamo costruito tutto, prodotto, community, brand, attorno alla possibilità di creare legami reali attraverso esperienze di viaggio condivise. Oggi le persone non cercano solo posti nuovi da visitare: cercano un senso di appartenenza. L’espansione negli Stati Uniti è un traguardo verso cui lavoriamo da anni, e avere Airbnb al nostro fianco è una validazione forte di ciò che abbiamo costruito e un segnale potente dell’opportunità che ci aspetta.”
Il settore IRL usa la tecnologia per facilitare esperienze nel mondo reale, anziché alimentare un engagement digitale fine a sé stesso. È, prima di tutto, una risposta alla solitudine diffusa. Gli studi mostrano che i giovani sono tra i più colpiti: circa il 30% dei giovani adulti dichiara di sentirsi solo ogni giorno.
WeRoad affronta questa sfida mettendo le esperienze immersive e le connessioni autentiche al centro di tutto, dai viaggi agli eventi locali. Con il supporto di Airbnb e un modello collaudato per trasformare sconosciuti in community, ora porta questa missione in America.




























