FINANZA AGEVOLATA

Modernizzare la rete elettrica per integrare le rinnovabili: cos’è Smart Grids Sicilia



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Smart Grids Sicilia, con dotazione di 80 milioni di euro, è essenziale per ammodernare una rete di trasporto elettrico spesso non adeguata al trasporto di energia da fonti rinnovabili. Come funziona il bando

Pubblicato il 13 apr 2026

Fabio Pasquazi

Associate Partner ICTLAB PA



Modernizzare la rete elettrica per integrare le rinnovabili: cos’è Smart Grids Sicilia
Smart Grids Sicilia
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Punti chiave

  • Contesto: crescente importanza del green per ridurre la dipendenza energetica estera (~70–75%), con volatilità dei prezzi e un calo del 2025 delle rinnovabili (-8,2%).
  • La misura Smart Grids Sicilia (dotazione 80 milioni di euro) finanzia digitalizzazione, sistemi di accumulo e conversione in idrogeno, rendendo la rete bidirezionale e abilitando le CER.
  • Aggiornamenti SIMEST: la misura Transizione Digitale o Ecologica prevede un maggior fondo perduto (fino al 20%), durata estesa fino a 6–8 anni e agevolazioni per diagnosi energetiche e certificazioni (ISO 14001, ISO 50001).
Riassunto generato con AI

In considerazione della forte rilevanza che la tematica “green” sta assumendo in un contesto geopolitico estremamente instabile con forti impatti sui costi energetici, sono molte le misure di finanza agevolata in atto o attese in tal senso.

Le rinnovabili, da tempo elemento strategico chiave nelle politiche di sviluppo europee, rivestono un ruolo sempre più rilevante in una situazione in cui l’approvvigionamento di energie tradizionali sta assumendo sempre maggiori caratteristiche di rischio e vulnerabilità.

La Regione Sicilia ha recentemente emanato un interessante avviso pubblico volto a modernizzare la rete elettrica regionale per favorire l’integrazione delle energie rinnovabili.

La misura denominata “Smart grids Sicilia” si colloca nell’ambito del PR FESR Sicilia 2021-2027 (Azione 2.3.1) e prevede una dotazione finanziaria di 80 milioni di euro.

Analogamente, anche SIMEST ha annunciato importanti interventi migliorativi alla misura “Transizione Digitale o Ecologica” che tende ad agevolare la realizzazione di investimenti per l’innovazione digitale e/o per la transizione ecologica a beneficio della competitività sui mercati internazionali.

Le attuali criticità energetiche

In Italia, la dipendenza energetica complessiva dall’estero si attesta ancora intorno al 70-75%. Anche se nel 2025 l’Europa ha visto per la prima volta eolico e solare superare i fossili nella generazione elettrica, il mix energetico totale (che include riscaldamento e trasporti) resta dominato da gas naturale (40-45% del fabbisogno elettrico) e petrolio che domina soprattutto il settore dei trasporti.

Dopo una crescita costante, il 2025 ha segnato una battuta d’arresto in Italia per le rinnovabili con un calo delle installazioni dell’8,2% a causa di incertezze normative.

Spesso anche l’inadeguatezza delle reti non favorisce lo sviluppo delle rinnovabili ed in tal senso la misura della regione Sicilia cerca di fornire una risposta concreta in questa direzione.

Se esaminiamo poi il trend dei prezzi dei fossili notiamo una notevole volatilità che crea forti problematiche all’economia di Stati come il nostro che importano quasi totalmente queste materie prime. Negli ultimi sei anni abbiamo vissuto tre fasi distinte:

  • Il crollo dei prezzi nel 2020 per effetto della pandemia
  • Una loro esplosione (2021-2022) con la ripresa post-COVID e l’inizio del conflitto in Ucraina.
  • Una stabilizzazione (2023-2025) su valori decisamente alti, doppi rispetto alla media pre-crisi.

L’attuale panorama geopolitico rende la situazione ancora più complessa e imprevedibile. I blocchi nello Stretto di Hormuz, ad esempio, hanno fatto schizzare il petrolio sopra i 100-110 dollari al barile in tempi rapidissimi.

La necessità di arrivare ad un sistema completamente “green” diventa essenziale non solo per motivi ecologici ma anche per ridurre una situazione di vulnerabilità che è diventata cronica.

L’importanza strategica di Smart Grids Sicilia

La misura Smart Grids, con una significativa dotazione finanziaria di 80 milioni di euro, risulta essenziale per ammodernare una rete di trasporto elettrico che non risulta spesso adeguata al trasporto di energia da fonti rinnovabili.

In Sicilia c’è un’abbondanza naturale di sole e vento, ma la rete elettrica tradizionale è nata per trasportare energia in modo unidirezionale (dalle grandi centrali fossili verso le case). Quando migliaia di piccoli impianti fotovoltaici immettono energia contemporaneamente, la rete vecchia rischia il sovraccarico.

A tale scopo, il bando finanzia sensori e software che rendono la rete bidirezionale, permettendole di accogliere in modo adeguato tutta l’energia prodotta localmente.

Il bando finanzia inoltre sistemi di accumulo, cruciali per conservare l’energia solare prodotta in eccesso. Il bando menziona anche il supporto alla filiera dell’idrogeno, trasformando l’eccesso di energia verde in un gas pulito che può essere stoccato e usato nelle industrie.

La misura si muove infine nella direzione della democratizzazione dell’energia. Le reti intelligenti sono il prerequisito tecnologico per far funzionare le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili). Senza una rete capace di monitorare e scambiare energia istantaneamente tra vicini di casa o aziende limitrofe, le CER resterebbero solo un concetto teorico.

Principali caratteristiche della misura Smart Grids

La misura è rivolta direttamente a soggetti che gestiscono infrastruttura energetiche. Si fa pertanto riferimento a gestori del sistema di trasmissione e distribuzione di energia elettrica.

Possono in generale proporre i propri progetti, titolari di concessioni per il servizio di distribuzione dell’energia elettrica sul territorio della Regione Siciliana.

Il finanziamento punta a trasformare la rete tradizionale in una rete “intelligente” capace di gestire flussi bidirezionali e intermittenze delle fonti green.

Le spese ammissibili riguardano:

  • Costruzione e adeguamento di infrastrutture di rete (cabine, linee) per migliorare l’efficienza.
  • Digitalizzazione per la creazione di sistemi di monitoraggio, controllo e automazione della rete (sensoristica, software di gestione).
  • Sistemi di stoccaggio integrati nella rete per l’accumulo di energia rinnovabile di scala medio-piccola.
  • Elettrolizzatori per la produzione di idrogeno (ove funzionali alla gestione della rete).

Le proposte devono riguardare interventi con un costo non inferiore a 500.000 euro.

Il contributo previsto è estremamente interessante in quanto prevede un fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili del progetto.

La procedura di valutazione è “a graduatoria” per cui si punta fortemente sulla qualità dei progetti presentati. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato per il 25 giugno 2026.

È richiesta una forte “maturità progettuale” (cantierabilità dell’opera) e la dimostrazione del contributo del progetto agli obiettivi di decarbonizzazione regionali.

Gli aggiornamenti innovativi annunciati da Simest

La misura SIMEST “Transizione Digitale o Ecologica” è da tempo un punto di riferimento per le imprese che intendono realizzare investimenti di innovazione digitale e/o di transizione ecologica al fine di aumentare la loro competitività sui mercati internazionali

Sono stati recentemente annnunciati importanti aggiornamenti alla misura, validi per il 2026 e volti a rendere lo strumento più flessibile e vantaggioso, specialmente per le imprese che affrontano costi energetici elevati o che hanno interessi strategici in mercati specifici come gli USA.

Le imprese che dimostrano un incremento dei costi energetici o che hanno certificazioni di sostenibilità (es. ISO 14001, ISO 50001) possono accedere ad una quota di fondo perduto raddoppiata (20%) rispetto alla misura attualmente in vigore. Possono inoltre utilizzare il finanziamento anche per rafforzamento patrimoniale, inclusi aumenti di capitale sociale per le proprie controllate (anche estere).

La durata del finanziamtno agevolato è stata estesa fino a 6 anni (con 2 di pre-ammortamento) con possibilità di arrivare a 8 anni per le imprese con interessi negli USA.

La misura è stata aperta anche alle imprese non esportatrici dirette, a patto che appartengano a filiere a forte vocazione esportatrice. Questo permette a fornitori strategici di PMI esportatrici di ammodernare i propri processi in chiave “green” e digitale.

Infine, oltre ai classici investimenti in software, hardware e consulenze specialistiche, sono state incluse spese relative a diagnosienergetiche e certificazioni ambientali.

Infine, per le imprese con controllate negli Stati Uniti, sono previste agevolazioni specifiche per l’aumento di capitale sociale di tali controllate americane fino a 1 milione di euro.

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