Il 2026 è l’anno in cui Londra potrebbe vedere i primi servizi di mobilità a guida autonoma prenotabili via app, senza safety driver, grazie alla legislazione varata in questi anni e al recente mega-round di Wayve, startup britannica della guida autonoma che di recente ha ottenuto 1,2 miliardi di dollari.
Partiamo proprio da questo.
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Wayve e il mega-round
Il 25 febbraio 2026 Wayve, ha annunciato un Serie D da 1,2 miliardi di dollari, con valutazione post-money a 8,6 miliardi. Con questo round Wayve arriva a 2,5 miliardi di dollari raccolti complessivamente. L’operazione, guidata da colossi come SoftBank, NVIDIA e Microsoft, e con la partecipazione strategica di Uber e di case automobilistiche come Nissan, Mercedes-Benz e Stellantis, non è solo un’iniezione di capitale monumentale, ma rappresenta una forte validazione dell’approccio unico di Wayve alla guida autonoma e un potenziale punto di svolta per l’intero settore.
Wayve: Una Storia di Innovazione Radicale
Fondata nel 2017 a Cambridge da Alex Kendall e Amar Shah, due ricercatori di dottorato dell’Università di Cambridge, Wayve è nata da una visione particolare rispetto all’approccio dominante alla guida autonoma. Mentre la maggior parte del settore (il cosiddetto “AV1.0”) si affidava a mappe 3D ad alta definizione (HD maps), sensori costosi come il LiDAR e milioni di righe di codice scritte a mano per governare il comportamento del veicolo, Wayve ha scommesso su un modello radicalmente diverso: l’intelligenza artificiale end-to-end.
L’approccio di Wayve, battezzato AV2.0, si basa su un concetto di “Embodied AI” (IA incarnata). Invece di seguire regole pre-programmate, il sistema di Wayve impara a guidare osservando e imitando i conducenti umani, utilizzando principalmente dati provenienti da telecamere. Questo modello di deep learning permette al “cervello” dell’auto di apprendere e generalizzare la sua conoscenza di guida, adattandosi a nuove città e condizioni stradali senza la necessità di essere riprogrammato o di avere mappe preesistenti. È un sistema che impara dall’esperienza, proprio come un essere umano.
Questa strategia offre vantaggi cruciali:
- Scalabilità: Non dipendendo da mappe HD, costose e complesse da mantenere, la tecnologia di Wayve può essere implementata in nuove aree geografiche con uno sforzo notevolmente inferiore.
- Flessibilità: Il software è agnostico rispetto all’hardware, capace di funzionare con diverse configurazioni di sensori e chip, permettendo alle case automobilistiche di integrarlo più facilmente nei loro veicoli esistenti.
- Efficienza: L’apprendimento continuo dai dati di guida reali permette un miglioramento costante e più rapido delle prestazioni.
Il Significato del Round da 1,5 Miliardi
Questo mega-round non è solo una questione di cifre, ma di strategia e di fiducia del mercato. La partecipazione di giganti come NVIDIA, che fornisce la potenza di calcolo con i suoi chip, Microsoft, che offre l’infrastruttura cloud Azure per l’addestramento dei modelli, e SoftBank, uno dei più grandi investitori tecnologici al mondo, segnala una convergenza del settore verso l’approccio basato sull’IA end-to-end di Wayve.
L’investimento accelera drasticamente i piani di commercializzazione di Wayve su due fronti principali:
- Robotaxi con Uber: A partire dal 2026, inizieranno i trial commerciali di robotaxi a Londra, con l’obiettivo di estendere il servizio a oltre 10 mercati globali. Uber ha contribuito con 300 milioni di dollari addizionali, vincolati proprio al successo di questo deployment, a testimonianza del forte impegno nella partnership.
- Integrazione in Veicoli di Serie: Dal 2027, i consumatori potranno acquistare veicoli dotati del software “AI Driver” di Wayve. Si partirà con sistemi di assistenza alla guida avanzata (Livello 2+) per poi passare a funzionalità di guida completamente autonoma (Livello 4) in determinate condizioni. Le partnership con Nissan, Mercedes-Benz e Stellantis sono fondamentali per questo obiettivo.
Guida autonoma in Europa: a Londra le prime auto senza safety driver nel 2026?
L’idea che entro il 2026 a Londra, e dunque in Gran Bretagna nel continente europeo, solcheranno le strade le prime auto a guida totalmente autonoma si ricava mettendo insieme una roadmap normativa UK e piani operativi di chi sta preparando servizi driverless.
Il primo pilastro è istituzionale: dopo l’approvazione dell’Automated Vehicles Act del 2024, il governo britannico ha indicato che i veicoli self-driving potrebbero essere sulle strade del Regno Unito entro il 2026 (“could be on British roads by 2026”). Questo non riguarda solo Londra, ma Londra è ovviamente dentro il perimetro UK.
Il secondo pilastro riguarda l’uso reale, non i prototipi: nel 2025, in occasione di London Tech Week, è stata comunicata l’intenzione di accelerare verso piloti di taxi e shuttle “prenotabili via app” che potrebbero partire da primavera 2026, con l’obiettivo di arrivare a servizi che non richiedano un safety driver. È il passaggio più vicino al concetto di “driverless in servizio”, anche se resta legato a condizioni e autorizzazioni.
Il terzo pilastro è industriale: come detto, Wayve punta a Londra per un primo servizio robotaxi nel 2026, all’interno della strategia di deployment con partner come Uber. Qui il messaggio è che non si parla solo di “test”, ma di rollout operativo (con perimetri e regole definiti).
Guida autonoma in Europa: contesto competitivo e prospettive future
Wayve si posiziona in un’arena competitiva che include giganti come Waymo (di Alphabet-Google) e Cruise (di General Motors), che hanno investito decine di miliardi nell’approccio più tradizionale basato su mappe e regole. Anche Tesla, con il suo sistema Full Self-Driving (FSD), utilizza un approccio basato sulla visione, ma lo integra verticalmente nei propri veicoli.
Il modello di business di Wayve è un altro elemento “contrarian”: invece di costruire e operare una propria flotta di veicoli, Wayve si propone come fornitore di software, una sorta di “Android” per la guida autonoma da concedere in licenza alle case automobilistiche. Questo, secondo il CEO Alex Kendall, apre a un mercato potenziale molto più vasto.
I player europei della guida autonoma: dove stanno puntando
In Europa il mercato si sta organizzando per verticali:
1) Autonomia software per auto e flotte
- Wayve (UK): embodied AI, partnership e rollout a Londra nel 2026.
- Oxa (ex Oxbotica, UK): “universal autonomy” per più domini; nel 2023 ha annunciato un Serie C da 140 milioni di dollari.
2) Autonomia per logistica e trucking (ROI più vicino)
- Einride (Svezia): freight elettrico + autonomia; un articolo di settore riporta totale raccolto 654 milioni di dollari dopo un round da 100 milioni.
- Fernride (Germania): autonomia per terminal e yard operations; 75 milioni di euro di funding totale riportati da Tech.eu.
3) “Ponte” verso l’autonomia: teledriving e operazioni ibride
- Vay (Germania): teledriving; la società ha annunciato un round Serie B da 95 milioni di dollari (2021) e parallelamente ha ottenuto anche finanza pubblica/creditizia (EIB) per l’espansione europea.
4) Shuttle e AV per trasporto pubblico/contesti controllati
- EasyMile (Francia): secondo CB Insights ha raccolto 89,14 milioni di dollari.
- Goggo Network (EU/Spagna-Francia-Germania): CB Insights indica 49,07 milioni di dollari raccolti.
Quanti soldi stanno raccogliendo in Europa: una mappa rapida (con fonti)
| player | paese | segmento | capitale raccolto (dato pubblico) | fonte |
|---|---|---|---|---|
| Wayve | UK | autonomy software (auto/robotaxi) | $2,5B totali; $8,6B valuation | FT (Financial Times) |
| Oxa (ex Oxbotica) | UK | autonomy software multi-dominio | $140M (Serie C) | Oxa (Homepage – Oxa) |
| Einride | SE | autonomous freight | $654M totali (riportato) | Autoweek (Autoweek) |
| Fernride | DE | ground autonomy logistica | €75M totali | Tech.eu (Tech.eu) |
| Vay | DE | teledriving | $95M Serie B (annunciato 2021) + €34M loan EIB | Vay / EIB (Vay) |
| EasyMile | FR | shuttle/AV controllati | $89,14M totali | CB Insights (CB Insights) |
| Goggo Network | EU | network AV | $49,07M totali | CB Insights (CB Insights) |
















