Una scaleup italiana, WeRoad, chiude un mega-round da 58 milioni di dollari guidato da un colosso mondiale come Airbnb. È decisamente un grande traguardo per questa realtà innovativa che propone una piattaforma online per viaggi di gruppo, fondata nel 2017 a Milano da Paolo De Nadai insieme a Fabio Bin ed Erika De Santi. Ma è anche un segnale importante per l’ecosistema delle startup in Italia. Fino a poco tempo fa non erano frequenti round di questa portata. E il fatto che una società ideata da italiani attragga una startup statunitense pioniera dell’innovazione nell’hospitality e nel travel è una conferma: anche da noi si innova, e bene. Se ne era già accortala famiglia Berlusconi, che, attraverso la holding H14, aveva investito in WeRoad tre anni fa, guidando un round da 18 milioni. Anche in questo round ha confermato la sua presenza. A questo punto WeRoad è pronta per un’eventuale exit? Lo vedremo. Intanto ripercorriamo la sua breve ma intensa storia, per poi approfondire i dettagli del finanziamento. (Sotto, i tre founders di WeRoad)
scaleup italiana
WeRoad, round da 58 milioni: entra Airbnb, i Berlusconi rilanciano
La scaleup milanese chiude un round Series C da 58 milioni di dollari con Airbnb come lead investor e si espande negli Usa. Il CEO D’Amico va a San Francisco a guidare la categoria hotel di Airbnb, alla guida resta il team dei fondatori. Tra gli investitori confermata H14, holding dei Berlusconi
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