Il futuro della prevenzione sanitaria potrebbe passare sempre più dallo smartphone. Non soltanto come strumento di comunicazione o accesso ai servizi digitali, ma come dispositivo capace di raccogliere segnali biometrici, interpretarli attraverso l’intelligenza artificiale e trasformarli in indicazioni utili per monitorare lo stato di salute delle persone.
È questa la visione alla base di YOU(th), startup fondata da Filippo Nigro, che punta a rendere il check-up della salute più rapido, accessibile e non invasivo, ospite al workshop “Longevity Economy: innovation and technologies” dell’Osservatorio Startup Thinking in collaborazione con l’Osservatorio Longevity & Silver Economy. Intervistato da Filippo Frangi, ricercatore senior dell’Osservatorio Startup Thinking, Nigro ha raccontato il percorso che lo ha portato a fondare l’azienda, il ruolo delle tecnologie digitali nella prevenzione e le differenze tra gli ecosistemi dell’innovazione europei e statunitensi.
Indice degli argomenti
Dal business internazionale alla Digital Health
Il percorso di Nigro nasce lontano dalla sanità in senso stretto. Con una formazione in International Management tra Milano, Stati Uniti e Cina, e una prima esperienza nell’investment banking a Dubai, il founder di YOU(th) ha scelto presto di avvicinarsi al mondo startup per comprenderne le dinamiche operative.
«Volevo sporcarmi le mani nel mondo delle startup», racconta Nigro. Da lì il passaggio a Berlino, dove è stato il primo assunto in una startup di machine learning, occupandosi soprattutto di marketing e business development.
Successivamente ha approfondito anche la dimensione di prodotto, fino a ricoprire il ruolo di product lead in un’altra startup, poi quotata in borsa.
Il punto di svolta arriva dall’intersezione tra due interessi personali e professionali: la longevity e il machine learning. Nigro racconta di essersi formato anche come machine learning engineer e di aver iniziato a studiare con attenzione i paper scientifici che esploravano il rapporto tra intelligenza artificiale, salute e longevità. Da questa ricerca emerge un’intuizione: alcuni biomarcatori dello stato di salute possono essere stimati a partire dai dati raccolti dai sensori già presenti negli smartphone.
L’idea si è trasformata progressivamente in una proposta imprenditoriale. Dopo il passaggio da Antler, fondo di investimento e programma di accelerazione, Nigro ha costituito il team iniziale e avviato lo sviluppo della startup. Oggi YOU(th) ha raccolto complessivamente circa 4,5 milioni di dollari di seed funding.
Un check-up in meno di due minuti
La proposta di valore di YOU(th) è semplice da raccontare, anche se complessa da realizzare: offrire un check-up della salute in meno di due minuti tramite smartphone, senza hardware aggiuntivo.
In termini più tecnici, la startup lavora sui biomarcatori digitali. Il sistema raccoglie diversi tipi di input attraverso i sensori dello smartphone: video del volto, registrazioni vocali, immagini dell’occhio e della pelle, modalità di digitazione sul telefono, pattern di movimento e dati dell’accelerometro. Questi segnali vengono poi analizzati per stimare parametri e indicatori legati alla salute.
Tra le aree citate da Nigro ci sono la pressione sanguigna, il battito cardiaco, i sintomi respiratori rilevabili attraverso la voce, alcuni indicatori di salute mentale e proxy digitali di biomarcatori normalmente associati alle analisi del sangue, come colesterolo, emoglobina glicata e glucosio.
L’obiettivo non è sostituire la diagnosi medica, ma rendere il pre-screening preventivo più accessibile, frequente e frictionless. In altre parole, ridurre le barriere economiche, logistiche e psicologiche che spesso impediscono alle persone di monitorare con continuità il proprio stato di salute.
Prevenzione, longevity e accessibilità
Il tema della longevity è oggi uno dei driver più rilevanti nell’evoluzione del settore health tech e uno dei trend che condizionerà le economie, non solo occidentali. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento dell’attenzione verso il benessere e la crescente disponibilità di dati biometrici stanno spingendo la domanda di strumenti di prevenzione più semplici e scalabili.
Secondo Nigro le startup possono contribuire alla trasformazione del settore sanitario in almeno tre modi: aumentando l’accessibilità alle tecnologie, favorendo un approccio più proattivo alla salute e, in prospettiva, investendo anche in soluzioni biotecnologiche capaci di intervenire sui processi dell’invecchiamento.
Il primo punto è centrale per YOU(th). I sistemi sanitari tradizionali, osserva Nigro, tendono spesso a intervenire quando il problema è già emerso. Inoltre, anche quando si parla di prevenzione, i percorsi possono essere lunghi, costosi o poco immediati: settimane di attesa nella sanità pubblica, costi elevati nelle cliniche private, necessità di recarsi fisicamente in una struttura.
Le tecnologie digitali possono ridurre queste frizioni, rendendo il monitoraggio preventivo più semplice e continuativo. Uno screening via smartphone, se validato e integrato correttamente nei percorsi di salute, potrebbe raggiungere anche segmenti di popolazione che oggi accedono meno facilmente alla prevenzione.
La sfida della fiducia nell’intelligenza artificiale
L’adozione di strumenti digitali in ambito sanitario non dipende però solo dalla tecnologia. Serve anche un lavoro culturale. Nigro sottolinea come le generazioni più giovani siano spesso più consapevoli dell’importanza della prevenzione e più abituate a utilizzare strumenti digitali per monitorare salute e benessere. Tuttavia, proprio quando la tecnologia entra in un ambito sensibile come quello sanitario, emerge una domanda inevitabile: ci si può fidare?
Nel caso di YOU(th) la reazione iniziale delle persone è spesso duplice. Da un lato, stupore per la possibilità di effettuare un check-up dallo smartphone. Dall’altro, scetticismo sul funzionamento del sistema e sull’affidabilità delle stime prodotte dall’intelligenza artificiale.
Per questo, secondo Nigro, l’educazione non deve riguardare solo l’importanza della prevenzione, ma anche il funzionamento delle nuove tecnologie applicate alla salute. Spiegare come vengono raccolti i dati, come vengono analizzati, quali sono i limiti dello strumento e in che modo può essere utilizzato in sicurezza diventa una parte essenziale del percorso di adozione.
Italia, Europa e Stati Uniti: il nodo dell’ambizione
Nell’intervista Nigro ha affrontato anche il tema dell’ecosistema startup italiano, mettendolo a confronto con quelli che conosce meglio: Germania e Stati Uniti. YOU(th), infatti, è nata in un contesto internazionale: la startup ha una struttura americana e una società operativa tedesca, mentre Nigro trascorre spesso periodi tra San Francisco e New York.
Il founder sottolinea i limiti strutturali e culturali del nostro Paese. Il primo riguarda la propensione al rischio. Rispetto all’ecosistema americano, manca spesso la disponibilità a investire in visioni molto ambiziose, anche quando all’inizio possono sembrare difficili o quasi irrealistiche. Negli Stati Uniti, invece, il mercato del venture capital è più abituato a sostenere progetti radicali, con capitali più consistenti e una maggiore tolleranza verso l’incertezza.
Il secondo elemento riguarda la burocrazia e la complessità amministrativa. Creare un’impresa, assumere persone e far crescere rapidamente una startup può risultare più difficile in Italia rispetto ad altri ecosistemi più maturi.
Infine, c’è una questione dimensionale. Nigro cita il divario negli investimenti: l’ecosistema italiano raccoglie volumi molto inferiori rispetto alla Germania e, soprattutto, alla Silicon Valley. Questo non significa che non sia possibile costruire startup di successo in Europa o in Italia, ma per chi punta a creare aziende estremamente ambiziose, potenzialmente unicorni, gli Stati Uniti restano oggi l’ecosistema con maggiore capacità di accelerazione.
Una sanità più continua e centrata sulla persona
Il caso YOU(th) si inserisce in una trasformazione più ampia della sanità: dal modello reattivo, centrato sulla cura della patologia, a un modello più preventivo, continuo e personalizzato. In questo passaggio, smartphone, sensori biometrici e intelligenza artificiale possono diventare strumenti chiave per intercettare segnali precoci, aumentare la consapevolezza individuale e rendere la prevenzione più accessibile.
La sfida, però, non è soltanto tecnologica. Perché soluzioni come quelle sviluppate da YOU(th) possano affermarsi, serviranno validazione scientifica, fiducia degli utenti, dialogo con il sistema sanitario e capacità di spiegare in modo trasparente il ruolo dell’intelligenza artificiale.
In questa prospettiva, la digital health non si limita a portare la salute sullo smartphone. Può contribuire a ripensare il rapporto tra persone, dati e prevenzione, aprendo la strada a un modello sanitario più vicino alla vita quotidiana e più orientato ad agire prima che il problema emerga.
























Partecipa alla community