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LA BUONA ECONOMIA

Startup italiane, ecco i finanziamenti a sei cifre

20 Ago 2014

Difficile investire in neo-imprese in Italia? Alcuni esempi dimostrano il contrario: dai 22 milioni di dollari ottenuti da Decisyon al milione di Appsbuilder. Anche team più piccoli hanno ricevuto centinaia di migliaia di euro. E con l’equity crowdfunding già due aziende si sono auto-finanziate

Ci sono startup che hanno ottenuto mega-finanziamenti da diversi milioni di euro come Decisyon, fondata da un ingegnere di Latina. Altre, come Fluentify, la piattaforma per l’insegnamento della lingua inglese, che ha avuto 250mila sterline dal co-Ceo di Mediobanca, Stefano Marsaglia. E c’è un team agguerrito come quello dei giovani di Svinando che si è conquistato 300mila euro da un gruppo di imprenditori piemontesi. Dall’inizio dell’anno ad oggi sono diverse le startup italiane che hanno ricevuti finanziamenti da fondi di venture capital, business angels, investitori, imprenditori. Senza trascurare la via dell’equity crowdfunding, l’innovativa raccolta fondi online che prevede l’acquisto di quote della società che si decide di finanziare. Ecco alcuni esempi di finanziamenti a startup: tutte testimonianze del fatto che, se l’idea è considerata valida, si trova chi è disposto a investire somme anche consistenti.

 

22 milioni di dollari è la cifra che Catalyst Investors ha puntato su Decisyon, società nata a Latina e cresciuta nel Connecticut.

Ad aprile Decisyon, startup fondata da un ingegnere di Latina, Franco Petrucci, che a un certo punto ha coinvolto un giovane collega pugliese, Cosimo Palmisano, ha raccolto 22 milioni di dollari dal fondo Catalyst Investors. Serviranno per sviluppare nuovi prodotti e sostenere l’attività commerciale in Europa e negli Stati Uniti. Petrucci ha inventato un software per adattare i sistemi tecnologici al  modo di lavorare, in pratica una piattaforma che permette di scrivere, consultare la contabilità, dialogare con i colleghi e i fornitori senza saltare da un programma all’altro. Un progetto che è stato presto apprezzato in varie parti del mondo. Nel 2012 l’azienda, allora tutta italiana, ha ottenuto 15 milioni di dollari: il più grande investimento degli ultimi dieci anni fatto oltreoceano su un’impresa tricolore. E quest’anno ha fatto il bis con un finanziamento ancora maggiore.

Appsbuilder si prende un milione di euro da United Ventures

La startup fondata nel 2011 da Daniele Pelleri e Luigi Giglio,  fornitrice di una  piattaforma per pubblicare e distribuire applicazioni per dispositivi mobili, ad aprile  ha ottenuto un nuovo finanziamento da 1 milione di euro da United Ventures, fondo di venture capital specializzato in tecnologie digitali. Nel 2012 Appsbuilder aveva  ottenuto un primo round da 1,5 milioni di euro, in cui i fondi coinvolti erano Vertis e Zernike Meta. E l’annno successivo la startup ha raggiunto la fatidica soglia del milione di euro di ricavi.

Lovli (e-commerce per designer) finanziata dagli Italian Angels

Lovli, la piattaforma di ecommerce per designer, artigiani e aziende di design made in Italy, ha ricevuto in primavera un finanziamento di 520 mila euro dal network italiano di business angel Italian Angels for Growth e da altri quattro investitori di cui non è stato reso noto il nome. La startup fondata nel 2012 da Tiziano Pazzini e Alberto Galimberti ha detto che intende utilizzare le risorse per crescere, espandersi a livello internazionale e sviluppare le proprie applicazioni mobile.

La startup per confrontare i preventivi degli artigiani ottiene 500mila euro dal venture capital

Midnight Call, startup di Reggio Emilia costituita da Vittorio Guarini, Alessandro Iotti e Giovanni Azzali, che ha lanciato la piattaforma digitale Fazland.com, ha da poco raccolto 500 mila euro da RedSeed Ventures (il venture capital fondato da Elisa Schembari, che la gestisce insieme a Roberto Zanco) e un pool di investitori privati in qualità di business angel. Oltre ai fondatori entra nel capitale anche Federico Panini, già CTO della società e parte del team da più di un anno. Fazland.com (tra le dieci finaliste nella categoria Smart Communities del premio EdisonStart) è una piattaforma per confrontare i preventivi degli artigiani e delle aziende che fanno lavori di casa: l’elettricista, l’imbianchino, l’idraulico, il fabbro, il piastrellista, la società che fa ristrutturazioni. Oltre a controllare i prezzi e a verificare la qualità dei professionisti attraverso certificazioni e recensioni, gli utenti possono usare Fazland.com, che al momento conta più di mille aziende iscritte, come marketplace e acquistare i servizi direttamente online.
 

Il co-Ceo di Mediobanca scommette sugli italiani a Londra che aiutano a parlare inglese

Stefano Marsaglia, Executive Chairman e Co-Head Global di Corporate & Investment Banking di Mediobanca, ha  investito 250mila sterline in Fluentify, piattaforma digitale che aiuta chi sta imparando l’inglese a migliorarlo parlando online con madrelingua da tutto il mondo. La startup è stata ideata Andrea Passadori, 24 anni, Giacomo Moiso, 24, Claudio Bosco, 22, e Matteo Avalle, 26, da Torino. Con loro Ian Merricks, creatore dell’Accelerator Academy di Londra, uno dei punti di riferimento di Fluentify in Inghilterra. Lanciata a Londra l’anno scorso, ha trovato terreno fertile in Inghilterra ed è cresciuta anche più delle aspettative, ma ora ha deciso di rientrare in patria. Il finanziamento di Marsaglia, nelle intenzioni, dovrà servire per investire in Italia assumendo una ventina di persona  e realizzando nel nostro Paese l’app per smartphone e tablet del sito Internet.

I droni di AeroDron conquistano 400mila euro

Tra fine 2013 e inizio 2014 AeroDron, startup di Parma che si occupa di telerilevamento utilizzando droni, ha chiuso un round di finanziamento per circa 400mila euro. Il round di finanziamento è stato diviso in due tranche:  la prima di 110mila euro si è conclusa il 27 novembre 2013 ed è stata sottoscritta da Blom CGR (Compagnia Generale Ripreseaeree), azienda nel settore della fotogrammetria e del telerilevamento, e da Capital B! controllata da Mauro Del Rio (presidente e fondatore di Buongiorno S.p.A.). La seconda tranche, del valore di 290mila euro, è stata chiusa a gennaio 2014 e ha visto l’ingresso tra i nuovi soci di alcuni importanti imprenditori e investitori. Fondata dall’ingegner Giorgio Ugozzoli, 67 anni,  la startup parmense utilizza droni civili per offrire servizi professionali di riprese aeree a bassa quota e alta precisione a supporto di attività di analisi, tutela, prevenzione e salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Svinando, gli imprenditori piemontesi investono sul vino

Svinando, che si descrive come un “esclusivo Wine Club online dove trovare a prezzi esclusivi bottiglie d’eccellenza selezionate da un team di esperti e consegnate a domicilio”, ha chiuso a giugno un secondo aumento di capitale, raccogliendo 300mila euro. Il gruppo di startupper piemontesi, intenzionato a convincere i tedeschi a trascurare la birra per dedicarsi sempre di più al vino italiano, ha conquistato il Club degli Investitori, gruppo di angels piemontesi, imprenditori e manager di lungo corso, il cui presidente è Giancarlo Rocchietti. “Cercavamo finanziatori – ha spiegatola la Coo Sara Galvagna  – che potessero darci un supporto imprenditoriale. Al contrario di un fondo di venture capital, loro portano l’esperienza industriale. E avere dalla nostra parte degli imprenditori ci dà una marcia in più rispetto al semplice apporto di denaro”.

Equity crowdfunding: la veneta Diaman Tech pioniera in Europa per raccolta fondi online

Diaman Tech  – spin-off delle attività tecnologiche e software del gruppo Diaman Holding, nata per diventare una delle principali società fornitrici di applicativi software per la finanza – è la prima società in Europa che ha potuto raccogliere capitale di rischio, 160mila euro, attraverso un portale di equity crowdfunding nel rispetto di una legge di uno Stato (l’Italia) e di un regolamento di una autorità di vigilanza (la Consob). L’equity crowdfunding (modalità di raccolta finanziamenti in Rete che prevede l’acquisizione di quote della società finanziata) è stato gestito da Unicasim Spa, iscritta nella sezione speciale delle piattaforme di crowdfunding della Consob. Il portale Unicaseed, emanazione diretta di Unicasim Spa, intermediario con sede a Genova e uffici in tutta Italia, ha iniziato il 31 dicembre scorso la campagna per la startup veneta Diaman Tech e in tre mesi ha centrato l’obiettivo, raccogliendo quasi 160mila euro. È persino andata in overbooking, dato che il target di raccolta era 147mila euro.

Equity crowdfunding, Cantiere Savona ottiene 380mila euro dai finanziatori

Cantiere Savona, startup innovativa che progetta e realizza yacht di lusso a propulsione solare in grado di razionalizzare consumi ed emissioni, aveva chiesto 380 mila euro su StarsUp, la prima piattaforma italiana di equity crowdfunding autorizzata da Consob, e ha raggiunto l’obiettivo in 170 giorni prendendo a bordo 44 nuovi soci, tra cui due “professionali”. I finanziatori dell’azienda creata nel 2010 da un gruppo di giovani sardi hanno rilevato complessivamente il 20% del capitale della società, ovvero la quota messa a disposizione in modalità crowd.

Energon, una “non-startup” che ha ricevuto 8,4 milioni di euro

Se fosse una startup nel senso californiano del termine (impresa neonata, alta innovazione, scalabilità, capitale di debito pressoché assente), staremmo tutti già parlando di un piccolo miracolo. La società energetica Energon Esco, che progetta e realizza impianti di cogenerazione e teleriscaldamento a basso impatto ambientale, ha invece più di 4 anni e non è in California, ma è possibile considerarla una startup se non in senso tecnico perlomeno sotto l’aspetto altamente innovativo. Quest’anno ha ricevuto un’iniezione di 8,4 milioni di euro costituita in parte da capitale di terzi per 4,2 milioni (provenienti dal fondo di investimenti Nem sgr, che fa capo alla Banca Popolare di Vicenza), e in parte da finanziamenti “graffetta”, per altri 4,2 milioni, erogati da istituti di credito come Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Popolare.

 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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