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Investimenti

Il cantiere che per fare yacht trova soci online

25 Lug 2014

Cantiere Savona, che progetta e realizza barche di lusso a propulsione solare, ha completato la raccolta di capitale sulla piattaforma di equity crowdfunding StarsUp raggiungendo il target di 380 mila euro. Quest’operazione dimostra che il finanziamento collettivo può favorire anche settori “tradizionali” del made in Italy come la cantieristica navale

L’equity crowdfunding può diventare una risorsa in più per rilanciare il made in Italy, anche in un settore “tradizionale” come la cantieristica navale. L’ultima prova è il completamento della raccolta di capitale messo a segno da Cantiere Savona, la startup innovativa che progetta e realizza yacht di lusso a propulsione solare in grado di razionalizzare consumi ed emissioni.

[Quando StarsUp aveva appena tagliato il nastro]

L’azienda, creata nel 2010 da un gruppo di giovani sardi, aveva chiesto 380 mila euro su StarsUp, la prima piattaforma italiana di equity crowdfunding autorizzata da Consob, e ha raggiunto l’obiettivo in 170 giorni prendendo a bordo 44 nuovi soci, tra cui due “professionali”. I finanziatori che hanno investito attraverso il portale hanno rilevato complessivamente il 20% del capitale della società, ovvero la quota messa a disposizione in modalità crowd. Finora, nel suo genere, è la più importante campagna completata online.

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“Abbiamo assistito in diretta a una microquotazione e dimostrato che una sana rivoluzione finanziaria può avere inizio anche in Italia”, dice Matteo Piras, presidente e co-fondatore di StarsUp insieme a Carlo Piras e Alessandro Scutti. La campagna di Cantiere Savona ha avuto anche un’ulteriore particolarità: ricevere adesioni quando il totale del funding era stato già raggiunto. Pertanto, in base al regolamento, questi finanziamenti non possono trovare spazio.

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 “Grazie a StarsUp, il nostro progetto ha avuto una visibilità in quasi cento Paesi al mondo e oltre 10mila utenti hanno visitato la nostro proposta imprenditoriale. Siamo entrati in contatto con centinaia di persone e abbiamo ricevuto tantissimi complimenti e incoraggiamenti”, commenta Andrea Columbu Savona, fondatore dell’omonimo cantiere.

Tra i nuovi soci di Cantiere Savona spicca, in quota rilevante, l’imprenditore cagliaritano Luca Mambrini,  protagonista due anni fa di una delle più importanti operazioni finanziarie avvenute sul territorio sardo, quando ha ceduto l’industria di famiglia, operante nel settore delle valvole petrolifere, a una multinazionale inglese quotata al LSE.

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La raccolta è stata chiusa con la Simec, società del gruppo industriale di Alberto Cellino, quale investitore professionale. Il gruppo Cellino opera nel settore cerealicolo ed è tra i più importanti produttori di pasta in Italia. Con un fatturato di 111 milioni di euro e 81,5 milioni di attivo nel bilancio 2013, la Simec è annoverabile come “grande impresa” e dunque titolata a rappresentare, secondo il regolamento Consob, l’investitore professionale che deve essere presente per almeno il 5% del funding. A tal proposito Cantiere Savona aveva già registrato durante la raccolta l’ingresso nel capitale di D-Namic, l’incubatore certificato bresciano amministrato da Alessandro Scozzesi.

 

Maurizio Di Lucchio

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