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StarsUp taglia il nastro, via al portale di equity crowdfunding

28 Gen 2014

È il primo autorizzato da Consob a raccolta fondi sul web per le start up in base al regolamento di luglio. “Siamo stati anche gli unici a proporci all’apertura del registro” si stupiscono i founder. Ma è previsto il varo di un’altra piattaforma tra poche settimane

StarsUp taglia il nastro: è la prima start up autorizzata dalla Consob all’equity crowdfunding (raccolta fondi attraverso la Rete) a sei mesi dall’approvazione del regolamento italiano. E, tra l’altro, è per ora l’unica società ad aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione a operare come intermediaria all’ente che vigilia sui mercati finanziari.

Nata su iniziativa dei commercialisti Matteo Piras, Carlo Piras e Alessandro Scutti, si è interessata al crowdfunding nel novembre del 2012, quando è arrivata la prima regolamentazione con il Decreto Crescita. I tre hanno poi presentato domanda in agosto e a settembre hanno ricevuto dalla Consob la comunicazione di avvio del procedimento di istruttoria. Da allora sono stati rispettati i tempi previsti dalla legge. “Ci siamo stupiti di essere stati gli unici a proporci all’apertura del registro” commentano.

Dopo la registrazione su StarsUp, il potenziale investitore deve rispondere a un questionario per dimostrare di essere consapevole dell’azione che si sta per compiere, dare l’assenso a tutti i quesiti e comunicare la cifra che intende investire. Sotto i 500 euro è possibile fare un bonifico online, se la cifra è superiore bisogna recarsi nella propria banca e confermare nuovamente di sapere cosa si sta facendo e di essere in grado di mettere mano al portafoglio. Questa seconda opzione può essere compiuta per ora solo da chi ha un conto corrente in Banco Popolare o Credito Bergamasco.

La tutela del risparmiatore non si esaurisce nella fase precedente all’investimento: è prevista una settimana per annullare l’ordine, è sufficiente una e-mail e i soldi vengono trasferiti su un conto indisponibile in attesa della conclusione della campagna. Solo se la cifra viene raggiunta con – passaggio necessario ma non sufficiente – il contributo del 5% di una banca, una fondazione bancaria o di un incubatore il denaro viene trasferito nelle casse della startup.

StarsUp dà supporto anche in questa fase, incoraggiando i contatti con investitori certificati. Dal lato dell’utente, se tutto va a buon fine si diventa a tutti gli effetti comproprietari con la possibilità di esercitare diritti amministrativi e patrimoniali e di godere degli utili a fine anno. Se la startup viene ceduta, l’investitore ha nei 3 anni successivi il diritto di vendere le proprie quote alle stesse condizioni dei fondatori.

La selezione delle realtà da mettere in vetrina viene fatta direttamente dai tre creatori di StarsUp, che puntano a proporre 10-15 progetti nel corso del primo anno. Si parte con Cantiere Savona,  fondato da giovani con una precedente esperienza in un importante cantiere navale. Ai potenziali investitori la realtà sarda nata nel 2010 chiede un contributo di 380mila euro per ideare, produrre e diffondere una nuova linea di yacht eco-compatibili. Attraverso StarsUp è possibile contattare i tre giovani aspiranti imprenditori, Andrea Columbu, Giovanni Vacca e Mauro Bandini, e ottenere informazioni aggiuntive su strategie presenti e progetti futuri.

Consob ha fatto intanto sapere che, entro le prossime settimane, verrà convalidata una nuova piattaforma.

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