Primo Maggio, quello che le startup possono fare per il lavoro | Economyup
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Occupazione

Primo Maggio, quello che le startup possono fare per il lavoro

30 Apr 2015

È la prima Festa del Lavoro dopo il Jobs Act, in un Paese in cui le nuove imprese stano creando nuovo lavoro e, grazie all’innovazione, possono migliorare il rapporto fra domanda e offerta. Ecco dieci progetti che aiutano chi assume e chi vuole essere assunto

Quella del 2015 è la prima Festa del Lavoro dopo il Jobs Act: il premier Renzi è riuscito ad abbattere il feticcio dell’articolo 18 facendo del Primo Maggio una festa all’insegna della flessibilità, dove talento e meritocrazia dovrebbero valere più del posto fisso, almeno in teoria. L’Italia, dunque, festeggia un lavoro che è cambiato: nel #nuovolavoro è diverso il modo di lavorare ma anche di cercare un impiego.

Gabriella Bagnato, docente di leadership development, selezione e sviluppo alla Sda Bocconi School of Management, ha spiegato a EconomyUp il cambiamento del mondo del lavoro in questi termini: “Quando cominciamo a lavorare sappiamo che quel luogo di lavoro non sarà lo stesso per tutta la vita, perciò quello che conta è crearsi una ‘employability’, un bagaglio di conoscenze, competenze e relazioni che ci consentano di fare carriera non più all’interno di una stessa azienda ma passando dall’una all’altra”.

Secondo Stefano Scabbio, ad di ManpowerGroup Italia, la fine del posto fisso non significa precarietà ma innovazione. “La mobilità nell’ambito del lavoro è cresciuta molto negli ultimi anni – spiega – . I talenti si muovono e le aziende vanno continuamente in cerca di persone talentuose. Non possiamo immaginare di avere un posto fisso per  tutta la vita. Dobbiamo pensare a una carriera con numerose opportunità, fatta mediamente di cinque-sette esperienze lavorative diverse, al di là della tipologia contrattuale”.

E anche molti aspiranti imprenditori sembrano fiduciosi nei confronti del #nuovolavoro, al punto da decidere di fare impresa proprio nel nostro Paese. Del resto, questo è anche un Primo Maggio che si festeggia in un’Italia sempre più digitale e che punta in maniera sempre più convinta su startup e innovazione. Secondo gli ultimi dati forniti da Infocamere, infatti, a fine marzo le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese erano 3.711, in aumento di 532 unità rispetto alla fine di dicembre (+16,7%). E impiegavano circa 18mila lavoratori (14.862 soci e 3.025 dipendenti), quasi 3mila unità in più rispetto al trimestre precedente.

Non solo. Molte startup hanno deciso di scommettere proprio sul settore del lavoro, sviluppando soluzioni che aiutano a trovare un impiego. Ecco, allora, 10 startup (italiane e non) al servizio di chi assume e di chi vuole essere assunto.

Jobyourlife. È una piattaforma che ribalta il concetto di reclutamento: non sono i candidati a mandare il proprio cv alle aziende, ma sono queste a cercare le risorse che fanno per loro e a proporre l’opportunità professionale. Inoltre permette al candidato di geolocalizzarsi e indicare le aree geografiche dove preferirebbe lavorare.  In poco tempo è riuscita a raccogliere i primi capitali da angel investor e oggi ha raggiunto i 500 mila euro di investimenti privati. Con una piattaforma che conta quasi 300mila iscritti e oltre 50 aziende clienti.
 

Egomnia. È un portale di lavoro ma funziona come un social network. È dedicato prevalentemente ai giovani laureandi e laureati. Cataloga le competenze che gli universitari hanno acquisito nel corso del loro percorso formativo grazie a un algoritmo che valuta il curriculum e condensa l’esperienza della persona in un punteggio.
 

Hivejobs. È la prima società di head hunting che sceglie i suoi recruiter tra i professionisti di ogni settore. Seleziona lavoratori esperti che, nel tempo libero, vogliano occuparsi di selezione del personale. Il processo, sia per i candidati alle posizioni aperte che per gli Hivescout, è completamente informatizzato: candidatura online e video colloquio con l’esperto.

Gild. Chiamata la Google dei talenti, la startup californiana fondata dal toscano Luca Bonmassar è basata su un algoritmo capace di generare il cv di un professionista in base alle informazioni reperite nella rete. Il sistema ribalta il concetto del curriculum vitae con un processo di head hunting automatizzato che individua le applicazioni che quel professionista ha sviluppato, la sua presenza e attività sui social network, i pezzi di codice che scambia nelle community di tecnici e così via.

Jobrapido. È un sito attraverso il quale milioni di persone possono trovare le offerte di lavoro di oltre quaranta nazioni di tutto il mondo. È semplice e pulito e pone all’utente solo due domande: che lavoro cerchi? Dove lo cerchi? E grazie alla ricerca che parte dalle risposte trova le offerte più adatte alle quali candidarsi. Con 660 milioni di utenti in tre anni (traguardo raggiunto nel 2011) è diventata la prima piattaforma italiana per la ricerca di lavoro.Nel 2012 la società Evenbase del gruppo editoriale Daily Mail ha acquisito il 49% del capitale dai soci tedeschi e italiani, valutando la startup circa 60 milioni di euro.
 

Startup Italia Jobs. È un marketplace per offrire e trovare lavoro in ambito startup e innovazione in Italia. Ha sede a Berlino ma lo hanno fondato due italiani. Giovani aziende italiane e non (ma alla ricerca di talenti italiani) possono caricare gratuitamente le proprie offerte di lavoro e renderle visibili a potenziali candidati. Dall’altro lato, professionisti, sviluppatori, neo-laureati possono creare un profilo e lasciare che il sistema li metta in contatto con aziende alla ricerca di un profilo come il loro.

Twago. È il principale marketplace di liberi professionisti in Europa. Twago acquisisce sulla piattaforma progetti da aziende di ogni tipo e dimensione. I clienti pubblicano sul sito un progetto indicando ciò che vorrebbero sia sviluppato e i freelance in linea con le competenze ricercate inviano la propria proposta economica direttamente al cliente. Quest’ultimo, visti curriculum e portfolio, sceglie il freelance a cui affidare il lavoro. Il libero professionista può contrattare l’offerta o giocare al ribasso per ottenere l’incarico.
 

Rysto. È la piattaforma per trovare lavoro nella ristorazione, strutturata in ottica “social”. È possibile creare il proprio profilo, condividere informazioni, seguire colleghi e datori di lavoro, dare un feedback e raccomandarli. Il segreto sta nel mantenere aggiornato il proprio profilo e impostare il proprio stato su disponibile.
 

Tabbid. È il social network che mette in contatto prestazioni d’opera e richiesta delle stesse. Uno scambio di “lavoretti” tra privati. Hai bisogno che qualcuno monti un mobile? Pubblichi, indichi il budget che vuoi investire e Tabbid avvisa gli iscritti con quella competenza che possono proporsi con una controfferta. Tutto gratuitamente: il sito richiede solo una fee dell’1%, che viene annullata postando su Facebook la propria esperienza.
 

Quakecv. È l’unica applicazione web e per dispositivi mobili che rivisita il curriculum vitae con un profilo lavorativo online ad alto impatto visivo e comunicativo, permettendo di candidarsi in maniera innovativa attraverso la tecnologia QR-Code. A titolo gratuito, il candidato può creare un profilo personale gestibile mediante un’apposita app, dalla quale si può anche cercare una posizione di lavoro filtrando il database in base ai propri criteri, individuare mediante la geolocalizzazione le aziende più vicine al proprio domicilio che cercano lavoratori, consultare l’archivio degli annunci salvati nei preferiti, così come quello delle candidature inviate.

Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

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