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Ecosistema

Invitalia Ventures tesse la tela, prima partnership internazionale

16 Set 2015

Il venture capital guidato da Salvo Mizzi ha stretto un alleanza con il fondo cinese Keytone Ventures, che va a unirsi ad altri 16 co-investitori italiani. Intanto sono stati nominati gli investment manager, Ciro Spedaliere e Mario Scuderi, ed è partito l’accordo con l’incubatore universitario I3P. Tutto in vista dei primi investimenti

Salvo Mizzi, Ad di Invitalia Ventures
Invitalia Ventures continua a tessere la sua tela: il nuovo fondo di venture capital creato da Invitalia, agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), ha stretto la prima partnership internazionale alleandosi con il fondo cinese di venture capital Keytone VenturesFondato nel 2008 e guidato da Eric Tao, un Kauffman fellow, ex associate di KPCB (Kleiner Perkins Caufield & Byers) China Fund e global investment manager  presso Qualcomm Ventures, è impegnato a sostenere idee innovative per un’economia internazionale connessa. Ha scelto di unirsi alla rete di operatori che la società guidata da Salvo Mizzi ha chiamato recentemente a raccolta allo scopo di co-investire in startup italiane del’hi-tech perché particolarmente interessato a questo settore: interesse letto dagli osservatori come una sorta di evoluzione della tradizionale attrazione esercitata sull’economia cinese dai prodotti Made in Italy.

Come detto, quella di Keytone Ventures è la prima adesione internazionale al network, che già conta 16 partecipanti, ed è solo l’ultimo tassello che il fondo, lanciato ufficialmente a giugno scorso da Invitalia con una dotazione di 50 milioni di euro per entrare nel capitale di un centinaio di startup, sta aggiungendo giorno dopo giorno al mosaico delle proprie attività presenti e future. Dopo la nomina ad amministratore delegato di Invitalia Ventures di Salvo Mizzi, ex responsabile del Working Capital Accelerator (oggi Tim #WCap) di Telecom Italia e poi capo di Tim Ventures, si sono susseguite una serie di azioni dalle quali si comincia a intravedere un quadro più completo.

A inizio agosto la società ha annunciato un accordo di collaborazione con il Polo Tecnologico di Navacchio (Pisa), che gestisce il Polo d’Innovazione toscano ICT & Robotica. Nei primi giorni di settembre è stata lanciata una call per la ricerca di co-investitori. Pochi giorni fa sono arrivati i nomi dei 16 che hanno chiesto di aderire all’iniziativa (in pratica tutti i maggiori fondi di venture capital italiani) e nel frattempo sono stati nominati due giovani investment manager per il fondo di Invitalia, Ciro Spedaliere, 35 anni, attualmente con lo stesso incarico in  LVenture Group, e Mario Scuderi, 28 anni, che in passato aveva contribuito con Salvo Mizzi alla nascita di Working Capital, l’incubatore di startup di Telecom Italia.  Infine, pochi giorni fa, Invitalia Ventures ha stretto un accordo con I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino, il più antico centro universitario italiano dedicato alle startup. Tutto nell’ambito di una strategia alla quale sta lavorando in questi mesi il team guidato da Mizzi.

►Qui l’intervista di EconomyUp a Salvo Mizzi: ecco come lavorerà il venture capital di Invitalia

Ma vediamo punto per punto le novità degli ultimi mesi.

L’investment network – Invitalia Venture opera con il Fondo esclusivamente in modalità di co-investimento insieme a operatori privati indipendenti e qualificati, direttamente nel capitale delle startup e delle pmi, fino ad un massimo del 70% dell’ammontare complessivo del singolo co-investimento. Anche per questo ha lanciato una call per creare una rete di co-investitori. Per ora si sono presentati in 16. Si tratta di H-Farm di Riccardo Donadon, Nana Bianca guidata da Paolo Barberis, Jacopo Marello e Alessandro Sordi, Italian Angels for Growth che riunisce 120 soci, Principia SGR con AD Antonio Falcone, SiamoSoci presieduto da Dario Giudici, Digital Magics di Enrico Gasperini, United Ventures di Massimiliano Magrini, P101 di Andrea Di Camillo, Innogest Sgr di Claudio Giuliano, dpixel di Gianluca Dettori, 360 Capital Partners Italia guidato da Fausto Boni, Panakes Partners di Alessio Beverina, WithFounders, Strowlers Ventures Srl, Vertis Sgr e LVenture Group di Luigi Capello. In pratica i protagonisti del non particolarmente esteso panorama del venture capital privato in Italia. Mizzi ha già annunciato che arriveranno nuove adesioni nazionali e internazionali nei prossimi giorni.  “L’investor network resterà sempre aperto – ha detto a EconomyUp – non c’è un numero chiuso, né un momento oltre il quale non si può entrare. Di fatto il network partirà con l’avvio operativo del fondo e da subito comprenderà anche coinvestitori internazionali che, mi auguro di cuore, aumenteranno nei prossimi mesi”. L’effettiva operatività di Invitalia Ventures è stata prevista da Mizzi già entro la fine di questo mese.

I nuovi manager – Sono stati selezionati ad agosto e nei giorni scorsi sono stati comunicati ufficialmente i loro nominativi. Napoletano di origine, poi trasferitosi a Torino per studiare  ingegneria gestionale al Politecnico, Ciro Spedaliere ha seguito il Venture Capital Executive Program alla UC Berkeley ed è stato product manager per ​Seat Pagine gialle. Nel 2010 è passato a  Innogest Sgr, uno dei maggiori fondi di venture italiani. Fino al 30 settembre continuerà a ricoprire il ruolo di investment manager di LVenture. Il catanese Mario Scuderi è un ragazzo prodigio del venture capital: prima dell’attuale nomina era Mentor per l’area Business Strategy presso la sede di Catania di Working Capital Accelerator, il programma di opening innovation di Telecom Italia che, oltre la Sicilia, ha sedi a Milano, Roma e Bologna.

L’accordo con l’incubatore universitario – Ed ecco la notizia più recente: in vista dell’avvio del nuovo Fondo Italia Venture I,  Invitalia Ventures e l’incubatore torinese I3P, hanno siglato un accordo strategico con l’obiettivo di condividere il deal flow dei migliori progetti, spin-off e startup innovative nati nell’ambito del Politecnico di Torino. Si rafforza così, si legge in un comunicato di Invitalia Ventures,  il percorso strategico che mira a sostenere e migliorare la capacità competitiva delle startup italiane, attraverso la collaborazione tra il fondo di venture capital di Invitalia Ventures e le migliori università, poli tecnologici, istituti di ricerca del nostro Paese. Invitalia Ventures e I3P valuteranno infatti opportunità d’investimento congiunte e condividono la necessità di esplorare progetti basati su innovazioni tecnologiche e attività di R&D cosiddette Hard Tech ad alto potenziale di crescita. Insieme al piano di co-investimenti e al network di investitori, Invitalia Ventures intende anche potenziare i rapporti tra venture capital, ecosistema dell’innovazione e la rete degli spinoff e delle università.

“I dati appena resi pubblici della DGConnect della Commissione Ue – ha commentato Salvo Mizzi – raccontano di una Italia ad altissima densità di innovatori, startup e potenziale di innovazione, si tratta di risolvere e superare alcuni noti colli di bottiglia: principalmente la disponibilità di capitale di rischio adeguata al nostro Paese. E il riequilibrio in chiave hard tech del nostro deal flow nazionale. Dopo l’accordo con Pisa e il Polo Tecnologico di Navacchio del luglio scorso, questo accordo con I3P prosegue nella direzione strategica che abbiamo delineato. Siamo orgogliosi di collaborare con Marco Cantamessa e con una delle migliori realtà come I3P dell’Innovazione italiana”.

“Da diversi anni I3P si adopera per favorire investimenti in capitale di rischio di tipo seed ed early stage sulle proprie startup”  ha aggiunto Marco Cantamessa, Presidente di I3P. “ La partnership con Invitalia Ventures ci permette di potenziare ulteriormente questa attività e di costruire insieme i prossimi “campioni dell’innovazione” a livello italiano ed europeo”.

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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