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La mano pubblica

Invitalia, pronto al via il Fondo di venture capital: 50 milioni per 150 startup

28 Mag 2015

Manca ancora nome e qualche dettaglio operativo per il lancio dell’iniziativa preannunciata a ottobre dall’ad Domenico Arcuri a EconomyUpTv: per ogni startup saranno investiti in media 500mila euro per 5-7 anni in compartecipazione con almeno un altro investitore. L’agenzia pescherà anche tra le imprese di Smart & Start

Domenico Arcuri, AD di Invitalia
Manca ancora il nome, manca qualche dettaglio, ma è praticamente tutto pronto per il lancio del Fondo di venture capital di Invitalia, progetto anticipato a EconomyUp dal suo amministratore delegato Domenico Arcuri già a ottobre 2014.  L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa è dunque pronta a entrare nel capitale di 150 startup con un investimento iniziale complessivo di 50 milioni di euro provenienti dal Fondo per la Crescita Sostenibile del Ministero delle Sviluppo Economico (Mise).

Il nuovo Fondo sarà lanciato a giugno, come scrive Italy24 del Sole 24 Ore e come viene confermato in queste ore a EconomyUp da Invitalia. Il fondo entrerà nell’equity delle startup innovative, ha specificato Arcuri, e vi resterà per un arco di tempo tra i 5 e i 7 anni, ma a una condizione: dovrà essere sempre presente almeno un altro investitore. Sarà un caratteristico fondo closed-end per investitori istituzionali e sarà gestito da Strategia Italia, divisione di Invitalia

Il Ceo Arcuri stima che l’investimento medio per startup sarà di circa 500mila euro, per un totale di circa 150 startup finanziate: “Un numero significativo – afferma – considerando la circolazione di venture capital in Italia”. Secondo gli Osservatori del Politecnico di Milano nel 2014 gli investimenti complessivi (sia da investitori istituzionali sia da business angel, family office e venture incubator) in startup hi-tech sono stati pari a 118 milioni di euro, in flessione del 9% rispetto al 2013. Secondo l’AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital), che però fa riferimento a una base di rilevazione molto più ridotta di quella degli Osservatori, l’anno scorso gli investimenti early stage (seed e startup) non hanno superato i 43 milioni di euro. Dai dati della Banca d’Italia gli investimenti in private equity e venture capital nel 2014 si sono attestati a circa 3,5 miliardi di euro (cifra più elevata delle altre perché comprende tutto, non solo le startup), con investimenti in sole 311 aziende. Sia come sia, sono numeri decisamente bassi rispetto alla circolazione di venture capital di altri Paesi, Usa in testa. L’iniziativa di Invitalia potrebbe contribuire a smuovere le acque. 

Sempre parlando del Fondo, l’Ad di Invitalia, ente che tra le altre cose gestisce per conto del Mise Smart&Start (programma di agevolazioni alle startup), ha dichiarato: “Nella ricerca delle società sulle quali investire, saremo particolarmente interessati alle startup finanziate attraverso gli incentivi di Smart & Start, che ci sono ‘familiari’, ma il Fondo sarà aperto a qualsiasi tipo di business innovativo. Non escludiamo, per esempio, sinergie con il Fondo Italiano di Investimento (fondo mobiliare chiuso riservato ad operatori qualificati e dedicato ad investimenti nel capitale di rischio delle pmi, ndr), che potrebbe già avere un dossier di realtà per noi potenzialmente attraenti”. E assicura che non ci sarà alcun conflitto con Fii. “Investe attraverso altri fondi – ha infatti specificato – mentre noi entreremo direttamente nel capitale delle società”.  

  • glassainato

    Sarebbe una buona iniziativa per supportare e favorire lo sviluppo di idee e progetti innovativi anche di imprese già operanti da anni.

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