Fondo Nazionale Innovazione, come funzionerà e i profili dei consiglieri d'amministrazione | Economyup
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POLITICA E INNOVAZIONE

Fondo Nazionale Innovazione, come funzionerà e i profili dei consiglieri d’amministrazione



Il Fondo sarà gestito da Invitalia Ventures Sgr, che probabilmente cambierà nome. Dopo il completamento del consiglio d’amministrazione, dovranno essere approvati i regolamenti dal Mise: l’operazione Innovazione Italia slitta quindi al 2020. Ecco il profilo dei membri già designati da CDP. C’è anche qualche startupper…

28 Nov 2019


Enrico Resmini, amministratore delegato di Invitalia Ventures

Innovazione Italia, un passo avanti anche se lentamente. Il Fondo Nazionale Innovazione c’è ma non è ancora operativo.  Dopo la designazione dei componenti del consiglio d’amministrazione di Invitalia Ventures Sgr da parte di Cassa Depositi e Prestiti restano ancora aperti alcuni passaggi formali così come qualche dubbio su come funzionerà e con quali fondi lo strumento che, nelle intenzioni di chi l’ha pensato, dovrebbe essere il volano del venture capital e dell’innovazione in Italia.

Fondo Nazionale Innovazione, chi lo gestirà

Invitalia Ventures Sgr opererà come società di gestione del Fondo Nazionale Innovazione ma forse non si chiamerà più così e diventerà molto probabilmente CDP Ventures, visto che la maggioranza della società è passata a Cassa Depositi e Prestiti e che ha assorbito alcune competenze (il venture capital) che erano del Fondo Italiano Investimenti. Per la piena operatività del Fondo, mancano ancora i tre componenti del consiglio di amministrazione designati i tre componenti da Invitalia, tra cui il presidente (posizione per cui a Roma circola il nome di Salvo Mizzi che di Invitalia Ventures è stato il primo amministratore delegato”). Le nomine potrebbero arrivare già nei primi giorni della settimana prossima.

Innovazione Italia, quando partirà e con quali soldi il Fondo

Completate le nomine, per la piena operatività del Fondo il CdA di Invitalia Ventures Sgr dovrà adottare prossimamente i regolamenti di funzionamento del Fondo stesso, che dovranno poi essere approvati dal Ministero dello Sviluppo Economico. È facile prevedere che l’inizio dei lavori per l’operazione Innovazione Italia slitterà all’inizio 2020

La dotazione finanziaria prevista per il fondo potrà raggiungere 1 miliardo di euro, è noto, ma c’è già chi annuncia trionfali raddoppi. Il decreto dello scorso luglioprevede risorse pari a 310 milioni di euro più almeno il 15% degli utili derivanti dalle società partecipate dal MEF, poi modificato in sede di conversione nella misura massima del 10%. Quando e come arriveranno questi non è dato sapere. Per il momento sembra che l’unica cosa certa sia una dotazione di circa 120 milioni provenienti da Cassa Depositi e Prestiti. Poi ci sarebbero i famosi 440milioni rimanenti dalla precedente gestione di Invitalia Ventures ma non è ancora dato sapere se Invitalia li lascerà volentieri tutti a disposizione del nuovo corso o troverà il modo di trattenerne una parte per le sue attività.

Enrico Resmini, amministratore delegato di Invitalia Ventures

Identikit del CdA di Invitalia Ventures

Quando Cassa Depositi e Prestiti ha diffuso la lista dei componenti del nuovo consiglio d’amministrazione, la domanda che ha cominciato a correre sugli smartphone degli abitanti del pianeta Innovazione Italia è stata: li conosci? Da dove arrivano? La figura più nota, e il cui nome circolava da qualche settimana, è quella dell’amministratore delegato, Enrico Resmini. Degli altri riusciamo a sapere qualcosa di più grazie a un prezioso contributo di Italia Startup.

Enrico Resmini

Enrico Resmini, 51 anni, nato negli Stati Uniti (Oakland), una laurea in ingegneria aereonautica al Politecnico di Milano e MBA all’Insead, è un manager cresciuto in McKinsey e formato alla scuola di Vittorio Colao, con cui ha lavorato in Vodafone, dove è entrato nel 2012 e si è occupato di strategia, ultrabroadband, progetti di trasformazione aziendale ed è stato presidente della Fondazione. Da gennaio 2019 era MED Leader di Parthenon, la boutique consulenziale di EY.

Lucia Calvosa

Laureata in Giurisprudenza a Pisa, 58 anni, avvocato societario e docente universitaria di Diritto Bancario e Diritto Commerciale, è stata componente di diversi Consigli di Amministrazione, tra cui quello della Camera di Commercio di Pisa, della Fondazione Pisa e della Cassa di Risparmio di San Miniato S.p.A.. Dal 2011 al 2017 è stata poi Consigliere di Amministrazione Indipendente e Presidente del Comitato Controllo e Rischi di Telecom Italia. Dal novembre 2014 fa parte del CdA della Editoriale Il Fatto e dall’aprile 2015 della Banca Monte dei Paschi di Siena. Il 2 giugno 2012 è stata insignita, su proposta dell’ABI, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.

Pierpaolo Di Stefano

Nato a Roma nel 1969, laureato in Economia alla Bocconi, ha cominciato la sua carriera presso Lazard per poi passare in Merril Lynch International dove è stato fino al 2005. In seguito ha lavorato in varie aziende, sempre nel settore dell’Investment Banking, ricoprendo fino a marzo 2019 la carica di Head of Italy Corporate and Investment Banking in Citi. Ha guidato il team italiano di Investment Banking di Nomura e UBS. Da aprile 2019 è Amministratore delegato di CDP Equity, membro del Consiglio di amministrazione di FSI (società di gestione del risparmio indipendente) e del Consiglio Direttivo di AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture capital e Private Debt).

Marco Bellezza

Nato a Bari nel 1981, dopo la laurea in Giurisprudenza e il Dottorato in Diritto Privato e Nuove Tecnologie, ha iniziato a lavorare come avvocato, seguendo principalmente clienti nel settore hi-tech, fino al 2018, anno in cui ha iniziato a lavorare presso il MISE come Consigliere giuridico per le comunicazioni e l’innovazione digitale dell’allora Ministro Luigi Di Maio. In queste vesti ha gestito dossier e iniziative nel settore delle telecomunicazioni, tra cui il Tavolo TV 4.0. Attualmente ricopre ancora l’incarico di Consigliere giuridico presso il MISE guidato da Stefano Patuanelli.

Isabella De Michelis di Slonghello

Laureata in Relazioni Internazionali con specialistica in Diritto europeo, ha lavorato presso varie aziende tra cui Cisco, Motorola, Telecom Italia e Telespazio, come International Corporate Development Manager e come Director of Regulatory and European Affairs presso Elsacom. In seguito, prima di fondare un’azienda propria, ha lavorato come Corporate Vice-president Government Affairs per Qualcomm Inc. e nel 2011 ha sponsorizzato la creazione del Technology Innovation and Investment Council (TIIC). Attualmente è CEO e fondatrice di Ernieapp Ltd, una startup tecnologica. (g.io.)