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Corporazioni e innovazione

I notai ritirano la sospensiva, fare startup online adesso si può

22 Ago 2016

A fine agosto il Tribunale amministrativo del Lazio si sarebbe dovuto pronunciare sul ricorso presentato dal Notariato contro l’Investment Compact. Ma i notai hanno deciso di seguire la volontà del giudice di andare a discutere nel merito il ricorso, bypassando la tappa della sospensiva. Ecco tutte le tappe della vicenda

Aggiornamento del 31/08/2016

Le startup possono esultare, almeno per ora. Il Consiglio Nazionale del Notariato, di fronte al Tar del Lazio, avrebbe ritirato autonomamente la sospensiva presentata contro la norma che consente alle startup innovative di registrarsi come tali senza ricorrere alla loro prestazione professionale ma utilizzando invece la firma digitale. In realtà, «il Consiglio si è semplicemente attenuto a seguire la volontà del giudice di andare a discutere nel merito il ricorso, bypassando la tappa della sospensiva» spiega l’organo centrale della categoria. E, in una nota diffusa dal Consiglio stesso si legge: «Il Presidente del collegio, nella seduta odierna, ha ritenuto la causa suscettibile di essere decisa esclusivamente dopo un approfondito scrutinio di merito, diverso per natura da quello sommario tipico delle decisioni sulla misura cautelare (la sospensiva). Da un punto di vista meramente formale e procedurale il Notariato ha assecondato la decisione del Presidente di esprimersi direttamente nel merito della controversia, fissando un’udienza molto ravvicinata alla data del 15 febbraio 2017».

Lo scorso 23 luglio, infatti, lo stesso Consiglio aveva deliberato di presentare ricorso al Tar contro il decreto ministeriale (dm) 17 febbraio 2016, quello che stabilisce le modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata startup innovative e, di conseguenza, contro il decreto direttoriale del primo luglio 2016 e la circolare 3691/C 2016, che sono strettamente connessi al dm di febbraio.

Con la decisione di accettare la decisione da parte de Presidente del collegio di esprimersi nel merito, l’iniziativa dei notai sembrerebbe essersi conclusa con un nulla di fatto, anche se in ogni caso si dovrà attendere l’esito dell’udienza prevista a febbraio 2017. Nel frattempo c’è già chi auspica un successo per le aziende innovative italiane.

«Sostanzialmente abbiamo vinto – ha scritto sul suo profilo Facebook Gianmarco Carnovale, che con Roma Startup si era opposto alla decisione del ricorso dei notai – l’unica ragione per ritirare la richiesta di sospensiva, dopo aver detto urbi et orbi che con la costituzione online sarebbe caduto il mondo, può solo essere quella di aver compreso che il TAR avrebbe rigettato la richiesta». 

EconomyUp ha ripercorso le tappe della normativa sulla firma digitale contenuta nell’Investment Compact, spiegando come funziona, quanto si risparmia, perché è sicura quanto un notaio e come si è arrivati allo scontro fra startup e notai. Un percorso che ci aiuta a capire che cosa sta succedendo nel nostro Paese e perché questa normativa riduce la distanza tra l’Italia e altri Paesi del mondo (in Estonia si può aprire una società online in 18 minuti).

Dal 20 luglio è possibile costituire una startup online ricorrendo alla firma digitale in alternativa al notaio. Basta collegarsi al sito del Registro delle imprese di InfoCamere e compilare il modello standard di atto costitutivo delle startup innovative. Un passo innovativo che permette agli imprenditori di risparmiare tempo e denaro. Ma anche un passo che non è stato accettato dalla categoria dei notai che ha deciso di ricorrere al Tar, suscitando polemiche e commenti.

LA GUIDA:

–  Startup senza notaio, si parte: ecco come costituire una società online. Si può ricorrere alla firma digitale in alternativa alla prestazione di uno studio notarile, collegandosi al sito del Registro delle imprese di InfoCamere. Tutti i passi da seguire per ottenere i vantaggi previsti dall’Investment Compact: dalla registrazione alla trasmissione all’Ufficio delle entrate, meno burocrazia e costi più bassi. Ecco come fare (Guarda anche Tutte le novità introdotte dall’Investment Compact)

–   Che cos’è la firma digitale e perché è sicura quanto un notaio. Dopo la norma dell’Investment Compact che prevede la costituzione di una startup anche senza atto notarile, la categoria è insorta: «Rischio assenza di controlli». Ma Andrea Caccia (Anorc) dice: «La firma digitale è tecnicamente sicura: certifica i dati anagrafici, garantisce l’autenticità del documento. Gli errori? Solo umani»

–   Quanto si può risparmiare costituendo una società senza notaio EconomyUp ha calcolato in una tabella le cifre che si potranno risparmiare: dai 1000 ai 1700 euro al Nord, dagli 800 ai 1300 al Sud. Più Iva al 22%. (Guarda anche Startup, tutto quello che c’è da pagare per mettersi in società)

 

LA BATTAGLIA (ANCHE LEGALE) TRA STRATUP E NOTAI:

–     Firma digitale, tutti i dettagli sulla guerra tra startup e notai. – Sulla firma digitale, i notai insorgono: “Rischio di furto d’identità”. Gli startupper ribattono: “Nessun pericolo e in più si risparmia”.

–    I notai ricorrono al Tar. Il Consiglio Nazionale presenterà ricorso contro il decreto del 17 febbraio 2016 che stabilisce le modalità di redazione degli atti costitutivi di srl startup innovative, consentendo loro di evitare il ricorso alla categoria usando invece un modulo standard tipizzato.

–   Notai: «Perché chiediamo al Tar di sospendere la firma digitale per creare startup». Il 30 agosto il Tribunale amministrativo del Lazio esaminerà il ricorso presentato dal Consiglio nazionale del Notariato contro la norma contenuta nell’Investment Compact. «Contestiamo la forma giuridica e abbiamo riserve sul suo profilo costituzionale» spiega a EconomyUp Giampaolo Marcoz, consigliere nazionale del Notariato

Roma Startup si costituisce contro i notai. L’associazione presieduta da Gianmarco Carnovale si oppone al ricorso presentato al Tar dal Notariato contro la possibilità per gli startupper di utilizzare la firma digitale per costituire la società. “Dimostreremo che la loro azione non ha un interesse tale da giustificare il ricorso alla giustizia amministrativa” dicono gli avvocati incaricati

Startup senza notaio, tre società si contendono il primato. Una startup di Padova, una di Catania e una di Lecco sono le prime a essere nate grazie alla nuova norma operativa dal 20 luglio, che consente di costituire la società online tramite la compilazione di un modulo tipizzato. In attesa che il Tar si pronunci sul ricorso presentato dal Consiglio Nazionale del Notariato…

 

►  IL CASO:

Come aprire una startup con 200 euro (nonostante i notai). Federica Fornelli voleva costituire la sua società “People4Funds” come srl semplificata, perché non sono previste spese notarili. Ma decine di professionisti si sono rifiutati di assisterla. Senza l’intervento del Mise non ce l’avrebbe fatta. E ora dice: “Ho trovato un muro di gomma”

 

REAZIONI E COMMENTI:

   – Startup senza notai, perché il ricorso al Tar è «un danno alla reputazione dell’Italia». Dopo la reazione legale della categoria, scrive sul suo blog il deputato Stefano Quintarelli: «Gli ultimi governi hanno fatto molto per semplificare e farci assomigliare ad un Paese moderno. I professionisti avranno tutte le ragioni ‘in punta di diritto’ ma non si rendono conto di quello che stanno facendo al Paese»

  – Andrea Caccia: «Cari notai attenzione a non perdere il treno dell’innovazione». L’esperto di conservazione digitale risponde all’intervento di Sabrina Chibbaro (Notariato) su EconomyUp: «La tecnologia non sostituisce i professionisti, ma il loro contributo si misurerà sulla capacità di ridisegnare i processi per renderli più efficienti ed economici»

  – I notai: la firma digitale non è un’alternativa al nostro lavoro. Sabrina Chibbaro, componente della Commissione Informatica del Consiglio Nazionale del Notariato risponde all’intervista di EconomyUp ad Andrea Caccia. «Il nostro intervento è quasi più necessario. Guardate la quantità di frodi che ci sono negli Stati Uniti»

  – «Io, notaio trentenne, vi dico che cosa non va nelle srl semplificate». Un giovane professionista scrive a EconomyUp. «Per noi non è previsto neanche un rimborso spese dallo Stato, come accade per il gratuito patrocinio legale. E l’agevolazione è concessa a tutte le società, indipendentemente dal reddito o dal tipo di attività»

 

► CHE COSA SUCCEDE NEL MONDO:

  – In Estonia si può aprire una società online in 18 minuti. L’ha ricordato il Commissario Ue al Mercato Unico Digitale, Andrus Ansip, sollecitando l’Unione a prendere esempio da questo Paese dove si può scegliere se registrare l’impresa per via elettronica o tramite notaio. E dove, grazie ad accordi transfrontalieri, la procedura super-veloce può essere adottata anche da finlandesi, belgi e portoghesi

  – Fare impresa, che cosa cambia tra Londra e Roma. Nicola Mattina, founder di Stamplay, spiega le differenze tra l’ecosistema della City e quello della Capitale: agevolazioni fiscali, contabilità semplificata, meno burocrazia. A Roma ci sono condizioni interessanti ma mancano aziende con vocazione internazionale

Aprire startup all’estero: Singapore è il posto migliore al mondo. La repubblica asiatica, crocevia di un mercato da 600 milioni di persone, conta più di 1000 startup e nel 2015 è salita dal 17esimo al decimo posto nella classifica degli ecosistemi mondiali per neo imprese

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