Foorban raccoglie 7,2 milioni di euro da Impact Partners per crescere in Italia e all’estero. L’operazione, sottoscritta interamente dalla piattaforma europea di impact investing, combina aumento di capitale e acquisto di quote esistenti. Le risorse serviranno a potenziare tecnologia, team e logistica.
Il round, il primo investimento in Italia del fondo francese Impact Partners, arriva nel decimo anno di vista della società che nel 2025 ha dichiarato oltre 12 milioni di euro di fatturato e il break-even operativo, con più di 500 aziende clienti, 800 frigoriferi installati e oltre 100mila pasti serviti ogni mese.
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Foorban, dal delivery al welfare B2B
Foorban è stata fondata a Milano nel 2016 da Marco Mottolese, Stefano Cavaleri e Riccardo Pozzoli, che avevano individuato un’esigenza quotidiana: trovare, nelle pause brevi di lavoro, un pasto di qualità che fosse anche rapido da acquistare. Il primo formato fu un ristorante digitale dedicato alla pausa pranzo urbana; il successivo passaggio al B2B ha trasferito quell’impostazione negli spazi aziendali, con Mottolese rimasto alla guida come CEO.
Dal 2021, quindi, Foorban opera come piattaforma B2B2C: le aziende acquistano il servizio, mentre dipendenti e collaboratori usano smart fridge, app e sistemi di pagamento digitali per accedere a piatti pronti, snack e bevande sul posto di lavoro.
Il round Foorban da 7,2 milioni e la svolta B2B
Il passaggio dal delivery al corporate è il punto da cui leggere l’operazione. Nella propria storia aziendale, Foorban colloca il cambio di modello nel 2021, dopo la chiusura del servizio di consegna rivolto direttamente al consumatore. Da allora ha costruito un’offerta che include smart fridge, caffè, catering, frutta e acqua per gli spazi di lavoro.
Il prodotto più visibile è il Foorban Fridge: un frigorifero connesso, gestito tramite smartphone, in cui l’utente seleziona e paga i prodotti. L’azienda si occupa di installazione, manutenzione e rifornimenti; la soluzione è proposta anche a realtà a partire da 20 dipendenti. La pagina del servizio presenta quindi un modello pensato per sedi che non hanno una mensa, per uffici multi-sede e per organizzazioni che cercano un servizio modulare.
La scala non dipende solo dal numero di dispositivi installati. Ogni nuovo cliente richiede pianificazione dei rifornimenti, controllo della catena del freddo, gestione dell’assortimento e assistenza. La componente digitale rende l’esperienza d’acquisto più semplice e produce dati sui consumi; la qualità del servizio dipende dall’esecuzione fisica della rete.
Per questo il capitale raccolto con il nuovo round sarà destinato anche alla logistica. In una startup foodtech, il software sostiene la crescita, mentre l’operatività ne determina affidabilità e margini. Il valore complessivo dell’operazione include sia capitale nuovo sia quote già esistenti: la ripartizione tra le due componenti sarà un dato rilevante per comprendere quante risorse entreranno direttamente nel piano di espansione.
Tecnologia e logistica per crescere nelle aziende
Il modello Foorban si colloca all’interno del welfare aziendale, ma punta a risolvere soprattutto un problema operativo: offrire un servizio di ristorazione in sedi dove una mensa tradizionale richiederebbe volumi, spazi e costi difficili da sostenere.
La piattaforma prova a rendere il servizio replicabile con un formato compatto. Il frigorifero occupa poco spazio, i prodotti sono disponibili anche oltre l’orario di pranzo e l’azienda cliente può estendere il servizio in più sedi. Questa configurazione amplia il mercato potenziale oltre le grandi headquarters e apre la strada a uffici, studi professionali, poli logistici e realtà distribuite sul territorio.
L’espansione richiederà però metriche industriali precise: ricavi ricorrenti per cliente, frequenza di utilizzo, costo del rifornimento, tasso di rinnovo dei contratti, spreco alimentare e tempi necessari per rendere profittevole una nuova città. Sono gli indicatori che diranno se la crescita già ottenuta in Italia può essere ripetuta in altri mercati europei.
Impact Partners e la prova dell’impatto sociale
L’ingresso di Impact Partners, al suo primo investimento in Italia, aggiunge un secondo livello alla storia. Il suo rapporto di trasparenza 2024 descrive una strategia di capitale di sviluppo rivolta a imprese non quotate con impatto sociale. Nel caso Foorban, la tesi è legata all’accesso a pasti equilibrati per lavoratori con redditi più bassi o impiegati in sedi periferiche e meno servite. La prova dell’impatto arriverà da dati concreti: prezzi effettivi per l’utente, copertura territoriale, utilizzo del servizio, confronto con le alternative disponibili e riduzione degli sprechi.
“La visione di impatto sociale di Impact Parners si sposa perfettamente con la nostra missione”, dice il CEO di Foorban Marco Mottolese. “Questo round è, a tutti gli effetti, capitale di crescita, che ci darà una forte spinta per continuare a investire nella nostra tecnologia e nel team, permettendoci non solo di consolidare la nostra presenza in Italia – portando il servizio in sempre più province – ma anche di portare il nostro modello di pausa pranzo sana e flessibile all’estero, supportando il benessere di decine di migliaia di lavoratori tramite una dieta sana, equilibrata e conveniente”.
La sfida dell’espansione europea
A proposito di espansione internazionale: Foorban non ha ancora indicato i Paesi in cui intende entrare. La scelta dei mercati sarà decisiva, perché il modello deve adattarsi a abitudini di consumo, filiere locali, prezzi e regole sanitarie differenti. La società potrà valorizzare l’esperienza costruita con app, hardware e gestione dei dati; dovrà al tempo stesso riprodurre una rete di produzione e distribuzione affidabile.
Il round mette Foorban davanti a una sfida industriale precisa: trasformare un servizio nato per la pausa pranzo in una piattaforma di welfare B2B capace di funzionare con la stessa qualità in più città e, successivamente, fuori dall’Italia.




























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