Osservatorio Startup Intelligence: è partita la nuova stagione con i consigli di Henry Chesbrough | Economyup

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Osservatorio Startup Intelligence: è partita la nuova stagione con i consigli di Henry Chesbrough



L’ottava edizione dell’Osservatorio Startup Intelligence, in collaborazione con PoliHub, è partita ufficialmente il 28 giugno con un evento a cui ha partecipato anche il padre dell’open innovation, Henry Chesbrough. Qui gli interventi e i dettagli su come funziona l’Osservatorio

di Alessandra Luksch

02 Lug 2021


Henry Chesbrough all'Osservatorio Startup Intelligence

Il 28 giugno è partita ufficialmente l’ottava edizione dell’Osservatorio Startup Intelligence in collaborazione con PoliHub, alla presenza di oltre 150 manager. Rispondere alle esigenze pressanti di innovazione delle imprese, acuite dalla pandemia, e far crescere gli Innovation Manager nel loro ruolo di game changer: così possiamo sintetizzare gli obiettivi dell’Osservatorio inaugurato quest’anno all’evento di kickoff dall’intervento del prof. Henry Chesbrough, Maire Tecnimont Professor of Open Innovation Luiss University Faculty Director Garwood Center for Corporate Innovation UC Berkeley, insieme al professor Federico Frattini, Dean del Mip Politecnico di Milano.

Ci troviamo in un momento forse favorevole per l’innovazione. Lo shock della pandemia, le risorse messe a disposizione dal Recovery Fund e l’autorevolezza politica del momento, sono le chiavi per la ripresa secondo quanto esposto dal Responsabile Scientifico Andrea Rangone. A questo si unisce una maggiore maturità dell’ecosistema dell’innovazione in termini di imprenditori, università e centri di ricerca, investitori ma soprattutto azioni del governo, come evidenziato da Stefano Mainetti, Responsabile scientifico dell’Osservatorio. Anche il ruolo delle startup sta crescendo nel nostro Paese, secondo le parole di Antonio Ghezzi, Direttore dell’Osservatorio Startup Hi-tech, capaci di reagire in modo agile anche alla recente emergenza, e oggi pronte per il salto di qualità in termini di crescita ed exit.

L’incontro di avvio del progetto ha ospitato il privilegiato punto di vista offerto dal padre dell’open innovation, il professor Henry Chesbrough; insieme a lui Federico Frattini, Dean del MIP Politecnico di Milano, che ha sottolineato come l’open innovation si stia diffondendo sempre di più anche nel nostro Paese.

Secondo le parole di Chesbrough l’open innovation è un modello di innovazione che deve intendersi come distribuita e che entra non solo nei processi aziendali, ma anche nei profili lavorativi delle persone, con una forte componente culturale. L’open innovation ha avuto un suo ruolo anche nella produzione dei vaccini Covid-19, frutto di numerose collaborazioni in tutto il mondo, e sta sempre più entrando nella politica. Secondo le parole del professor Chesbrough, nel nostro Paese è ora il momento di porre l’attenzione sulle PMI, che con la loro agilità e flessibilità possono fare la differenza e portare al recupero di produttività che manca da tempo ai Paesi occidentali; per questo le PMI, ha affermato Chesbrough, devono essere sostenute da accesso al credito e creazione di infrastrutture, facendo riferimento al caso del Ponte Morandi, esempio ineccepibile di ricostruzione. È questa una breve sintesi dell’atteso intervento a cui dedicheremo un articolo di approfondimento nei prossimi giorni.

Forti di queste incoraggianti premesse l’Osservatorio ripartirà a ottobre per perseguire i suoi obiettivi insieme alla aziende partner:

  1. Ricerca – fornire informazioni e dati continuativamente aggiornati sull’innovazione tecnologica e di business introdotta dalle più recenti startup nazionali ed internazionali
  2. Scouting – supportare lo scouting di startup che possono diventare fornitori di soluzioni/servizi tecnologici e/o partner di business innovativi
  3. Community – favorire il confronto tra manager e professional di aziende diverse che si «occupano» di innovazione, per agevolarne lo scambio di esperienze e competenze
  4. Sensibilizzazione e Contaminazione – contribuire a diffondere la cultura e le competenze imprenditoriali all’interno dell’impresa
  5. Visibilità – Dare visibilità alle imprese impegnate nell’innovazione aperta, anche come stimolo per il Paese

Confronto, idee, startup, opportunità, mindset, collaborazioni, use case: sono questi i risultati che hanno contraddistinto la S07 secondo la voce dei nostri 46 partner coinvolti in oltre 20 incontri tra scouting, lavori di gruppo, tavoli di confronto e attività con oltre 300 studenti del Politecnico di Milano.

Come funziona l’Osservatorio Startup Intelligence

Dopo il kickoff di fine giugno, a cui hanno preso parte oltre 150 partecipanti di 100 diverse imprese, il programma, dedicato alle aziende partner, comincerà in ottobre e durerà fino a giugno 2022, con 10 giornate di lavoro. Prevede attività di ricerca e scouting in 6 ambiti di frontiera che si concretizzano in altrettanti booklet di ricerca e workshop di scenario e di scouting (nella scorsa edizione sono state analizzate 1.800 startup italiane e internazionali e incontrate oltre 40). In agenda anche quattro momenti di approfondimento su metodologie, processi e organizzazione dell’innovazione, tra cui Innovation Project Portfolio Management, Innovation Maturity Model,  Transizione Ecologica e la giornata di team building nel contesto innovativo di Pompei, oltre ai tavoli di collaborazione tra aziende partner e i project work con gli studenti del Politecnico di Milano.

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Qui di seguito alcuni dei temi di scouting segnalati dagli Innovation Manager che hanno partecipato all’incontro di Kickoff del 28 giugno:

  • Computer Vision
  • Idrogeno e Water
  • Data Governance
  • Industria 4.0
  • Smart Mobility
  • Talent Management
  • EduTech

Da questa base il team dell’Osservatorio Startup Intelligence partirà per definire il programma della nuova edizione, dopo aver ascoltato, nel mese di luglio, le Line di Business delle aziende partner.

Noi siamo pronti, e voi?

Alessandra Luksch

Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano