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Internet of Things, quello che c’è da sapere su un business da 2 miliardi

31 Ago 2016

Il mercato dell’estensione di Internet al mondo degli oggetti è cresciuto del 30% in Italia nel 2015. Per il 2016 si attende una crescita importante, in particolare nei settori assicurativo e finanziario. Ed è già protagonista di alcuni casi di open innovation. Ecco una panoramica

L’Internet of Things o Internet delle Cose (IoT) sta diventando una realtà sempre più importante per l’economia mondiale e italiana. L’ultimo report dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano prevede una crescita rilevante nel 2016 di questo fenomeno riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. Attraverso chip e sensori inseriti al loro interno, gli oggetti sono in grado di interagire tra loro e con la realtà circostante. Così il mondo fisico può essere (quasi) interamente digitalizzato, monitorato e in molti casi virtualizzato. I settori nei quali l’IoT dovrebbe affermarsi maggiormente nei prossimi mesi sono Smart Home, Smart City e Industrial IoT. Le startup stanno cogliendo l’occasione: in Italia ne sono state contate finora 42 attive in questo campo, ma gli investitori sono ancora pochi. Ovviamente le eccezioni esistono: per esempio a giugno 2016 Alyt, fondata da tre torinesi in Silicon Valley, ha raccolto ben 1,1 milioni di dollari da Aizoon, una società italiana di innovazione tecnologica. Le startup dell’IoT sono anche protagoniste di alcuni significativi casi di open innovation: per esempio Microsoft ha comprato Solair, azienda italiana che fa progetti IoT. Rilevante è anche il ruolo dell’Internet delle Cose nel comparto assicurativo. Così come si sta sempre più consolidando il connubio tra IoT e servizi finanziari: in un futuro non così lontano potremo effettuare pagamenti persino attraverso il frigorifero. Ma vediamo tutte le molteplici sfaccettature di questo innovativo fenomeno.

Internet of Things: «crescita esplosiva» in Italia, vale già 2 miliardi – Il mercato dell’Internet of Things (Iot) è cresciuto del 30% in Italia nel 2015 rispetto all’anno precedente, trainato da contatori gas e auto connesse. Ma per il 2016 si attende una crescita importante anche per Smart Home, Smart City e Industrial IoT. È uno dei dati salienti dell’ultimo report dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net), presentato ad aprile 2016 a Milano.

Startup IoT: italiane in pole position, ma gli investitori sono ancora pochi – Aumenta la fiducia verso le startup italiane dell’Internet of Things ma scarseggiano gli investitori: ad oggi ne sono state recensite 42, portatrici di soluzioni che coprono quasi interamente il panorama degli ambiti applicativi IoT, dalla Smart Home allaSmart Car, dalla Smart Agriculture alla Smart City. Ma solo il 15% di queste startup, cioè circa una su sette, ha ricevuto più di un milione di euro, mentre nel 66% dei casi non è stato possibile ottenere alcun finanziamento. Sono alcuni degli elementi che emergono dal recente report dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Internet of Things, dalle assicurazioni nuovi servizi per Smart Car e digital home – Le utility e le auto connesse sono i motori principali nello sviluppo del mercato IoT che con un 30% di crescita arriva a 2 miliardi di euro di giro d’affari. E “dietro” alle auto connesse c’è anche la strategia delle compagnie assicurative che hanno contribuito alla crescita del settore nel 2015 per il 24% e che troverà nuovo slancio nel 2016. Soprattutto se si pensa che una nuova auto su cinque immatricolata in Italia è adesso già dotata di connettività nativa a bordo. Questo scenario apre a nuove logiche di mercato da parte degli attori del mondo Smart Car: dalle assicurazioni appunto ai produttori, dalle reti di assistenza agli operatori telematici.

L’internet of things incontra la finanza, così pagheremo con l’auto e il frigorifero – Se negli ultimi anni

abbiamo imparato ad acquistare praticamente qualsiasi cosa con lo smartphone, si sta adesso creando una linea di collegamento tra servizi finanziari e industria dei dispositivi mobili, che consentirà di farci pagare beni e servizi attraverso…i nostri frigoriferi, ad esempio, o con le nostre automobili fino ad arrivare ai nostri volti (ma questa è forse ancora fantatecnologia). L’Internet of Things (Iot) quindi si unisce con la finanza ed espande il proprio raggio d’azione nell’e-commerce. È uno dei lei motiv emersi con maggiore evidenza dall’edizione di quest’anno del Mobile World Congress (MWC) di Barcellona.

Open innovation: Microsoft compra Solair, azienda italiana che fa progetti IoT – Per il suo primo acquisto di startup in Italia Microsoft ha scelto una giovane società impegnata nell’Internet of Things. Il colosso di Redmond ha annunciato di aver rilevato a maggio scorso per una cifra non resa nota Solair, una società italiana, fondata dall’inglese Tom Davis, che sviluppa soluzioni Internet of Things (IoT) per diversi settori: manifatturiero, retail, food&beverage, trasporti. L’acquisizione – si legge in una nota di Microsoft – è diretta a rafforzare l’impegno dell’azienda americana per “fornire l’offerta IoT più completa alle aziende”.

Alyt, 1,1 milioni di dollari per la startup di tre torinesi nella Silicon Valley – A giugno 2016 Alyt, startup attiva in ambito Internet of Things fondata da tre torinesi (Mirko Bretto, Luca Gaetano Capula e Simone Janin) in Silicon Valley, ha raccolto un investimento di 1,1 milioni di dollari (980mila euro) da parte di Aizoon, una società italiana di innovazione tecnologica che opera a livello globale su aree come Internet delle cose, big data e cyber security ed è presente con proprie sedi in Italia, Stati Uniti, Australia e Regno Unito. 

Sysdev, startup IoT per monitorare case e ponti, raccoglie 500mila euro – La nuova impresa incubata presso l’incubatore del Politecnico di Torino I3P che offre soluzioni Internet of Things per il monitoraggio di edifici e infrastrutture ottiene un investimento da parte di A.di.co.m Group, società torinese operante nell’IT. Con le nuove risorse amplierà la struttura aziendale.

I co-founder di Almadom
Almadom.us, 500mila euro alla startup della domotica – La società partecipata da Digital Magics ha sviluppato domoki, sistema che controlla luci, termostati e prese, sostituendo gli interruttori di casa e garantendo fino al 20% di risparmio in bolletta. Tra gli investitori Innowatio (energia), Belp Corporate (guarnizioni), Sapra Elettronica e business angel italiani e internazionali. Il prodotto è già in prevendita, consegne previste a luglio.

Ericsson lancia un acceleratore per l’Internet of Things – Ericsson ha annunciato a maggio il suo IoT Accelerator. Disponibile alla fine del terzo trimestre 2016, l’IoT Accelerator sarà offerto nella modalità “as a service”, per consentire a tutti i clienti di sviluppare e implementare rapidamente nuove soluzioni IoT, riducendo, al contempo, costi e complessità. Una soluzione che combina tre elementi: piattaforme orizzontali per l’Internet of Things, servizi professionali e un marketplace dove aziende operanti in diversi settori come sicurezza pubblica, utilities, trasporti e smart cities potranno entrare in contatto con i partner dell’ecosistema e monetizzare le loro soluzioni.

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