Innovazione sostenibile: che cos'è e le tecnologie che possono rendere migliore il pianeta - Economyup

GIORNATA DELLA TERRA

Innovazione sostenibile: che cos’è e le tecnologie che possono rendere migliore il pianeta



L’innovazione può contribuire a rendere il pianeta più sostenibile. Ecco cosa possono fare le aziende per abbracciare il nuovo trend in tutti i settori, dal retail, al food fino alla alla mobilità

di Luciana Maci

18 Ott 2021


Innovazione sostenibile

L’innovazione sostenibile cambierà il mondo. Solo pochi anni fa sostenibilità e innovazione erano ritenuti concetti sostanzialmente opposti, perché molte innovazioni tecnologiche e industriali avevano (e in alcuni casi purtroppo tuttora hanno) un impatto negativo sulla natura e sul benessere delle persone. Oggi invece l’innovazione può essere determinante per migliorare l’ambiente in cui viviamo. Ecco perché si sta diffondendo la necessità di sviluppare modelli di business che oltre ad essere innovativi, siano anche sostenibili.

“Le aziende  devono cominciare a capire che la sostenibilità non è un’aggiunta, una tinteggiatura di colore di un business che in fondo non cambia” dice Luciano Floridi in questa intervista a EconomyUp. “La partita sarà vincente – prosegue – se l’impresa riuscirà a re-ingegnerizzare processi e prodotti destinati al mercato a favore dell’ambiente e della società. Se invece continuerà a fare “business as usual” (…) sarà destinata al fallimento”.

Innovazione sostenibile: l’impegno per un futuro migliore del pianeta

L’argomento è emerso in tutta la sua evidenza e importanza con le celebrazioni per la Giornata della Terra 2021. Il 22 aprile 2021 è stato il 51° Anniversario della ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1970 per celebrare l’ambiente e porre l’attenzione sulla salvaguardia del pianeta. L’Earth Day viene celebrato in tutto il mondo con manifestazioni e iniziative di ogni tipo. Ed è l’occasione per comprendere a fondo cos’è la sostenibilità e come è in grado di influenzare la capacità di un sistema economico di generare una crescita duratura nel tempo. Occorre utilizzare le risorse con saldo positivo verso il futuro, contribuendo alla crescita del capitale economico ed umano, e tutelando e migliorando gli obiettivi di progresso sociale e ambientale. È per questo che la sostenibilità delle nostre azioni non è più un optional, ma un’esigenza collettiva. Se in passato la sostenibilità nel business richiedeva all’imprenditore di scaricare a valle costi aggiuntivi che i clienti non avrebbero sopportato nel prezzo finale, oggi lo scenario è mutato. Le nuove generazioni sono disposte a pagare di più i beni, per coniugare al meglio consumi e attenzione all’ambiente. Pertanto, esiste una domanda di sostenibilità che ora le aziende non possono più ignorare. E che possono soddisfare introducendo elementi di innovazione.

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Sviluppo Sostenibile

Che cos’è l’innovazione sostenibile

L’innovazione sostenibile consiste in una rivisitazione del concetto di sviluppo economico: sviluppo che deve essere sì basato sulla creazione di ricchezza privata e sociale ma con lo scopo finale di eliminare l’impatto negativo di questo processo sui sistemi ecologici, sulla salute umana e sul benessere della collettività. In altre parole l’innovazione sostenibile mette insieme la protezione dell’ambiente e degli ecosistemi naturali con il paradigma dell’innovazione aziendale, puntando a fornire beni e servizi essenziali che garantiscano il raggiungimento di obiettivi di valore sociale come la salute pubblica, l’equità e la giustizia ambientale. È l’ondata di innovazione che spinge la società verso la tecnologia pulita, l’economia verde e il commercio pulito. L’innovazione sostenibile, o eco-compatibile, è basata su criteri di misurazione delle performance ambientali dei produttori, una comunicazione più trasparente e una domanda più evoluta da parte dei consumatori. 

Perché sostenibilità e innovazione devono andare di pari passo

In passato sostenibilità e innovazione sono stati spesso considerati concetti agli antipodi. Questo perché molte innovazioni tecnologiche e industriali sono state ritenute una delle principali cause di consumo delle risorse naturali. Oggi, però, l’innovazione è strettamente legata all sostenibilità nella sua accezione più ampia, che include le persone, il pianeta e i profitti. Come sottolinea il Sustainable Business Revolution 2030, presentato da Capgemini durante il World Climate Summit 2019, è possibile fare la differenza solo lavorando insieme e integrando la tecnologia nella strategia e negli obiettivi di sostenibilità. Tutti gli investimenti tecnologici – ribadisce il report – devono essere considerati attraverso un obiettivo di sostenibilità. I leader aziendali hanno la responsabilità di capire come la tecnologia possa consentire nuovi modelli di consumo, di business e di vendita sostenibili, nonché prodotti e servizi che abbiano un impatto positivo sulle tre direttrici peopleplanet e profit.

Come l’innovazione agevola la sostenibilità ambientale?

I cambiamenti climatici stanno ponendo nuove sfide all’umanità. Per questo. in Silicon Valley, gli investitori stanno tornando a scommettere sulle startup del climate tech, dopo il boom di quelle del clean tech una decina di anni fa, che però non portò i risultati sperati. Con il termine “climate tech” (che si potrebbe tradurre approssimativamente “tecnologie climatiche”), si possono definire un’ampia serie di settori impegnati nella sfida di “decarbonizzare” l’economia mondiale, allo scopo di raggiungere emissioni zero nel 2050. Con emissioni zero si intende un prodotto, un servizio o un’entità le cui emissioni di CO2 e di gas serra sono pari a zero, quindi non contribuiscono al riscaldamento climatico globale.

Quali sono le tecnologie coinvolte nell’innovazione sostenibile

Cemento, acciaio e vetro sono materiali onnipresenti nelle città di tutto il mondo, prodotti da industrie che fanno un elevato uso di energia e sono responsabili di una consistente quota di emissioni di gas serra nell’atmosfera. In particolare le centrali elettriche a combustibile fossile e l’industria pesante, come quella siderurgica, petrolchimica e cementiera, sono tra i principali responsabili delle emissioni di CO2 e insieme raggiungono il 52% delle emissioni a livello mondiale. Per contrastare il riscaldamento globale bisogna puntare su soluzioni che sottraggano diossido di carbonio dall’atmosfera: le tecnologie di cattura della CO2, o CO2 Capture.  Si tratta di una variegata serie di processi che mirano a trattenere/recuperare l’anidride carbonica per poi immagazzinarla in qualche luogo (solitamente sotto terra) o riutilizzarla.

Le strategie possibili sono diverse e possono entrare in gioco al momento della produzione della CO2, quindi a livello industriale, oppure lavorare su quanto già presente nell’atmosfera, ossia a livello naturale. Nel primo caso le varie tecnologie si dividono tra pre-combustione (gassificazione), post-combustione (cattura al termine del ciclo) e ossi-combustione (aumento della concentrazione di anidride carbonica per facilitarne la cattura).

A livello naturale invece si possono attuare processi di rimboschimento – ancora uno dei sistemi più efficienti ed economici – oppure operare direttamente sull’aria. Questa viene filtrata con appositi processi di scrubbing o con filtri ad assorbimento fisico o chimico (chiamati nel loro insieme DAC, Direct Air Capture).

 

CO2 Capture: come rendere più pulita l’aria con le tecnologie innovative

 

Intelligenza artificiale e sostenibilità

L’intelligenza artificiale può e deve essere impiegata per progetti di conservazione, miglioramento e rigenerazione del pianeta Terra. A questo proposito esiste un’iniziativa, “The Oxford Initiative on AI×SDGs”, che è nata proprio per identificare alcuni dei problemi globali che l’Artificial Intelligence può contribuire a risolvere, e per suggerire strumenti e best practice. Finora sono stati raccolti oltre 120 progetti di intelligenza artificiale, realizzati in varie parti del mondo, in grado di supportare e far avanzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (United Nations Sustainable Development Goals). Prevedono l’utilizzo dell’AI per scopi concreti quali la garanzia di avere acqua potabile, la possibilità di migliorare l’educazione primaria, di combattere l’erosione del suolo, di sventare i grandi incendi nelle zone a rischio, di scongiurare la distruzione della barriera corallina. Ma – sostiene il filosofo Luciano Floridi, che è uno dei membri del progetto  – accanto ai colletti blu (gli operai) e quelli bianchi (gli impiegati), dovrà farsi largo una nuova figura: quella dei colletti verdi, ovvero i “pastori dell’Artificial Intelligence”. Coloro in grado di prendersene cura, governarla, orientarla. Perché, alla fine, questo è un ruolo che può svolgere soltanto l’intelligenza umana.

Sostenibilità: la questione della misurazione

Ma come si può sapere se un prodotto è realmente sostenibile, cioè aiuta a preservare l’ambiente e il pianeta? Il termine stesso, così come altri analoghi quali “ecologico”, “eco-friendly” o “carbon positive” (in grado di contenere o ridurre le emissioni di anidride carbonica), non è “regolamentato”: questo significa che i brand possono ampiamente utilizzare questi termine nelle descrizioni della propria merce.  Confrontare i prodotti in base a credenziali di sostenibilità è quindi estremamente difficile. Ma nel retail sta nascendo una nuova generazione di piattaforme di e-commerce, di startup e società di servizi che puntano ad aiutare i consumatori a decidere con sufficiente certezza cosa è meglio acquistare nel rispetto della natura e del pianeta.

In Italia Peekaboo, programma di pre-accelerazione online free per founders di startup ha ideato il Sustainability Business Model Canvas, uno schema che permette di descrivere e sintetizzare modelli di business che siano al contempo innovativi e sostenibili. Tutte le organizzazioni (startup, pmi, corporate) che vogliono portare avanti progetti innovativi sostenibili, possono utilizzare il Sustainability Canvas per definire e/o sintetizzare i progetti stessi.

Quali sono le imprese coinvolte nell’innovazione sostenibile

Secondo una ricerca del MIT Sloan e Boston Consulting, le aziende che riescono ad ottenere i migliori risultati economici dai loro progetti di sostenibilità sono quelle che innovano il proprio modello di business. Un cambiamento radicale della value proposition e del modello operativo che arriva proprio grazie alla decisione di porre la ricerca della sostenibilità al centro dei propri orientamenti strategici. Per questo sono nate Società Benefit e BCorp.

Società benefit e BCorp

Le SB  sono una forma giuridica innovativa legalmente riconosciuta in Italia dal 2016. I termini Società Benefit e B Corp vengono a volte erroneamente usati come sinonimo, in realtà indicano due cose distinte. “Società Benefit” è un tipo di forma giuridica legalmente riconosciuta che un’azienda può assumere, mentre “B Corp” è una certificazione ufficiale rilasciata da B Lab attraverso la misurazione di alcune performance. Come si può intuire, si può quindi essere una SB pur non avendo la certificazione oppure si può essere riconosciuti da B Lab senza dover assumere a forma giuridica della Società Benefit.

Sostenibilità nel retail

La sostenibilità è un tema all’ordine del giorno per esempio nel retail, dove viene declinata in numerosi ambiti: logistica, packaging, riciclo, tracciabilità, dematerializzazione, resell/recommerce, store design, filiera corta, biologico.

Amazon ha lanciato nel 2020 il so programma Climate Pledge Friendly in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, per semplificare la scoperta e l’acquisto dei prodotti più sostenibili in vendita sulla piattaforma. Ikea  la multinazionale svedese permetterà ai propri clienti di ottenere un voucher da utilizzare sui prossimi acquisti, facendo preventivamente valutare online i loro mobili usati Zalando porta avanti una strategia molto articolata per rendere la sua piattaforma di moda e lifestyle più sostenibile, intercettando consumatori sempre più attenti alla qualità e all’ambiente, con una forte propensione anche al riciclo e riuso di abiti.

Retail e sostenibilità, così le aziende la mettono in pratica nel mondo e in Italia

Sostenibilità nel food

Le scelte legate al regime alimentare incidono sulla nostra salute e sulla qualità della nostra vita, mentre non siamo ancora abbastanza consapevoli che con queste scelte quotidiane possiamo incidere direttamente sul consumo delle risorse del pianeta e in particolare sulla quantità di emissioni di CO2 che sono oggi uno dei target primari di paesi e industrie a livello mondiale. Peraltro, sottolinea la Fondazione Barilla, la i costi di una “cattiva alimentazione” sono ormai insostenibili. Il prezzo che si paga per problemi collegati a diete che possono condurre a malattie o addirittura alla mortalità rischia di superare il valore di 1,3 trilioni di dollari all’anno entro il 2030. E i costi per l’ambiente sono anche più alti se si pensa che le emissioni globali di gas serra collegate alla filiera alimentare potrebbe raggiungere i 1,7 trilioni di dollari sempre entro il 2030.

Sostenibilità nella mobilità

Spostarsi in bicicletta o in monopattino (e, se possibile, a piedi), preferire l’auto ibrida o elettrica a quella a benzina, utilizzare il trasporto pubblico, ricorrere alla condivisione di veicoli (bici, scooter, autovetture) ma anche poter usare in modo integrato vari mezzi per il percorso quotidiano in modo fluido, conveniente e senza ostacoli di sorta: sono alcuni dei comportamenti che caratterizzano la mobilità sostenibile nelle città, un concetto di cui si è cominciato a parlare negli anni Novanta e che sta diventando di estrema attualità negli ultimi anni. Anche perché i centri urbani sono sempre più congestionati e inquinati. L’innovazione, in questo campo, sta contribuendo a una mobilità meno inquinante e in grado di fare delle nostre città delle Smart City nel senso più ampio del termine.

(Articolo aggiornato al 18/10/2021)

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Sviluppo Sostenibile
Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…