Nel cuore della Valle Roveto, un mulino secolare è diventato il centro di un ecosistema unico offrendo alta formazione energetica, ingegneria industriale e un museo interattivo dove la natura si tocca con mano.
Ripristinato grazie alla misura “Attrattività dei Borghi”, l’ambizioso progetto di rigenerazione, portato avanti dalla società Crea Academy, potrà finalmente ospitare una serie di iniziative di carattere sociale e culturale.
Il successo del progetto è stato reso possibile grazie ai fondi PNRR nell’ambito di un programma strutturato di rivitalizzazione e rilancio di piccoli borghi come Canistro. Un successo a cui hanno fermamente creduto Sofia e Giovanni Natalia i due giovani co-fondatori di Crea Accademy.
Indice degli argomenti
Il mulino della Valle Roveto e i servizi di Crea Academy
Il progetto Crea Academy mette a disposizione della comunità locale importanti servizi e opportunità che descriviamo sinteticamente:
- Museo dell’archeologia tecnologica della produzione di energia idroelettrica
Uno spazio espositivo dedicato alla storia della tecnologia della produzione di energia idroelettrica a Canistro e nella Valle Roveto, aperto alle visite di turisti e studenti. Il museo ospita anche “CREA: Il Flusso dell’Energia”, un viaggio a pagamento per piccoli gruppi che racconta la storia dell’energia.
- Angolo espositivo
Un angolo dello spazio interno al Mulino sarà dedicato all’utilizzo sotto forma di chiosco o di stand espositivo di realtà produttive locali legate all’economia del territorio (per esempio prodotti legati alle castagne, acqua, risorse naturali, turismo, prodotti agricoli, energia, ecc.).
- Spazio per eventi estivi di associazioni
Il Mulino possiede un’area esterna che sarà dotata di una copertura stabile ed ecosostenibile, di circa 80 metri quadrati. Essa sarà destinata ad eventi culturali, artistici, di business, quali incontri, musica, cinema all’aperto, conferenze da parte di enti, associazioni ed aziende locali, nel periodo estivo.
- Spazio per percorsi formativi di scolaresche
Un piccolo ma significativo percorso didattico messo a disposizione delle scuole: un format che combina l’esperienza immersiva a laboratori didattici e attività ludico-esplorative del territorio.
- Offerta per professionisti
Masterclass residenziali, workshop di un giorno e percorsi di certificazione su temi d’avanguardia (Comunità Energetiche, efficienza, accumulo). Le lezioni si svolgeranno anche all’interno di aule messe a disposizione dal Comune di Canistro.
La parola ai protagonisti del progetto
Il progetto Crea Academy mostra un chiaro esempio di come la finanza agevolata rappresenti uno strumento essenziale per portare concretamente avanti progetti che altrimenti avrebbero avuto difficoltà ad essere realizzati. In questo caso specifico ha dato la possibilità a due giovani locali di trasformare un elemento del patrimonio storico ormai abbandonato, in uno strumento capace di generare valore economico e valore sociale per l’intera comunità.
Ne abbiamo voluto parlare con Sofia e Giovanni Natalia, co-fondatori della società Crea Accademy e ideatori del progetto.
Cosa ha rappresentato questo Mulino per la comunità di Canistro?
Il Mulino di Canistro ha macinato grano per generazioni. Per la comunità della Valle Roveto era il centro della vita economica, il luogo dove l’energia della natura diventava cibo, lavoro, sopravvivenza. L’acqua del fiume Rio Sparto entrava dalla gora, faceva girare la ruota, muoveva le macine. Un ciclo semplice e perfetto. Poi il mondo è cambiato. I mulini hanno smesso di girare. L’energia ha preso altre forme.
Perché avete allora deciso di ridargli vita?
Perché quel luogo non ha smesso di parlare, bisognava solo imparare ad ascoltarlo con orecchie nuove. Noi l’abbiamo fatto. Siamo tornati al Mulino non per restaurare un monumento, ma per riattivare un principio: l’energia del territorio come motore di crescita. Oggi il grano è diventato conoscenza, la macina è diventata tecnologia e la farina sono le competenze che servono a costruire il futuro.
Come nasce l’idea di ristrutturare questo vecchio Mulino per trasformarlo in un generatore di cultura?
Siamo cresciuti ascoltando la storia del Mulino come se fosse una persona viva. L’idea nasce da una specifica consapevolezza: nessuno impara davvero se non tocca, prova, sbaglia e riprova. Quando abbiamo iniziato a progettare Crea Academy, sapevamo esattamente cosa non volevamo: l’ennesimo museo dove i bambini camminano in fila e non possono toccare niente.”
Quali sono gli elementi caratterizzanti il vostro progetto?
Stiamo costruendo qualcosa di speciale, forse unico. Un ecosistema dove la formazione d’eccellenza, l’ingegneria industriale e la cultura del territorio si alimentano a vicenda, nello stesso luogo, con la stessa energia. L’obiettivo ambizioso del progetto è contribuire alla rigenerazione del borgo di Canistro attraverso il recupero funzionale dell’antico mulino dismesso, trasformandolo in un polo di alta formazione dedicato alle energie rinnovabili.
Fluxo è il Museo Interattivo del Mulino di Canistro. Perché lo avete definito un museo in movimento?
A Fluxo l’energia non si interrompe, cambia forma. Qui tutto è connesso, tutto è in movimento, tutto è vivo. Non siamo un parco divertimenti. Non siamo un museo dietro teche di vetro. Siamo il luogo dove la storia si sperimenta con le mani, la fisica si tocca, la tradizione si assaggia e il territorio si attraversa con tutti i sensi.
Come Fluxo fornisce ai ragazzi output concreti, competenze verificabili e un’esperienza che possono raccontare?
Fluxo trasforma le uscite didattiche in laboratori a cielo aperto dentro un sito di archeologia industriale reale. Ogni percorso parte da una domanda vera — una sfida che si risolve solo osservando, ipotizzando e verificando con le mani. Nessuna lezione frontale. L’operatore è un facilitatore. Lo studente è il protagonista.
Quali sono i servizi più significativi che offrite alle aziende?
Progettiamo percorsi in-house di reskilling e aggiornamento costruiti sulle reali esigenze della singola impresa e non su un programma preconfezionato. Il risultato non è un attestato da appendere al muro ma una formazione “ad hoc” ad un team che il lunedì mattina lavora meglio.
Quanto è stato importante il PNRR per realizzare il vostro progetto?
Il progetto è stato presentato, anche grazie al supporto di ICTLABPA, nell’ambito della digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura del Next Generation EU. Senza questo supporto finanziario questa sfida forse non sarebbe mai iniziata. Siamo ora pronti a coniugare la salvaguardia del patrimonio storico con l’innovazione tecnologica, offrendo percorsi didattici e turistici legati alla sostenibilità ambientale e alla cultura dell’acqua, contrastando così lo spopolamento del territorio.
Sofia, quale è il tuo ruolo specifico all’interno di questo progetto?
Mi occupo dell’amministrazione e di tutto ciò che succede all’interno della nuova struttura: i percorsi per le scuole, le esperienze per le famiglie, l’accoglienza, i dettagli che fanno la differenza tra una visita e un ricordo. Il mio compito è fare in modo che chiunque varchi quella porta — un bambino di sei anni o un docente con trent’anni di cattedra — esca con qualcosa che prima non aveva.
Giovanni, tu invece di cosa ti occupi?
Ho la convinzione che un territorio come la Valle Roveto abbia un potenziale enorme, se qualcuno ha il coraggio di leggerlo con occhi nuovi. Sono quello che porta i numeri, i piani, la sostenibilità economica. Ma sono anche quello che il sabato mattina è sui sentieri della Valle prima che faccia luce, perché questo territorio lo conosco con le gambe, non solo con i fogli di calcolo. Il mio lavoro è far sì che questo progetto non sia solo bello, ma solido. Che i conti tornino. Che le fondamenta tengano ben oltre di noi.
























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