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19 parole chiave per l’innovazione nel 2019: segnalaci la tua



Da fatturazione elettronica, che è quasi entrata nel linguaggio quotidiano, a quantum computing, ancora più sconosciuta. EconomyUp ha selezionato i termini che nel nuovo anno diventeranno sempre più diffusi, indicando dove va l’innovazione. Ne manca qualcuna? Scrivi a redazione@economyup.it

di Concetta Desando

04 Gen 2019


La trasformazione digitale porta in primo piano termini che magari sentiamo già da tempo ma che diventano sempre più diffusi e rappresentativi dell’innovazione che si realizza. Quali saranno le parole chiave del 2019?  Alcune sono quasi nel linguaggio quotidiano….Dal 1° gennaio 2019 entra in vigore la fatturazione elettronica; nel 2018 sono iniziate le prime sperimentazioni del 5G e siamo in attesa dell’impatto che la rete di quinta generazione avrà su vari business; aziende e i giovani in cerca di lavoro devono fare i conti con nuove competenze professionali. Tutto è in rapida trasformazione, compreso il nostro “vocabolario”.

La redazione di EconomyUp ha selezionato 19 parole che segneranno il 2019: alcuni sono termini che abbiamo già sentito, ma nel nuovo anno entreranno nel nostro linguaggio comune, dettando tendenze e cambiando abitudini quotidiane e business.

L’elenco è aperto e chiunque può contribuire per aggiornarlo: se c’è una parola che secondo te sarà importante nel 2019, scrivi a redazione@economyup.it

Le 19 parole chiave del 2019

1. 3D Alteration

La 3D Alteration è la capacità delle stampanti 3D di alterare profondamente il settore manifatturiero. L’espressione è stata coniata quando, dopo le prime stampanti 3D funzionanti a materie plastiche, diverse grandi aziende (ad esempio Nike e HP) hanno iniziato a utilizzare questi dispositivi anche per creare oggetti in leghe metalliche. Oggi le stampanti 3D hanno alterato completamente il mercato manifatturiero, grazie alla capacità di stampare oggetti con quasi qualsiasi materiale, compresi cibo, cemento e perfino tessuti biologici.

2. Assistenti virtuali

Conosciuti anche come chatbot o agenti intelligenti, sono software progettati per simulare una conversazione umana. I chatbot utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale per costruire un dialogo strutturato con l’utente e rispondere in maniera automatica a domande specifiche. I chatbot (o bot) possono essere configurati su molte piattaforme per molteplici usi e sono il frutto delle recenti innovazioni nell’ambito del Machine Learning, dell’Intelligenza Artificiale e del Natural Language Processing (NLP). Queste tecnologie ormai fanno parte della vita privata: siamo abituati ad affidare le nostre richieste, preferenze e promemoria a Siri (integrato negli iPhone) o Google Now (analoga tecnologia integrata in Android). Un’indagine di BI Intelligence stima che nel 2020 l’80% dei brand utilizzerà i servizi automatizzati che sfruttano l’intelligenza artificiale, in particolare per le interazioni con il servizio clienti per automatizzare le richieste semplici o le query di primo livello e deviare le chiamate. Una recente ricerca degli Osservatori del Politecnico di Milano su 721 grandi imprese nel mondo ha mappato circa 120 soluzioni, con una prevalenza nel settore banche/assicurazioni, a conferma che si tratta dell’ambito più maturo fra le soluzioni di Intelligenza Artificiale.

3. Biohacking

Il biohacking è una disciplina che, teorizzata già dalla fine degli anni Ottanta durante il filone della fantascienza biopunk, è convenzionalmente nata però solo nel 2005, quando Amal Graafstgra si è impiantato un chip sottocutaneo. Il biohacking prevede infatti di utilizzare la tecnologia per migliorare le caratteristiche o le capacità degli organismi viventi (uomo incluso) all’esterno del classico ambiente di ricerca medico-scientifico.

4. Chief Philosophy Officer

I Chief Philosophy Officer sono i laureati in filosofia che assumono posizioni di leadership all’interno delle imprese tecnologiche. Tra le prime aziende a reclutare questa nuova figura professionale c’è Google. Altre aziende della Silicon Valley ne hanno seguito l’esempio, assumendo filosofi in pianta stabile. Alcune, invece, preferiscono utilizzare i loro servizi come consulenti per istruire i propri manager. Il fenomeno potrebbe arrivare anche in Italia: è possibile che il 2019 sia anche per il nostro Paese l’anno del Chief Philosophy Officer. Non a caso, uno dei più apprezzati top manager italiani degli ultimi anni, Sergio Marchionne, possedeva anche una laurea in filosofia.

5. Connected Car

È l’auto connessa, definita come un veicolo che, oltre ad avere accesso a internet, dispone di sensori e può inviare e ricevere segnali, percependo la realtà circostante e interagendo con altri veicoli o entità. Sfida e ambizione per molti player del settore automotive, nel 2019 potrebbe crescere grazie all’impatto del 5G.

6. Design Thinking

Il design thinking è una metodologia in cui conoscenze analitiche si compenetrano con capacità intuitive e in cui la persona (e in particolarmente i suoi comportamenti) sono centrali nelle riflessioni progettuali che caratterizzano l’intero processo di innovazione.

7. Fatturazione elettronica

Il 1° gennaio 2019 entra in vigore la e-fattura o fatturazione elettronica: è obbligatorio tra tutti i privati in Italia (esclusi i cosiddetti “minimi” e i fornitori esteri) emettere verso chiunque (imprese, privati e consumatori) solo ed esclusivamente fatture elettroniche, in formato tracciato XML_PA (quindi non in Pdf), veicolato attraverso il Sistema di Interscambio e archiviabili esclusivamente in modalità digitale. In altre parole qualsiasi documento a valenza fiscale emesso per riscuotere il prezzo di una cessione di beni o di una prestazione di servizi dovrà essere prodotto mediante fatturazione elettronica. Mentre le piccolissime imprese, quelle dal fatturato estremamente basso, saranno esentate da quest’obbligo.

8. Futurist

È colui che elabora previsioni basate su fatti concreti. Può essere considerato una sorta di consulente per aziende e organizzazioni che aiuta a identificare i trend futuri. Il suo punto di vista può avere un impatto sui prodotti delle imprese o su come queste perseguono i propri obiettivi. Alcuni provengono dal mondo della fisica, altri da quello dell’ingegneria o del design, oppure hanno un background televisivo. Tutti hanno un obiettivo comune: cercare di capire – e soprattutto di spiegare – come sarà il futuro.

9. Generazione Z

La Generazione Z (conosciuta anche come Centennials, iGen, Plurals o Post-Millennials) è la popolazione nata dopo la generazione dei Millennials. Si tratta di persone nate dopo la metà degli anni Novanta e che quindi, fin dalla nascita, sono venute in contatto e hanno imparato a utilizzare diffusamente Internet e i social media, che divengono parte integrante e fondante del loro processo di socializzazione.

10. Gigabit society

La Gigabit society (o gigasociety) è il temine attraverso il quale si indica una società realmente e concretamente interconnessa attraverso le reti in fibra ottica e i servizi in 5G. Una rivoluzione che prevede che il mondo digitale non sia più “parallelo” alla realtà fisica ma, grazie a reti iperveloci e stabili, compenetri il mondo reale e il quotidiano.

11. Immersive experience

L’immersive experience è una particolare modalità di fruizione della realtà virtuale che consente all’utente di interagire con il mondo virtuale che lo circonda, “immergendosi” totalmente in esso attraverso visori posizionati sugli occhi e sensori che rilevano la posizione del corpo (o, quantomeno, della testa e delle mani) riproducendola nell’ambiente virtuale. Viene utilizzata soprattutto nel settore retail, dove il cliente può immergersi in un’esperienza sempre più coinvolgente: indossando un visore di mixed reality e si immerge in uno store virtuale, uno spazio espositivo “aumentato” all’infinito in cui può finalmente visualizzare tutto ciò che gli interessa.

12. Innovation Manager

Una figura sempre più ricercata dalle aziende alle prese con i processi di trasformazione digitale.  La principale attività per l’innovation manager è quella dell’Esploratore, quindi la selezione dei Partner, la valutazione e scouting delle opportunità, in alcuni casi fino allo sviluppo di Proof of Concept. In seconda battuta, questa figura svolge il ruolo dell’Evangelista dell’innovazione, di change manager. Infine ci sono le attività più manageriali, quelle di Abilitatore: analisi e valutazione dei risultati e gestione del portafoglio progetti. La retribuzione può superare i 100mila euro.

13. Mobile First

La filosofia del Mobile First si è imposta negli ultimi anni grazie alla diffusione di smartphone e tablet, e consiste nel pensare i servizi non principalmente per i PC e solo successivamente, attraverso adattamenti, per il mondo mobile ma, al contrario, di progettare una mobile experience separata e primaria rispetto a quella per postazioni fisse. Si tratta di una rivoluzione soprattutto per il mondo B2C.

14. Omnicanalità

È il trend forte del settore retail: chi compra qualcosa può vivere la stessa esperienza online e offline su tutti i touchpoint e non avere interruzioni nel percorso dall’uno all’altro. In pratica, l’omincanalità non solo mette il consumatore al centro, ma prevede un sistema interconnesso tra tutti i punti di contatto. Vi è, quindi, un trasferimento di dati tra i diversi canali e strategie di contenuto coerenti. In questo modo l’utente può non solo interagire con l’azienda con una molteplicità di opzioni, ma anche vivere la medesima esperienza su tutti i touchpoint e non avere interruzioni nel percorso dall’uno all’altro. Per l’utente è possibile iniziare un’attività su un canale e proseguirla su un altro, senza dover ricominciare da capo.

15. Quantum Computing

Del Quantum Computing, cioè il calcolo (e il computer) quantistico, si parla ormai da diversi anni, ma la crescente “fame” di analisi di big data sta spingendo ancor più la ricerca in questa direzione. Il computer quantistico, infatti, utilizzando qbit (bit quantici) al posto dei tradizionali bit, sarà immensamente più potente e flessibile, consentendo l’elaborazione in parallelo di enormi quantità di dati.

16. Reskilling

È il processo in base al quale è possibile apprendere modalità di lavoro e professionalità (competenze digitali) diverse dalle precedenti. All’interno della fabbrica 4.0, ad esempio, sarà necessario insegnare agli addetti nuove mansioni per le quali saranno richieste nuove competenze. Per prepararsi al reskilling, le aziende possono: assumere chi sa imparare (conviene assumere personale non tanto sulla base delle conoscenze acquisite ma valutando la loro capacità di apprendere cose nuove); collaborare con le scuole di formazione; usare i junior per insegnare ai senior (Per aiutare le aziende in questa delicata fase di transizione, uno strumento valido può essere il reverse mentoring,  attualmente utilizzato da alcune imprese con buoni risultati. Si tratta di formare i giovani, che già posseggono una cultura digitale, in modo che siano poi loro a evangelizzare i senior all’interno dell’organizzazione. A loro volta i senior insegneranno ai junior il know how e la cultura aziendale)

17. RPA (Robotic Process Automation)

La RPA, Robotic Process Automation, è il processo attraverso il quale si utilizzano software per automatizzare processi di business ripetitivi (come ad esempio l’emissione di rimborsi automatizzati). Secondo Gartner, la RPA cambierà profondamente il mondo del lavoro, con un impatto diretto sul 9% della forza lavoro globale (230 milioni di persone) e raggiungerà un valore di mercato di 1 miliardo di dollari entro il 2020.

18. Self driving car

È l’auto a guida autonoma, cioè l’auto in grado di svolgere le stesse mansioni del guidatore. Ci sono diversi livelli di automazione che vanno da 0 (con l’automobilista che si deve occupare di ogni aspetto della guida anche quando esistono sistemi di assistenza) al livello 5 (che non prevede alcun intervento umano). L’auto a guida autonoma è la grande scommessa delle case automobilistiche che per il 2019 hanno già diversi progetti. Nel nuovo anno, infatti, complice anche il 5G, da settore di investimento e mercato in forte crescita la self driving car diventerà una realtà di fatto che vedremo circolare sulle strade, anche quelle italiane, a partire da quelle torinesi.

19. Trasferimento tecnologico

Il trasferimento tecnologico è un processo frutto della collaborazione tra il mondo accademico e quello industriale, che ha l’obiettivo di rendere accessibile la tecnologia alle persone. Il passaggio comprende tutte quelle attività che sono alla base del passaggio dall’ambito della ricerca scientifica a quello del mercato di una serie di fattori: conoscenza, tecnologia, competenze, metodi di fabbricazione, campioni di produzione e servizi. Possiamo definire il trasferimento tecnologico anche come un percorso caratterizzato da un punto di partenza (la ricerca), un punto di arrivo (il mercato) e una serie di tappe intermedie (la cosiddetta filiera), in cui sono coinvolti attori differenti.

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network