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5G for business, perché la banda ultralarga accelererà l’innovazione

di Luciana Maci

21 Ago 2018

Dall’automotive alla sanità, sono tanti i settori che riceveranno impulso dalla tecnologia di quinta generazione, che consentirà maggiore velocità di connessione e un basso tempo di latenza. Al momento il 5G è in fase di sperimentazione e non è ancora arrivata al mondo consumer. Ma i primi test sono partiti. Eccone alcuni..

Automobili sempre più connesse e in grado di “dialogare” con altre auto o con la strada, delicate operazioni chirurgiche eseguite a distanza da un chirurgo in un luogo mentre il paziente è in un altro luogo, un utilizzo crescente di applicazioni che utilizzano la realtà aumentata e virtuale per il tempo libero, ma anche negli affari e nel commercio: sono solo alcuni degli scenari che si apriranno con la progressiva affermazione del 5G, la rete di quinta generazione ultraveloce e particolarmente versatile. La tecnologia è in fase di sperimentazione e non è ancora arrivata al mondo consumer, ma già se ne intravedono le enormi potenzialità. Della maggiore facilità di utilizzo di ologrammi e realtà aumentata potrebbe per esempio avvalersi il retail: alcuni mesi fa Amazon ha brevettato uno “specchio a realtà miscelata”,  chiamato così perché l’immagine che restituisce è a metà tra la realtà tangibile e quella virtuale. Con tutta probabilità avrà bisogno dell’ultra broadband. Ma anche l’automotive ne trarrà benefici, così come il settore sanitario. E sarà una leva di affermazione della smart city, perché diventerà fattore abilitante dell’Internet of Things. Ma vediamo meglio quali sono gli standard del 5G e come viene attualmente testato (e da chi).

5G, VERSO LA GIGABIT SOCIETY

L’ ITU (International Telecommunication Union), organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di definire gli standard nelle telecomunicazioni e nell’uso delle onde radio, ha stabilito l’elenco dei requisiti della nuova tecnologia: deve offrire una velocità di download di almeno 20 gigabits per secondo, tempi di risposta o “latenza” di meno di un millisecondo e la capacità di connettere almeno un milione di dispositivi in un chilometro quadrato. Per questo si parla già della transizione verso la Gigabit society. Le reti 5G dovrebbero essere in grado di trasferire un film in alta risoluzione in soli due secondi, di rispondere a richieste in tempi super-veloci (molto meno di un battito di ciglia) e di servire città densamente abitate collegando costantemente esseri umani e device. Una volta fissato lo standard, non è detto però che tutti i 5G funzioneranno allo stesso modo: potrebbero esserci 5G più lenti ma maggiormente responsive, così come 5G veloci ma con copertura limitata. Al momento non sono ancora perfettamente individuate e definite tutte le applicazioni che saranno rese possibili grazie al 5G.

DALL’1 AL 5G: CHE COSA È CAMBIATO IN 36 ANNI

Il G del 5G sta per “generazione” di tecnologia wireless. Che ha emesso i primi vagiti ben 36 anni fa. Il primo sistema 1G, il Nordisk MobilTelefoni, ovvero il cellulare analogico, è stato appunto introdotto nel 1982. Da allora una nuova generazione di telefonia mobile è apparsa approssimativamente ogni 10 anni. Le tecnologie 2G, come CDMA, GSM e TDMA – sviluppate commercialmente per la prima volta nel 1992 – sono state la prima generazione di tecnologie dei cellulari digitali. Le 3G quali EVDO, HSPA e UMTS – apparse nel 2001 – hanno portato la velocità da 200kbps a qualche megabits al secondo. Le 4G come WiMAX e LTE, standardizzate per la prima volta nel 2012, hanno fatto fare un ulteriore balzo in avanti e stanno scalando fino a velocità di centinaia di megabit e persino di gigabit.

LE TRE CARATTERISTICHE DEL 5G

Il 5G porta in campo tre nuove caratteristiche: una velocità ancora maggiore (per muovere più dati), una latenza minore (per essere più reattivo) e la capacità di connettere molti più dispositivi contemporaneamente (per sensori e device smart). La piena implementazione del 5G è attesa non prima del 2020, ma nel frattempo un numero crescente di aziende sta investendo in progetti e iniziative legate alla sua sperimentazione. La tecnologia di quinta generazione non è ancora approdata nel mondo consumer, ma le industrie si stanno muovendo e, secondo gli addetti ai lavori, è questione di pochi anni.

CHE COSA SI PUÒ FARE CON IL 5G

REALTÀ AUMENTATA: PROIETTARSI IN SPAZI VIRTUALI

Uno degli operatori che punta a conquistare la leadership nel 5G è SK Telecom, il secondo principale operatore di telefonia sudcoreano.  A questo scopo ha inaugurato nel 2015 a Bundang, vicino alla capitale Seul, il 5G Playground, un “parco giochi” dove sta sviluppando e testando nuove tecnologie di rete insieme ad alcuni partner tecnologici fra cui Samsung, Ericsson, Nokia e Intel. All’inaugurazione del centro il CTO Alex Jinsung Choi ha dichiarato che SK Telecom non avrebbe “risparmiato sforzi per raggiungere la prima commercializzazione al mondo di una rete 5G”. Al Mobile World Congress (MWC) 2016 a Barcellona, SK Telecom ha mostrato un servizio di ologrammi in 3D, che probabilmente verranno ampiamente utilizzati nell’era del 5G. La commercializzazione di una infrastruttura di rete, il 5G appunto, in grado di trasmettere una massiccia quantità di dati, porterà cambiamenti innovativi per la customer experience attraverso servizi multimedia realistici e immersivi, tra cui gli ologrammi 3D, la realtà virtuale e la realtà aumentata. “Quando il 5G sarà pienamente implementato – ha detto a The Economist Alex Choi, ex Chief Technology Officer di SK Telecom e oggi in Deutsche Telekom – l’ampiezza della banda wireless potrà sembrare infinita. Questo consentirà tutti i vari generi di servizi che ‘hanno fame’ di dati, come quelli che sta testando SK nel suo 5G. Uno di questi è un’offerta di realtà virtuale che consente alle persone di proiettarsi all’interno di spazi digitali condivisi, come per esempio uno stadio virtuale”.

Lo sviluppo delle applicazioni di realtà aumentata avrà come conseguenza un diverso tipo di comunicazione: già oggi è possibile chattare in video con amici e conoscenti in ogni parte del globo, ma grazie al 5G si potranno ottenere immagini ad altissima risoluzione e l’esperienza visiva sarà vicinissima al reale. Queste potenzialità potrebbero essere ampiamente sfruttate, tra le altre cose, nell’infotainment e nel digital signage.

SELF DRIVING CARS E AUTO CONNESSE: L’AUTO DIALOGA CON LA STRADA

L’era delle self driving cars, le auto che si guidano da sole, si avvicina. Google è stata apripista con la driverless car su cui sta lavorando la sua società Waymo, ma molti altri stanno investendo sull’innovativa modalità di trasporto, consapevoli che la sua piena realizzazione non sarà possibile senza un network 5G. Attraverso la rete di quinta generazione le automobili potranno “dialogare” con altre automobili e con i sensori disseminati per la città, dai lampioni alle stazioni di rifornimento.

Ai XXIII Giochi olimpici invernali di Pyeongchang, in Corea del Sud, Hyundai ha consentito ai visitatori di testare la sua automobile a guida autonoma, Nexo Suv, il cui sistema di infotainment utilizza la tecnologia 5G di KT, per esempio consentendo il funzionamento, all’interno dell’autovettura, dell’applicazione karaoke “Everysing” che permette ai passeggeri annoiati nel sedile posteriore di cantare durante i viaggi. Ma la connettività veloce del 5G garantisce anche funzioni come controllare i dispositivi elettronici presenti nella propria abitazione, chiudere la porta e spegnere la TV da remoto, mentre si sta guidando per strada. “La trasformazione non riguarderà solo le auto – dice Adam Koeppe, vice president della programmazione del network di Verizon – ma anche la tecnologia e il design urbano”.

Olimpiadi invernali, tra i “vincitori” c’è anche la tecnologia 5G

SANITÀ DIGITALE, VERSO L’INTERNET OF SKILLS

Al di là della velocità, il principale beneficio del 5G è la bassa latenza, ovvero il breve lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui un device aggancia il network e quello in cui ottiene una risposta. Con l’Lte 4G esiste una minima latenza, per quanto possa passare inosservata, che invece la rete 5G è virtualmente in grado di eliminare. Nel caso concreto di una sala operatoria, questo può significare che un chirurgo, in futuro, non avrà più necessariamente bisogno di stare nella stessa stanza con il paziente. Ericsson, in collaborazione con la startup NeuroDigital Technologies e con i medici del King’s College di Londra, ha usato un manichino per dimostrare che il chirurgo può utilizzare un visore VR e guanti speciali per controllare un braccio robotico in grado di eseguire una determinata operazione in un luogo diverso da quello in cui si trova il dottore. I guanti erano provvisti di un motore interno in grado di fornire feedback sui dati sensoriali tattili, che emetteva un suono ogni volta che il medico toccava un organo del paziente, dandogli così la sensazione di toccarlo veramente. Si chiama “Internet of skills” e ha come obiettivo il trasferimento dell’expertise a una grande distanza e in tempo reale attraverso l’utilizzo di robotica e di specifici feedback. La connessione 5G è un abilitatore di questi sistemi.

5G: ARRIVA L’INTERNET CHE SI PUÒ “TOCCARE”

L’esempio precedente, legato ai guanti del chirurgo in grado di “toccare” a distanza il paziente, è significativo del ruolo che giocherà la tecnologia 5G in quello che appunto si definisce “haptic feedback”, ovvero l’utilizzo del tatto attraverso un’interfaccia per fornire informazioni all’end user. L’interfaccia aptica è per esempio un dispositivo che permette di manovrare un robot, reale o virtuale, e di riceverne delle sensazioni tattili in risposta.  “Per far sì che si possano ‘toccare’ oggetti che stanno a chilometri e chilometri di distanza serve una latenza bassa” spiega John Saw, Chief Technolofy Officer di Sprint. Da qui la necessità del 5G per implementare l’haptic feedback.

5G: INDISPENSABILE PER L’INTERNET OF THINGS

La versatilità del 5G lo renderà il tessuto connettivo dell’Internet of Things (IoT): lo sottolinea Pierre Ferragu di Bernstein Research, ricordando che le reti di quinta generazione possono connettere e controllare robot, dispositivi medici, attrezzature industriali e macchinari agricoli.

Secondo Ericcson il 5G raggiungerà il 15% della popolazione mondiale entro il 2022. La sua implementazione partirà dalle principali aree metropolitane: le applicazioni IoT che saranno usate per prime, scrive Business Insider in un report, saranno probabilmente le soluzioni per smart city come l’illuminazione stradale e i semafori connessi. In seconda istanza l’ultrabroadband consentirà di connettere praticamente qualsiasi cosa, dai dispositivi per la smart home alle auto a guida autonoma fino alla robotica.

Dal momento che, grazie alle reti 5G, è possibile trasmettere dati in modo molto più veloce rispetto alle precedenti reti, le aziende potranno avere più dispositivi connessi senza timore di reti troppo affollate. Secondo le stime di BI, entro il 2021 saranno installati 22,5 miliardi di dispositivi IoT. Questo porterà a una disruption nelle industrie, nelle pubbliche amministrazioni e nel mondo consumer, trasformando radicalmente il modo in cui questi soggetti interagiscono con l’esterno e tra di loro. Nei prossimi 5 anni le aziende spenderanno quasi 5 trilioni di dollari nell’IoT.

 

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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