Toyota è nata costruendo telai tessili e solo successivamente è diventata una casa automobilistica. Quasi un secolo dopo, il gruppo giapponese sembra voler applicare nuovamente quella capacità di spostarsi da un’industria a un’altra. Non significa naturalmente abbandonare l’auto, ma allargare radicalmente ciò che Toyota considera il proprio terreno di gioco: intelligenza artificiale, robotica, software, energia, manifattura avanzata, spazio, infrastrutture e nuovi servizi di mobilità.
È questa la prospettiva che emerge anche da un recente approfondimento di Global Corporate Venturing dedicato a Ro Gupta, imprenditore diventato CEO e Managing Director di Woven Capital, il braccio di corporate venture capital di Toyota dedicato alle aziende in fase di crescita.
La domanda di fondo è significativa: se il passaggio dai telai alle automobili ha trasformato Toyota nel Novecento, quale potrebbe essere la prossima trasformazione altrettanto radicale?
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Toyota: 1,6 miliardi per cercare la prossima frontiera
Uno degli strumenti principali con cui il gruppo prova a dare una risposta è Woven Capital. Fondata nel 2021, la società gestisce oggi 1,6 miliardi di dollari attraverso due fondi da 800 milioni ciascuno. Il secondo fondo è stato annunciato nel 2025 e investe prevalentemente dalla Series B fino alle fasi pre-IPO.
Il suo raggio d’azione racconta bene quanto si sia allargata la definizione di innovazione automotive per Toyota.
Woven Capital individua tre grandi aree. La prima comprende mobilità e tecnologie emergenti: guida autonoma, cybersecurity, dati e connettività, space tech, software-defined vehicle e retail automobilistico. La seconda riguarda la catena del valore industriale, con physical AI, smart manufacturing, robotica industriale e di magazzino, sicurezza dei lavoratori, supply chain e infrastrutture dati. La terza comprende decarbonizzazione ed economia circolare: elettrificazione, ricarica dei veicoli elettrici, batterie, nuovi materiali, energia sostenibile e tecnologie carbon neutral.
È quindi un corporate venture capital automotive che investe sempre meno soltanto nell’auto.
Chi è Ro Gupta, l’imprenditore chiamato a guidare Woven Capital
Anche la scelta di Ro Gupta come nuovo numero uno di Woven Capital, alla fine del 2025, è indicativa della strategia.
Gupta non proviene dalla tradizionale carriera manageriale nell’automotive. Ha alle spalle oltre 25 anni nel mondo tecnologico ed è stato co-fondatore e CEO di Carmera, società di spatial AI che utilizzava computer vision e dati provenienti dai veicoli per generare informazioni in tempo reale sulle strade destinate anche ai sistemi di guida autonoma. Toyota, attraverso Woven by Toyota, l’ha acquisita nel 2021. Gupta è quindi entrato nel gruppo dall’esterno, prima assumendo incarichi operativi e strategici e poi arrivando alla guida del venture capital.
È una biografia che suggerisce un cambio di prospettiva: mettere un ex founder alla guida del fondo significa avvicinare la cultura Toyota a quella delle startup e utilizzare il venture capital non soltanto come investimento finanziario, ma come strumento di trasformazione industriale.
Il modello “speedboat”: muoversi più velocemente della grande corporation
La logica è quella che Woven Capital ha definito nel 2026 una “speedboat strategy”, strategia del motoscafo. Una grande corporation può essere paragonata a una nave: dispone di enormi risorse industriali, commerciali e finanziarie, ma inevitabilmente cambia rotta con maggiore difficoltà. Startup e venture capital possono invece comportarsi come motoscafi, esplorando rapidamente nuovi mercati e nuove tecnologie.
Woven Capital serve quindi anche a osservare e sperimentare ciò che sarebbe difficile sviluppare con la stessa velocità all’interno della struttura tradizionale di Toyota. Nel 2026 la stessa società ha dedicato specifici approfondimenti al ruolo del corporate venture capital nella competizione su AI e robotica e alla “speedboat strategy” per l’innovazione venture-driven.
Ma il punto decisivo è collegare poi quei motoscafi alla nave madre.
L’80% delle startup partecipate collabora con Toyota
Ed è qui che il modello Toyota assume una caratteristica interessante anche per il dibattito sul corporate venture capital.
Oltre l’80% delle società partecipate da Woven Capital collabora con aziende del gruppo Toyota. Il fondo opera attraverso sei uffici nel mondo e affianca agli investitori specialisti tecnologici e figure dedicate allo sviluppo delle relazioni tra portfolio company e business unit del gruppo.
L’investimento, dunque, è spesso soltanto l’inizio.
Per una startup, Toyota può diventare cliente, partner industriale, terreno di sperimentazione e piattaforma per lo scaleup. Per Toyota, viceversa, la startup permette di acquisire velocemente competenze e tecnologie che sarebbe più lento costruire internamente.
Non a caso Woven Capital ha ulteriormente rafforzato nel 2026 le funzioni dedicate al Portfolio Success, cioè alla costruzione di collaborazioni tra partecipate e business unit Toyota. Ad agosto è arrivato Shun Tanaka, manager con oltre 15 anni di esperienza nei semiconduttori tra Wolfspeed, Intel e Freescale, proprio con il compito di facilitare questi collegamenti.
Da Nuro a ElevenLabs: perché Toyota investe anche fuori dall’auto
Il portafoglio permette di capire ancora meglio il cambio di prospettiva. Woven Capital ha investito, tra le altre, in Nuro, specializzata nella guida autonoma; Foretellix, che sviluppa tecnologie di verifica e validazione per sistemi di guida automatizzata; UVeye, che utilizza AI e computer vision per l’ispezione automatizzata dei veicoli; Third Wave Automation, attiva nella robotica autonoma industriale; e Machina Labs, che combina AI e robotica nella produzione avanzata.
Ma nel portafoglio compaiono anche società apparentemente molto più lontane dall’automobile, come ElevenLabs, specializzata nell’AI vocale, oppure aziende della space economy quali Stoke Space, Muon Space, CesiumAstro e Xona.
Perché una casa automobilistica investe nello spazio?
Perché l’auto del futuro è un oggetto connesso a un’infrastruttura digitale molto più ampia. Comunicazioni satellitari, geolocalizzazione ad alta precisione, reti, cloud, intelligenza artificiale e cybersecurity possono diventare componenti essenziali dell’ecosistema della mobilità. Investire nello spazio, in questa prospettiva, significa investire anche nell’infrastruttura della futura automotive industry.
Toyota Ventures, Woven Capital e TIP: tre strumenti diversi per innovare
Woven Capital, inoltre, rappresenta soltanto un tassello.
Toyota sta costruendo una struttura di investimento articolata su differenti stadi di sviluppo delle tecnologie e delle aziende.
Toyota Ventures, nata nel 2017 e basata in California, presidia soprattutto l’early stage e investe nelle frontier technologies e nel climate tech: AI, robotica, next-generation computing, spazio, mobilità, materiali, energia, cattura della CO2, batterie e storage. Nel marzo 2026 aveva superato gli 800 milioni di dollari di asset under management distribuiti su sei fondi.
Woven Capital interviene invece sulle società più mature, prevalentemente dalla Series B al pre-IPO.
A queste due strutture Toyota ha aggiunto nel 2025 Toyota Invention Partners (TIP), società interamente controllata con una capacità di investimento di 100 miliardi di yen, circa 670 milioni di dollari. TIP si concentra soprattutto sulle startup early stage giapponesi, sulle collaborazioni strategiche e sugli “inventors” legati all’ecosistema Woven City.
Una differenza importante è l’orizzonte temporale: a differenza dei tradizionali fondi di venture capital, TIP non ha una durata prestabilita. L’investimento può quindi seguire i tempi della collaborazione industriale invece di quelli dell’exit finanziaria.
Si delinea così una sorta di filiera dell’open innovation: individuare tecnologie molto giovani, accompagnare le società nella crescita e infine integrarle attraverso partnership commerciali e industriali nel gigantesco ecosistema Toyota.
Woven City, il laboratorio dove l’innovazione esce dal PowerPoint
Ma investire nelle startup non basta. Serve anche un luogo nel quale sperimentare.
È il ruolo di Toyota Woven City, la città-laboratorio costruita nella prefettura giapponese di Shizuoka, ai piedi del Monte Fuji, diventata operativa nel settembre 2025. Toyota la definisce un “test course for mobility”: non una semplice smart city dimostrativa, ma un ambiente reale nel quale aziende, startup, ricercatori e residenti possono sviluppare e testare tecnologie e servizi.
Nel 2026 è entrato in funzione anche l’Inventor Garage, spazio dedicato allo sviluppo agile e alla prototipazione. Il modello prevede tre passaggi: sviluppo nell’Inventor Garage, validazione controllata nell’Inventor Field e sperimentazione nella zona residenziale reale di Woven City.
È un elemento importante della nuova strategia Toyota perché prova a risolvere uno dei problemi classici dell’open innovation delle grandi imprese: trasformare una sperimentazione in qualcosa che possa effettivamente arrivare sul mercato.
AI e software diventano infrastruttura della mobilità
Woven City permette inoltre di vedere dove Toyota immagina di spostare il baricentro tecnologico.
Ad aprile 2026 Toyota e Woven by Toyota hanno presentato il Woven City AI Vision Engine, un foundation model multimodale capace di combinare informazioni visive, comportamentali e ambientali provenienti da telecamere, sistemi di mobilità e altri input. Il sistema viene utilizzato per riconoscere situazioni, individuare potenziali rischi e coordinare diversi sistemi connessi.
Accanto all’AI ci sono un’infrastruttura comune per i dati, tecnologie di previsione dei comportamenti e sistemi che mettono in comunicazione veicoli, persone e infrastrutture.
E naturalmente c’è Arene, la piattaforma software di Woven by Toyota pensata per accelerare lo sviluppo del software automotive. È uno dei tasselli con cui il gruppo affronta la trasformazione verso il software-defined vehicle, cioè l’auto nella quale una parte crescente delle funzioni e del valore viene definita e aggiornata attraverso il software.
Non più soltanto automobili: la mobilità di persone, merci, informazioni ed energia
Il filo che lega investimenti apparentemente molto diversi diventa così più chiaro.
Toyota definisce ormai la mobilità non soltanto come movimento delle persone attraverso un’automobile, ma come movimento di persone, merci, informazioni ed energia. È una definizione abbastanza larga da includere robot, veicoli autonomi, infrastrutture energetiche, satelliti, software, AI e nuovi modelli finanziari.
Anche le ultime società entrate nell’ecosistema Woven City mostrano questa estensione del concetto: nell’aprile 2026 si sono aggiunte, fra le altre, Joby Aviation, impegnata negli eVTOL e negli air taxi, e la AI Robot Association, dedicata alla diffusione dei robot dotati di intelligenza artificiale. (global.toyota)
La sfida di Toyota: innovare senza perdere la forza industriale
La strategia non consiste dunque nel sostituire la tradizionale capacità industriale Toyota con la cultura delle startup. Al contrario, tenta di far lavorare insieme le due cose.
È il concetto che Woven by Toyota chiama Kakezan, “moltiplicazione”: mettere insieme la capacità di produzione di massa di Toyota, le competenze software di Woven by Toyota e tecnologie provenienti da startup e partner esterni per ottenere qualcosa che nessuno dei soggetti potrebbe realizzare da solo.
La questione decisiva sarà verificare quanto velocemente un’organizzazione industriale delle dimensioni di Toyota riuscirà a trasformare questi investimenti e queste sperimentazioni in nuovi business.
Ma la direzione appare ormai definita. Il venture capital non viene utilizzato soltanto per cercare tecnologie utili alla prossima generazione di automobili. Serve a esplorare che cosa potrebbe diventare Toyota dopo l’automobile così come l’abbiamo conosciuta.
In fondo è un percorso coerente con la storia dell’azienda. Il gruppo che quasi un secolo fa ha saputo passare dai telai alle automobili sta costruendo una rete di startup, fondi, software e laboratori reali per capire quale potrebbe essere il suo prossimo salto industriale.
































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