Italian Founders Fund (IFF), il fondo di venture capital fondato da imprenditori per investire nelle startup e gestito da Koinos Capital SGR, ha chiuso la raccolta con oltre 100 milioni di euro, ben oltre il target iniziale di 60 milioni.
In soli due anni di operatività, il fondo ha superato gli obiettivi di raccolta e di investimento, confermando la vivacità e la maturità della nuova generazione di founder italiani e affermandosi come punto di riferimento nella fase early stage.
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Italian Founders Fund (IFF): il primo VC dei founder
Lanciato a giugno 2024, Italian Founders Fund è il primo fondo di Venture Capital italiano creato da founder per i founder. È supportato da un’ampia varietà di imprenditori italiani di diverse generazioni, con diverse esperienze e competenze, uniti dalla volontà di investire e finanziare il talento e la dedizione di una nuova generazione d’eccellenza. Il fine ultimo è sviluppare, nutrire e potenziare l’ecosistema digitale e dell’innovazione nel Paese.
A creare questa realtà sono stati oltre cento founder, imprenditori e protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione – tra cui Luca Ferrari (Bending Spoons), Riccardo Zacconi (King.com), Marcello Ascani (Flatmates Agency), Enrico Giacomelli (Namirial), Paolo De Nadai (WeRoad). Operativo da novembre 2023 con un target iniziale di circa 25 operazioni previste, il fondo ha investito già oltre 40 milioni di euro, superando in anticipo gli obiettivi tracciati in partenza.
Le 32 startup in portafoglio
A confermare l’efficacia della strategia di investimento del fondo, si legge in un comunicato aziendale, sono soprattutto le 32 startup in portafoglio tra cui figurano alcune delle società più in crescita in questo momento: JetHR, Compri, Brum, Pillar e Complaion, ma anche SAVA, Cato e ReportAid.
Ecco una descrizione sintetica di queste realtà:
- JetHR – Startup HR Tech che semplifica la gestione del personale, delle assunzioni e delle buste paga attraverso una piattaforma software che automatizza gli adempimenti amministrativi e il payroll per le aziende italiane.
- Compri – Startup che utilizza l’intelligenza artificiale per rivoluzionare il procurement aziendale, automatizzando la ricerca dei fornitori, la gestione degli acquisti e i processi dell’ufficio acquisti.
- Brum – Startup InsurTech specializzata nella distribuzione digitale di prodotti assicurativi, con l’obiettivo di rendere più semplice e immediata la sottoscrizione e la gestione delle polizze attraverso tecnologie digitali.
- Pillar – Startup PropTech che sviluppa un software gestionale basato sull’AI per le imprese edili, integrando gestione dei cantieri, contabilità, preventivi, documenti e flussi finanziari in un’unica piattaforma.
- Complaion – Startup RegTech che automatizza i processi di compliance normativa, aiutando le aziende a gestire obblighi regolatori, controlli e documentazione con strumenti digitali e intelligenza artificiale.
- SAVA – Startup HealthTech che sviluppa tecnologie per il monitoraggio continuo della salute attraverso dispositivi indossabili e sistemi di analisi dei dati, con applicazioni nella prevenzione e nella medicina digitale.
- Cato – Startup GovTech che sfrutta l’intelligenza artificiale per automatizzare la partecipazione agli appalti pubblici, riducendo il lavoro manuale nella preparazione della documentazione e nella gestione delle gare.
- ReportAid – Startup che impiega l’intelligenza artificiale per automatizzare la creazione di report e documenti professionali, semplificando le attività di analisi e rendicontazione per imprese e professionisti.
In un periodo di enorme trasformazione come quello che stiamo vivendo grazie a Ai e Robotica, IFF ha investito in una serie di soluzioni: dalla gestione di tutto ciò che ruota attorno ai dipendenti a quella finanziaria e della compliance, dall’accesso e gestione degli appalti pubblici alla valutazione delle competenze, fino alle tecnologie per il monitoraggio della salute. Le startup su cui ha investito IFF, tutte insieme, hanno creato più di 1.000 posti di lavoro e migliaia di clienti.
La presenza internazionale
Ma l’Italia è un Paese che “esporta” molti founder anche oltre confine e che IFF, con decine di incontri in Europa, a New York e a San Francisco, intercetta e sostiene, costruendo una solida rete che tiene questi numerosi talenti uniti all’ecosistema italiano dell’innovazione e alla sua evoluzione. Il frutto di questo incessante lavoro, si riflette nel portfolio: 10 società estere fondate da imprenditori italiani in giro per il mondo e 4 aziende internazionali che, grazie al supporto di IFF, hanno fatto il loro ingresso nel mercato italiano grazie a un nuovo HQ in Italia, portando nuove soluzioni tecnologiche e competenze nel Paese.
Il network con i fondi esteri
Parallelamente, altrettanto forte è il network di IFF con il mondo degli investitori internazionali, che ha attratto e con cui ha lavorato fianco a fianco a favore delle società in portfolio. Oggi circa 24 startup del portafoglio vedono la presenza di operatori esteri e il fondo ha co-investito con alcuni dei principali fondi venture a livello globale, tra cui Y Combinator, Balderton Capital, Base10 Partners, Emergence Capital, PayPal Ventures, Earlybird, Eurazeo, Partech, Sequoia India, Norrsken, Exor, Picus Capital, B Capital, Speedinvest e Golden Gate Ventures.
Parlano i protagonisti
“Il completamento della raccolta oltre i 100 milioni di euro è un risultato che ha superato le nostre aspettative e testimonia la crescita e il rafforzamento dell’ecosistema tecnologico italiano con founder che credono nei futuri founder, oltre a player istituzionali che si sono affiancati come CDP e Fof Europei” commenta Lorenzo Franzi, Partner di Italian Founders Fund. “Ma il risultato riflette soprattutto la capacità dei nuovi imprenditori nostri connazionali che, sia sul territorio che all’estero, rappresentano il valore e il futuro della nostra economia. Dal lancio, il fondo ha continuato a investire senza sosta in alcune delle realtà più promettenti del panorama innovativo, molte delle quali si stanno distinguendo per potenziale di mercato e crescita. Stiamo assistendo alla nascita di una nuova generazione di startup che, grazie all’intelligenza artificiale, contribuisce a trasformare rapidamente settori strategici per la competitività dell’intero sistema imprenditoriale italiano e noi siamo entusiasti di supportarle”.
“IFF è il motore VC dello spirito imprenditoriale e della spiccata anima tecnologica su cui fonda la nascita di Koinos Capital e la sua multi-strategy” aggiunge Francesco Fumagalli, Funding Partner di Koinos Capital SGR. “Una delle altre cose più uniche di questo team è anche un rientro dei cervelli importante, tutto il team di iItaliani lavorava tra Londra, San Francisco, Berlino ed è rientrato per venire ad accelerare il sviluppo dell’ecosistema. Con IFF intercettiamo a monte le innovazioni tecnologiche sostenendole e portandole sul mercato come leve di competitività per le aziende mid-market più tradizionali su cui investiamo come Private Equity, aiutandole a evolvere e aggiornarsi più rapidamente. Le nostre attività sui fondi di fondi ci permettono di tenere attive relazioni con i più importanti fondi al mondo, portandoli a co-investire sulle nostre eccellenze italiane. il successo di IFF è solo uno dei segnali che ci stanno portando a investire ancora di più nello sviluppo di una piattaforma e stiamo già lavorando a una serie di nuovi fondi per supportare ancora di più la tecnologia del nostro Paese e il suo spirito imprenditoriale”.
Chi sono i 100 founder di IFF
Tra gli oltre 100 founder coinvolti, tutti nomi di spicco, figurano i fondatori di alcuni dei più importanti player nel mondo digitale e imprenditoriale italiano. Unicorni ma anche aziende oggi quotate o exit di successo, e imprenditori dai 24 ai 65 anni provenienti da tutto il territorio, che hanno deciso di unirsi al progetto come: Giuseppe Amitrano (Dils), Gabriele Antonelli (SpazioDati), Marcello Ascani (Flatmates Agency), Alessandro Ballerio (Elmec Informatica), Michele Barbera (SpazioDati), Paolo Barletta (Arsenale Group), Luca Barsotti (Spazio Dati), Paolo Basilico (Kairos Group), Francesco Beraldi (Alkemy), Ludovico Callerio (Testbusters), Fabio Cannavale (lastminute.com), Michele Casucci (Certilogo), Pietro Cavalchini (RealStep), Michela Colli (TWT), Andrea Colombo (Tulou), Davide Dattoli (Talent Garden), Matteo de Brabant (JAKALA), Paolo De Nadai (WeRoad), Marco De Rossi (WeSchool), Luca De Vito (Link HR), Riccardo Donadon (H-Farm), Luca Ferrari (Bending Spoons), Luca Foresti (Santagostino), Alessandro Fracassi (Moltiply), Marco Franciosa (Next 14), Francesco Fumagalli (Koinos Capital), Andrea Giannangelo (iubenda), Enrico Giacomelli (Namirial), Carlo Gualandri (Soldo), Danilo Iervolino (Multiversity), Matteo Lai (Empatica), Elena Lanati (Indicon), Marco Magnocavallo (Tannico), Simone Mancini (Scalapay), Roberto Marazzini (Boolean Careers), Luca Mascaro (Sketchin), Giuliano Messina (SosTariffe), Andrea Mignanelli (Cerved Group), Giacomo Moiso (Fluentify), Roberto Nicastro (Banca Aidexa), Diego Palano (Spiagge.it), Daniele Perito (Faire), Jacopo Pertile (AzzurroDigitale), Marco Pescarmona (Moltiply), Stefano Portu (ShopFully), Ivan Ranza (Epicode), Daniele Ratti (Fatture in Cloud), Donato Romano (La Piadineria), Luca Rossettini (DOrbit), Enrico Saraval (Comdata), Federico Sargenti (Everli), Stefano Sirolli (RealStep), Davide Tavaniello (Hippocrates Holding), Paolo Tramonti (Bios Line), Fabio Troiani (BIP), Marco Trombetti (Translated), Marco Vittorelli (Openjobmetis), Francesco Zaccariello (Atida eFarma), Riccardo Zacconi (King.com), Giada Zhang (Mulan Group).COM



























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