IL RICORDO

Silvio Berlusconi e “Mister I”, il premier che volle il primo ministero dell’innovazione

Silvio Berlusconi non ha mai padroneggiato Internet ma ha sempre capito che sarebbe stato un motore di sviluppo. Per questo decise che il suo governo doveva avere un ministro dell’innovazione. Fu Lucio Stanca, manager di grande esperienza. La lezione? Un vero innovatore crea innovazione anche fuori dai settori che conosce

Pubblicato il 12 Giu 2023

Silvio Berlusconi e “Mister I”, il premier che volle il primo ministero dell’innovazione
Silvio Berlusconi e il primo ministero dell'Innovazione tecnologica
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Un sabato pomeriggio dell’autunno 2000, ero in piedi accanto a Silvio Berlusconi nella cucina di Villa San Martino, ad Arcore.

Su un tavolo della cucina avevo steso la bozza del manifesto 6×3 che riguardava la scuola. Lo slogan era: “Per una scuola che prepari davvero al futuro” sopra il quale avevo scritto questa sequenza: italiano, inglese, internet, impresa.
Dovevamo assolutamente licenziare il manifesto perché eravamo già troppo in avanti rispetto ai tempi di stampa, di diffusione e di affissione in tutta Italia. Berlusconi guarda il manifesto e mi dice: “Tutto bene, Antonio. Solo, per favore, togli italiano. Bastano impresa, inglese, internet.”.

Silvio Berlusconi e Mister I, il futuro ministro dell’innovazione

Gli rispondo che italiano mi sembra necessario, perché indica la tradizione, la cultura, e poi noi siamo Forza Italia…al che lui mi risponde che ho ragione, ma lo scopo del manifesto era di indicare le novità, gli impegni per una scuola nuova, adeguata ai tempi, mentre l’italiano nella scuola c’era già. Così nacque il manifesto con le “tre I” inglese, internet e impresa, e da lì in poi Berlusconi iniziò a parlare nei suoi interventi pubblici di “Mister I”, il futuro ministro dell’innovazione del suo nuovo governo.
Berlusconi, come è noto, non ha mai padroneggiato direttamente il web, anche se negli ultimi anni si era abituato a usare l’Ipad. Tuttavia, da uomo curioso e precursore dei tempi, già da fine 1994 aveva dotato le strutture di collegio elettorale di Forza Italia di accesso alla rete e sei anni dopo era pienamente consapevole che il web sarebbe stato un motore di sviluppo, anche se in un modo a lui non direttamente comprensibile, e quindi il suo governo doveva avere un ministro dell’innovazione.

Silvio Berlusconi e la scelta di Lucio Stanca

Da qui la scelta di Lucio Stanca. Un gentiluomo e una persona con grande esperienza nel settore. Lucio è stato un esemplare ministro per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e Berlusconi III, definendo l’indirizzo e  coordinando la politica del governo in materia di sviluppo e di impiego dell’ICT nel Paese.
Nato a Lucera nel 1941, laureato in Economia alla Bocconi, poi presidente e amministratore delegato di IBM Italia, da ministro Stanca ha saputo allestire una struttura ministeriale che prima non c’era e con pazienza coordinare e collaborare con i vari ministri. In questo modo ha creato le premesse per una serie di innovazioni quali, per esempio, l’avvio della sanità digitale, il regolamento per le università online, l’uso dell’open source nella pubblica amministrazione, il Codice della amministrazione digitale e, naturalmente, la Legge Stanca sulla accessibilità dei siti internet della pubblica amministrazione, dalla quale è nato il blog Tecnologia Solidale su EconomyUp.
Conclusa l’esperienza ministeriale, Lucio Stanca è stato amministratore delegato della Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A. Attualmente è vicepresidente e tesoriere dell’Aspen Institute.
Lucio Stanca

Il vero innovatore crea innovazione anche nei settori che non conosce

Questa è storia. La lezione che rimane è che il vero innovatore è tale non solo perché capace di innovare nei settori che ben conosce (come Berlusconi ha fatto nell’edilizia, nella grande distribuzione, nella televisione, nel calcio e nella politica) ma anche di avviare innovazione anche nei settori che non conosce, ma che avverte essere rilevanti, senza arroccarsi nella difesa del passato e senza timore del cambiamento.
La scelta di creare per la prima volta in Italia il ministero dell’innovazione ne è stato un esempio. Per certi versi è analogo a quanto Berlusconi fece dando fiducia alla proposta di Ennio Doris, di creare un nuovo modello di banca, senza sportelli fisici.
Oggi Silvio ed Ennio si sono ritrovati. Chissà quali innovazioni porteranno in Cielo.

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Antonio Palmieri

Antonio Palmieri

Antonio Palmieri, fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido. Sposato, due figli, milanese, interista. Dal 1988 si occupa di comunicazione, comunicazione politica, formazione, innovazione digitale e sociale. Già deputato di Forza Italia
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