Condivisione e intermodalità: la nuova mobilità in una ricerca EY

Gli italiani conoscono i servizi di car e bike sharing ma non modificano le loro abitudini. Sono interessati a pacchetti di servizi ma non rinunciano all’auto di proprietà. L’indagine fa emergere però opportunità di business da sviluppare in una logica di ecosistema fra aziende private e istituzioni pubbliche. Ecco i numeri

Pubblicato il 22 Mag 2018

Condivisione e intermodalità: la nuova mobilità in una ricerca EY
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Gli italiani cononoscono car sharing e bike sharing ma li usano ancora poco. Sentono l’esigenza di un sistema di trasporti integrato ma prediligono ancora l’auto di proprietà. Pensano che le vetture a guida autonoma saranno più sicure ma le immaginano in un futuro ancora lontano. È un panorama dinamico ma ancora fortemente ancora alla tradizione quello che emerge dalla nuova ricerca sulla nuova mobilità realizzata da EY e presentata a Milano in occasione del convegno La Mobilità del Possibile – proposte per l’Italia. Appunto, dall’analisi del mercato alla proposizione di azioni da compiere individuate insieme a CEO delle aziende Auto, Trasporto e Mobilità e rappresentanti delle istituzioni. Filo conduttore:  Mobility as a Service. Come svilupparla e dove trovare le risorse per finanziarla sono stati i temi al centro del confronto.   “L’adozione del digitale, l’innovazione tecnologica e la crescente convergenza tra i settori rappresentano un passaggio obbligato di cambiamento per il settore della mobilità», dice Donato Iacovone, Amministratore Delegato di EY in Italia e Managing Partner dell’area Mediterranea. «Una sfida che, come in altri comparti, può essere vinta solo attraverso una continua attenzione allo sviluppo e alla trasformazione delle competenze”.

Donato Iacovone, CEO EY Italia
Che cosa emerge dalla nuova EY svolta su un campione di 1.500 consumatori? Gli italiani conoscono i servizi di sharing mobility, soprattutto nelle grandi città: a Roma, ad esempio, il 76,8% del consumatori conosce il car sharing contro il 72,7% dei milanesi, mentre il 62,4% dei romani conosce il bike sharing contro il 57,9% dei milanesi. Inoltre, tra coloro che hanno utilizzato questi servizi il 95% si dichiara soddisfatto (il 46,4% molto soddisfatto). Ma la mobilità condivisa non sembra avere un impatto sulle abitudini: il 90,9% non le ha modificate, il 4,1% ha rinunciato all’unica auto di famiglia, l’1,4% a cambiare l’auto di famiglia e l’1,4% alla seconda auto.

Qui puoi leggere la ricerca EY sulla mobilità

Lo studio evidenzia un bisogno di intermodalità: oltre la metà degli italiani (53,9%) sono interessati ad utilizzare un pacchetto trasporti o un’unica tessera che racchiuda mezzi e servizi necessari ai suoi spostamenti: bus/tram/metro urbano (78,8%), parcheggio (39,6%), treno (38,4%), ma anche sconti nei negozi (30,4%), per l’ingresso a mostre e musei (21,5%) o nei ristoranti (21%). Quanto invece all’auto a guida autonoma, il 42,4% degli italiani è interessato ad utilizzarla, il 29,4% ritiene che renderà gli spostamenti più sicuri e il 58,9% pensa che la utilizzeremo in un futuro ancora lontano.  «Questi dati confermano che i nuovi servizi di mobilità hanno ampi margini di sviluppo nel nostro Paese. Abituati alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie in tutti i campi, i consumatori italiani desiderano una mobilità integrata, innovativa, che risponda alla loro esigenza di semplicità, comodità e velocità nello spostamento», spiegaDichiara Paolo Lobetti Bodoni, Med Automotive & Transportation Leader di EY. «E soprattutto guardano alla qualità del tempo di viaggio e alla possibilità di fare altre cose mentre si spostano, come comunicare o acquistare. Sviluppare una mobilità moderna nel nostro Paese si può, partendo da priorità quali la collaborazione tra pubblico e privato, la definizione di nuove e più adatte forme di fiscalità, la creazione di un ecosistema della mobilità».

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