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Startup, quando il supporto arriva dagli strumenti pubblici

L’Osservatorio Startup High Tech ha realizzato una ricerca sull’adozione da parte delle startup italiane delle iniziative promosse dallo Stato. Ecco quanto influiscono sulla crescita delle giovani imprese innovative

Pubblicato il 10 Lug 2017

Startup

Ci sono molti strumenti pubblici a sostegno delle startup. Per citarne alcuni: registro per le startup innovative, Fondo di Garanzia, credito d’imposta per R&D e via dicendo. Una domanda però è d’obbligo: quanti e quali sono effettivamente adottati e utili per le giovani imprese? L’Osservatorio Startup High Tech, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, ha realizzato una ricerca a inizio 2017 sull’adozione degli strumenti pubblici da parte delle startup italiane. Secondo quanto riporta Startupbusiness il campione di riferimento incluso nella ricerca comprende la popolazione delle startup hitech italiane finanziate da investitori sia formali che informali. Tale caratteristica legata agli investimenti ricevuti, secondo l’Osservatorio, è uno dei fattori di differenziazione e di qualità.

La Survey che è stata proposta all’intera popolazione di startup hi-tech italiane finanziate (117), ha fatto emergere come il 30% di queste (35) non siano nemmeno iscritte alla Sezione Speciale “Startup Innovative” del Registro delle Imprese, e dunque non usufruiscano di alcun incentivo pubblico per tale tipologia di impresa, contro il 70% di startup iscritte (82). Va sottolineato che, come risultava da precedente indagine dell’Osservatorio, il 30% del totale degli investimenti 2016 è andato a startup che non sono iscritte all’apposito registro di Stato.

Tra le startup non iscritte al registro (35), il 4% sono nate nel 2016, il 21% nel 2015, il 12% nel 2014, il 21% nel 2013 e il 42% nel 2012. Da ciò si deduce che l’iscrizione o meno al Registro non è influenzata dall’anno di fondazione della startup (per cui la ragione principale della non iscrizione non è la mancanza di tempo dovuta alla recente nascita della realtà), ma risulta essere una presa di posizione da parte della startup stessa, che in un gran numero di casi sceglie di iscriversi come pmi innovativa. Altri motivi importanti sono rappresentati dalla percezione che tale iscrizione non aggiunga alcun valore alla startup, sia rispetto alla sua forza imprenditoriale che alla sua capacità di fundraising.

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