Tech Europe Foundation è pronta, l’architettura operativa è completa con il terzo tassello: il fondo di investimento, che ha come CEO Nico Valenti Gatto, già Operating Director di B4i – Bocconi for Innovation e amministratore delegato di B4i Fund.
Accanto alla fondazione non profit, che coordina i programmi di supporto all’imprenditorialità ed è presieduta da Ferruccio Resta, e a TEF Bridge, il braccio commerciale che raccoglie l’eredità di PoliHub e gestisce gli spazi, il co-working e i programmi rivolti alle imprese (guidato da Giovanni Aicardi), entra in attività Tech Europe Foundation Fund, il veicolo finanziario nato dal passaggio di B4i Fund nell’ecosistema TEF, che dovrà affiancare con capitale le startup e i team che maturano nei programmi di Tech Europe Foundation.
Questa configurazione dovrebbe dare la spinta necessaria al disegno (che trova le sue prime mosse nel 2017) e che vede protagonisti Università Bocconi, Fondazione Politecnico di Milano, ION Foundation, FSI e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
Non si tratta, quindi, solo di un cambio di denominazione. Tech Europe Foundation Fund completa, infatti, il presidio finanziario di una realtà che riunisce le attività di sostegno all’imprenditorialità sviluppate negli anni da B4i e PoliHub. Così TEF punta a dare maggiore continuità al percorso che porta dai progetti tecnologici alla crescita delle startup.
Con la scelta di Valenti Gatto mette alla guida del fondo un manager che ha conosciuto entrambi i lati della filiera: l’accompagnamento dei founder e l’investimento venture. Dal 2019 è stato Operating Director di B4i, l’hub imprenditoriale della Bocconi, e amministratore delegato di B4i Fund. Con il nuovo incarico prosegue nel perimetro TEF il lavoro svolto fin dalla nascita della piattaforma Bocconi.
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Da B4i Fund a Tech Europe Foundation Fund
B4i Fund è una SIS, una società di investimento semplice regolata dalla Banca d’Italia, costituita per affiancare le startup emerse dai programmi di B4i. Il passaggio alla Tech Europe Foundation colloca il fondo in un progetto più ampio. La fondazione è stata presentata a gennaio come una piattaforma non profit con l’obiettivo di unire le competenze di business della Bocconi e la vocazione deep tech del Politecnico di Milano, per aumentare massa critica, qualità della pipeline e capacità di attrazione internazionale.
Il contesto resta quello di un sistema italiano nel quale la qualità della ricerca non sempre si traduce in imprese capaci di arrivare al mercato e ai round successivi. È qui che il fondo può assumere un ruolo specifico: collegare più stabilmente il lavoro di formazione e accelerazione con la disponibilità di capitale e con il confronto con investitori esterni. Il punto sarà capire se l’integrazione tra le diverse componenti di TEF riuscirà a rendere il percorso meno frammentato, senza restringere il bacino delle opportunità.
Il percorso di Nico Valenti Gatto
Valenti Gatto è laureato in Economia e management all’Università Bocconi e ha conseguito un MBA alla Cass Business School, oggi Bayes Business School. Prima di rientrare a Milano ha maturato esperienze nell’innovazione e nel business development di Edenred, tra Londra e Parigi, e nel venture capital europeo con Partech, dove si è occupato di relazioni con investitori corporate, sviluppo del portafoglio e attività di investimento.
In B4i ha lavorato alla costruzione di un’infrastruttura aperta a studenti, alumni e team esterni alla Bocconi, con programmi di pre-accelerazione, accelerazione e corporate entrepreneurship. La sua esperienza, come indicato dalla stessa organizzazione, comprende dodici anni nel venture capital. A luglio, nel bilancio di sette anni di attività, B4i ha indicato quasi 5mila candidature, oltre 800 founder supportati, 80 startup accelerate, quasi 100 milioni di euro raccolti dalle società del network e oltre 500 posti di lavoro creati.
Questo patrimonio di relazioni, competenze e casi di investimento costituisce il punto di partenza del nuovo incarico. Per Tech Europe Foundation Fund la sfida sarà trasformarlo in una funzione finanziaria capace di lavorare con la nuova piattaforma, mantenendo il rigore dell’investitore e l’attenzione ai tempi, ai rischi e alle necessità delle giovani imprese tecnologiche.


























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