Stefano Buono è riuscito a portare sul mercato dei capitali americano una delle poche deep tech nucleari cresciute in Europa: Newcleo ha debuttato sul Nasdaq Global Select Market. E un’altra deep tech europea va alla ricerca di capitali americani per crescere. Come continua a ripetere Mario Draghi, “Il gap tecnologico è forse la più importante debolezza della UE” . E le cronache lo confermano.
Per il fisico e imprenditore italiano si tratta di un ritorno a Wall Street: aveva fondato Advanced Accelerator Applications, quotata al Nasdaq nel 2015 e acquisita da Novartis nel 2018 per 3,9 miliardi di dollari.
Il nuovo passaggio ha una scala industriale ancora più impegnativa. La business combination tra newcleo e la SPAC NewHold Investment Corp III si è chiusa con 247 milioni di dollari di proventi lordi e una valutazione pre-money di circa 2,4 miliardi: sarà il prezzo di Borsa a determinare, seduta dopo seduta, la capitalizzazione riconosciuta dal mercato. Il Nasdaq ha confermato la sostituzione dei titoli NewHold con le azioni e i warrant di newcleo a partire dal 22 settembre. Il capitale servirà a far avanzare i reattori modulari veloci raffreddati al piombo e la produzione di combustibile MOX in Europa e negli Stati Uniti.
Per l’innovazione italiana ed europea, il segnale è duplice. Competenze scientifiche e industriali nate fra CERN, ENEA e filiera nucleare possono sostenere una società da miliardi; il capitale necessario a scalarle continua però a trovarsi più facilmente fuori dall’Unione.
Il risultato dell’operazione si misurerà dopo il debutto, nella capacità di newcleo di trasformare i 247 milioni in prove tecniche, licenze e contratti capaci di attirare i miliardi successivi.
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La storia di newcleo, dal CERN alla filiera industriale
newcleo è stata fondata nel settembre 2021 da Stefano Buono, Luciano Cinotti ed Elisabeth Rizzotti. Buono aveva lavorato al CERN con il premio Nobel Carlo Rubbia prima di creare Advanced Accelerator Applications; Cinotti portava una lunga esperienza nei reattori veloci raffreddati al piombo; Rizzotti univa formazione in fisica e competenze manageriali e finanziarie. La società è partita con un round da 118 milioni di dollari e l’acquisizione del portafoglio tecnologico di Hydromine, poi ha costruito una struttura integrata acquisendo competenze di ingegneria e manifattura nucleare.
Prima dell’accordo con òa SPAC NewHold aveva già raccolto circa 780 milioni di dollari di capitale privato. Oggi il gruppo ha più di 900 collaboratori tra Europa e Stati Uniti, oltre cento partnership industriali e più di un miliardo di dollari raccolto includendo l’operazione con NewHold. La capogruppo quotata è costituita in Inghilterra e Galles, mentre ricerca, progettazione e produzione restano distribuite soprattutto fra Francia e Italia, con una presenza crescente negli Stati Uniti.
Una scaleup cresciuta con il ritorno del nucleare avanzato
newcleo si è sviluppata mentre la politica industriale tornava a finanziare il nucleare di nuova generazione. Il programma France 2030 ha destinato un miliardo di euro ai piccoli reattori modulari e alle tecnologie avanzate, con 500 milioni per l’emersione di nuovi progetti di fissione e fusione. Il progetto di newcleo è stato selezionato dal bando per i reattori innovativi, collocando in Francia il nucleo del proprio percorso autorizzativo e industriale.
Anche Bruxelles ha cambiato passo. Nel marzo 2026 la Commissione europea ha presentato una strategia per accelerare SMR e reattori modulari avanzati, con l’obiettivo di portare i primi progetti europei in esercizio all’inizio degli anni Trenta. Il quadro pubblico riduce alcuni rischi di filiera e autorizzazione, ma non sostituisce il capitale privato necessario a trasformare progetti, brevetti e impianti sperimentali in attività industriali.
Che cosa finanzierà il capitale raccolto
Il primo impiego dichiarato dei nuovi fondi è PRECURSOR, il dimostratore non nucleare da 10 MW termici in installazione al Centro ricerche ENEA del Brasimone, sull’Appennino bolognese. La macchina usa resistenze elettriche al posto del combustibile e serve a verificare il comportamento integrato del piombo liquido, dei generatori di vapore, dei sistemi di controllo e della rimozione del calore.
Secondo ENEA, il progetto deve riprodurre gli aspetti tecnologici, termofluidodinamici e funzionali di un reattore senza usare materiale radioattivo. È una tappa di qualifica, non una centrale elettrica.
In Francia il programma comprende un impiantoi in Indre-et-Loire e un altro nell’Aube. Negli Stati Uniti l’architettura di riferimento è un reattore da 480 MW termici e 200 MW elettrici. Il dossier della Nuclear Regulatory Commission descrive un impianto a piscina nel quale il piombo opera come refrigerante primario a pressione atmosferica; la società ha aperto un confronto preliminare anche per una fabbrica di combustibile MOX ( è una miscela di ossido di uranio naturale ed ossido di plutonio che in alcuni reattori viene usato come sostituto del più comune e largamente diffuso ossido di uranio).
La logica tecnologica combina due elementi. Lo spettro neutronico veloce consente di utilizzare in modo diverso i materiali nucleari recuperati, mentre il MOX mescola ossidi di uranio e plutonio ottenuti attraverso il riprocessamento. Il progetto punta al multi-riciclo e alla riduzione della quantità e della radiotossicità dei residui destinati allo smaltimento finale.
Non elimina però il problema delle scorie e della loro gestione, così come di materiali e impianti del ciclo: disponibilità del combustibile, autorizzazioni, costi e infrastrutture di riprocessamento restano parti essenziali del modello.
Autorizzazioni e costi misurano la distanza dal mercato
Il percorso francese ha prodotto un primo riscontro regolatorio. Nel luglio 2026 l’Autorité de sûreté nucléaire et de radioprotection ha giudicato soddisfacenti, allo stadio delle opzioni di sicurezza, le scelte proposte per la fabbrica MOX. L’autorità ha chiesto ulteriori giustificazioni su caduta di un aereo, sviluppo di un incendio e confinamento. Si tratta di un passaggio preparatorio alla futura domanda di autorizzazione, non del via libera alla costruzione.
Negli Stati Uniti il confronto con la NRC è ancora nella fase di pre-application avviata nel marzo 2026. Il piano di interlocuzione depositato per l’LFR-AS-200 non costituisce una richiesta di licenza e, nella scheda del regolatore, risulta presentato senza domanda di revisione. Questi passaggi servono a ridurre l’incertezza prima della procedura formale, ma tempi e condizioni dell’autorizzazione restano da definire.
Anche la scala finanziaria va letta con cautela. La Commission nationale du débat public indica per il reattore dimostrativo e la fabbrica MOX francesi un costo complessivo stimato fra 5 e 7 miliardi di euro. I 247 milioni raccolti al Nasdaq finanziano quindi traguardi intermedi, attività regolatorie e sviluppo della filiera; non coprono l’intero programma.
Il prospetto depositato alla SEC chiarisce inoltre che newcleo non ha ancora costruito impianti LFR o fabbriche MOX e non ha contratti vincolanti con clienti per gestirli. Nel 2025 il gruppo ha registrato 32,8 milioni di euro di ricavi, provenienti dalle attività industriali della filiera già operative, e una perdita netta di 140 milioni; a fine anno disponeva di 105,3 milioni di cassa. Il nuovo capitale allunga la capacità di esecuzione, ma la società dovrà tornare a finanziarsi per arrivare alla fase commerciale.
newcleo e la debolezza strutturale dell’Europa
La scelta americana di newcleo coincide con una debolezza strutturale dell’Europa. L’Investment Report 2025/2026 della Banca europea per gli investimenti stima in 80 miliardi di euro l’anno il divario di finanziamento nelle fasi avanzate. Fra il 2023 e il 2025 le IPO nell’Unione europea hanno raccolto in media 8,6 miliardi di dollari l’anno; nel solo 2025 il mercato statunitense ne ha raccolti 68. Lo stesso rapporto rileva che il 33% delle scaleup dell’UE preferisce quotarsi all’estero, soprattutto negli Stati Uniti.
newcleo segue quel percorso senza spostare oltreoceano l’intera base industriale. Usa la profondità del mercato americano per finanziare laboratori, impianti, competenze e procedure che restano in larga parte europee, mentre apre una seconda traiettoria industriale negli Stati Uniti. La quotazione rende inoltre le azioni una possibile moneta per acquisizioni e partnership future, un vantaggio importante per un gruppo cresciuto integrando aziende della filiera.
Il conto arriva insieme al capitale. Tempi autorizzativi, avanzamento di PRECURSOR, accordi commerciali, spesa e nuove emissioni di azioni saranno valutati in tempo reale. La forte riduzione della cassa proveniente dal trust di NewHold rispetto alle attese iniziali mostra che Wall Street concede accesso a risorse più ampie, ma lascia agli investitori la possibilità di ritirarsi prima del closing e di correggere rapidamente le valutazioni.




























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