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Nomadi digitali

Startup, le mete da sogno dove lavorare senza stress

05 Mar 2015

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Spazi di co-working in riva al mare, una seduta di yoga tra una conference call e l’altra: i paradisi professionali per le startup esistono. Da Bali all’arcipelago delle Fiji alle coste del Marocco: su NomadList.com tutti i luoghi paradisiaci per gli imprenditori che vogliono aumentare la produttività rilassandosi

La costa marocchina dove sorge lo spazio di co-working The Blue House
I paradisi per startup esistono. Non si tratta di rifugi esentasse, ma di posti idilliaci nei quali è possibile lavorare in riva al mare, fare yoga tra una conference call e l’altra, abbassare i livelli di stress e aumentare la produttività. E, magari, risparmiare pure. Certo non ci si deve aspettare di trovare il network di Londra, San Francisco o di altre capitali tecnologiche, ma stanno sorgendo piccole comunità di startupper che cominciano a far sistema. Molti giovani imprenditori stanno accogliendo la sfida di staccarsi dalle metropoli affollate e scegliere luoghi più tranquilli per avviare il loro business, con il pc sotto il braccio al posto della valigia di cartone. Le località che hanno puntato sull’imprenditoria tecnologica garantiscono, infatti, una buona connessione wi-fi persino in spiaggia o nelle riserve naturali. Il fenomeno sta crescendo tanto che un giovane imprenditore di Amsterdam, Pieter Levels, 28 anni, ha deciso di stilare una lista online delle migliori città per vivere e lavorare in remoto, con dati interattivi che possono essere aggiornati dagli utenti. Nomad List offre informazioni sul costo della vita, il clima, il divertimento notturno, il fuso orario e la densità dei coffeeshop con wi-fi. “Considerando che sempre più lavori possono essere svolti in remoto con una connessione – dice Levels al Telegraph – è diventato logico per quelli della nostra generazione (nati dopo il 1980) cercare il posto nel quale si può avere la vita migliore al costo più basso”.

– Copernico: qui si fa startup tra cinema, parco e caffè

Nessuno, ad esempio, in passato avrebbe pensato di andare a Bali, in Indonesia, per lavorare. Oggi, però, l’isola dell’Oceano Indiano conta una comunità di oltre 200 startupper che gravitano intorno a Hubud, lo spazio di co-working ideato da Steve Munroe, John Alderson e Peter Wall. Una specie di villa in stile indonesiano con piscina privata, cucina interna, attività di yoga ed esplorazione ogni 30 minuti. Il tutto a costi sicuramente più bassi rispetto agli standard dei Paesi europei ed americani.

I “nomadi digitali” in cerca di nuovi stimoli e nuove opportunità apprezzeranno anche l’iniziativa “This is your life change” che permetterà a sei fortunati di frequentare un boot camp nell’isola vulcanica di Vorovoro, appartenente all’arcipelago delle Fiji, nel sud dell’Oceano Pacifico. Oltre 2600 persone, provenienti da 57 Paesi, hanno partecipato alla selezione che si chiuderà il prossimo 14 marzo. In palio c’è un pacchetto del valore di 200 mila dollari che comprende il soggiorno di due settimane nell’isola tropicale, un percorso motivazionale per cambiare vita, un personal trainer per l’allenamento fisico e un business coach che aiuterà i candidati a realizzare il loro sogno nel cassetto e avviare la loro impresa.

Per chi invece vede queste mete esotiche troppo lontane, ci sono località che offrono lo stesso stile di vita a pochi passi dai centri metropolitani europei. Uno di questi è The Blue House, uno spazio di co-working a Taghazout, un piccolo villaggio a nord di Agadir, sulla costa sud-ovest del Marocco. Il luogo ideale soprattutto per gli amanti del surf, nel quale si può sorseggiare il caffè sulle poltrone in stile marocchino degli spazi di lavoro o affrontare le onde del mare mentre si è in attesa per un meeting. Per un mese di affitto, tutto compreso, si spende 1200 euro, in confronto ai 1590 euro di Parigi (a parità di servizi), 1900 euro di Londra e 2000 euro di Stoccolma, secondo le stime riportate dallo stesso sito The Blue House.

Per una breve evasione dalla routine quotidiana fatta di calendari fitti di appuntamenti e di documenti da revisionare, c’è chi ha pensato di abbinare lezioni di surf a conferenze sul settore hi tech. Pochi giorni dopo il Web Summit di Dublino, 200 tra imprenditori, investitori, giornalisti e surfisti professionisti si sono dati appuntamento al Surf Summit per una tre giorni di esplorazione della costa ovest dell’Irlanda, di surf, sport e incontri business.

Fra pochi giorni, dal 25 al 28 marzo, ci sarà un altro appuntamento riservato agli startupper dei Paesi nordici che vogliono godersi il sole della Spagna, in particolare di Murcia. L’evento è stato organizzato dal team di ArticStartup, un blog che si occupa delle imprese digitali del nord Europa (Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Estonia, Lettonia, Lituania e parte della Russia), che ha pensato di mettere su un aereo 50 startup e portarle al caldo del sud spagnolo. Sono previsti workshop, incontri faccia a faccia, conferenze e meeting con investitori spagnoli e non.

Se si vuole sposare la filosofia latina “mens sana in corpore sano” le opportunità non mancano e molte città, prima soltanto turistiche, sono ben contente di aprire le porte a comunità di startupper alla ricerca del loro piccolo paradiso.

 

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