Turismo, ecco perché le startup e l'innovazione possono guidare la ripartenza - Economyup

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Turismo, ecco perché le startup e l’innovazione possono guidare la ripartenza



Realtà aumentata, realtà virtuale, intelligenza artificiale stanno facendo il loro ingresso nell’industria del turismo e possono contribuire alla ripresa dopo la pandemia. Un ruolo decisivo potranno giocarlo le startup.

di Cristina Crupi

09 Ago 2021


Photo by Peter Conlan on Unsplash

Le startup del turismo possono contribuire alla ripresa dell’economia post-Covid19 grazie all‘innovazione che sono in grado di portare. Un altro inverno difficile è ormai alle spalle, un inverno che purtroppo ci ha costretto ancora ad osservare importanti restrizioni e molte interruzioni lavorative, in attesa del vaccino che, finalmente, sta contribuendo a restituire un po’ libertà ed un po’ di normalità.

Nell’anno horribilis del turismo – forse il più difficile di sempre – il settore che vale circa 93 miliardi di euro, ovvero un’industria fondamentale per l’Italia – ha perso oltre 14 miliardi di euro.

Anche le “Startup-Turismo”, ovvero quelle le startup introdotte dal legislatore (con l’articolo 11 bis del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83) come figure speciali, hanno segnato una battuta d’arresto improvvisa.

Le startup del turismo in Italia

L’ultimo report del MISE, (ovvero primo trimestre 2021), indica 73 startup-turismo iscritte al registro speciale delle imprese. Un numero che può sembrare ancora molto basso, ma non tutte quelle che operano nel settore vengono indicate necessariamente nella medesima categoria. Molte ricadono nelle categorie dei “servizi alle imprese”, o del “commercio” oppure dei “trasporti”.

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Turismo/Hospitality/Food

Hanno sede quasi tutte in Lombardia, ma una crescita degna di nota si registra in Puglia, regione che ha molto investito negli ultimi anni proprio sul turismo. Offrono in particolare servizi di digital marketing & content (oltre 20%), experience provider (oltre 18%), tecnology provider (16%) ma anche marketplace, tour operator, accomodation ecc..  Il 63% ha un modello di business misto, ovvero rivolto sia alle imprese (B2B) sia al turista (B2C).

Purtroppo il 50% di esse stima di aver dimezzato il proprio fatturato, mentre 1/3 stima una perdita subita del 75%.

Startup turismo, il dinamismo di fronte alla crisi

Ma grazie al dinamismo tipico delle startup e grazie alla resilienza, che tutto il comparto dell’innovazione ha dimostrato durante la pandemia, 2/3 ha sviluppato un nuovo prodotto o servizio e 1/3 ha compiuto un pivot (Dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano e dell’Associazione Startup Turismo, Survey Annuale 2020).

E sì, perché in questa fase di ripresa del Paese, le imprese innovative – più di altre società – si sono dimostrate capaci di cogliere nuovi bisogni, di dare nuove risposte e creare nuove opportunità.

Le nuove tecnologie sono chiamate – ora più che mai – a fornire soluzioni per i nuovi bisogni emersi. E le startup turistiche hanno risposto positivamente a questa sfida. Le startup turistiche hanno creato soluzioni innovative sia per per migliorare la experience dei turisti sia per migliorare l’operatività e la gestione delle attività degli operatori professionali.

Le tecnologie per rilanciare i viaggi e non solo

Ecco, quindi, che tecnologie come realtà aumentata, realtà virtuale, intelligenza artificiale fanno ingresso massiccio anche nelle agenzie viaggi per creare l’ispirazione giusta al viaggio. Grazie a queste tecnologie, indossando un visore, il  turista è proiettato nei luoghi dei desideri, ne assapora in anteprima qualche passaggio ed è pronto a partire.

L’intelligenza artificiale permette di selezionare i dati, i desiderata, le opzioni possibili, per offrire al turista il miglior viaggio possibile. Soluzioni innovative permettono ai viaggiatori di organizzare la propria vacanza a prezzi vantaggiosi attraverso giftcard scontate, travel bond, oppure travel card garantite, tutti servizi figli di questa fase post Covid che stiamo vivendo. Sistemi di prenotazione digitale per spiagge e per luoghi di interesse artistico sono diventati fondamentali. Servizi di smart check-in/out consentono alle strutture ricettive di gestire l’accettazione dei clienti online.

Anche il comparto extra alberghiero – ovvero quello legato al food, così come al transfer, che conta circa 200 mila host privati e 20 mila operatori professionali – si affida alle società innovative, anzi esso gode di quasi il 70% delle nuove tecnologie proposte dalle start-up del settore turistico.

Un nuovo modo di fare turismo dunque, dove le vecchie pratiche ed i vecchi modelli devono necessariamente abbracciare le nuove soluzioni ad alto valore tecnologico proposte dalle startup del settore che, quindi, diventano cruciali per la ripresa economica del Paese. E che – oggi più che mai – è fondamentale sostenere per accelerare il processo di messa a terra di azioni a supporto della fase che stiamo vivendo.

Cristina Crupi

Fondatrice dello Studio Legale Crupi, è un’esperta di Diritto civilistico e societario, specializzata in startup, PMI e Innovazione. È Partner e Legal Expert per PoliHub. Autore di "Il Codice delle…