Investire in startup innovative: tutte le agevolazioni per privati e società | Economyup

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Investire in startup innovative: tutte le agevolazioni per privati e società



Investire in startup è un modo per diversificare un portafoglio e sostenere l’innovazione. Ecco quali sono le agevolazioni previste, quando decadono e a che cosa prestare attenzione. Con tre consigli pratici

di Cristina Crupi, avvocato

20 Gen 2021


Photo by Mikhail Pavstyuk on Unsplash

Investire in startup innovative è un fenomeno sempre più interessante e crescente. Nel 2020 in Italia sono stati fatti investimenti per un valore di circa 790 milioni di euro. E sono ormai molti gli incentivi per chi investe in questo tipo di imprese.

Due le macro tipologie di investitori, i cosiddetti “qualificati” ed i cosiddetti “non qualificati”. Nella prima categoria rientrano società con scopo di lucro che investono in modo strutturato e con team di professionisti: sono i Venture Capital, le grandi imprese, gli incubatori, i fondi di investimento ecc.. Nella seconda categoria rientrano, invece, i soggetti privati, dai Business Angel a ciascuno di noi, che decidono di investire sulle startup per diversificare il loro portafoglio, per passione o per contribuire – anche con poco – alla crescita di una società e, più in generale, al processo di innovazione del Paese.

La normativa italiana dedicata alle Startup Innovative, quelle iscritte agli speciali registri delle Camere di Commercio, prevede incentivi fiscali per tutti i soggetti che vogliano effettuare investimenti nel capitale sociale di imprese qualificate come Startup o PMI Innovative, siano essi soggetti IRPEF oppure IRES, privati o società quindi.

Investire in startup, le agevolazioni per le persone fisiche

Le persone fisiche (fiscalmente IRPEF) hanno la possibilità di detrarre nella dichiarazione dei redditi annuale un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una start up innovative. purché sia mantenuto l’investimento almeno per 3 anni. In questo periodo è garantito il mantenimento dell’agevolazione anche qualora la società dovesse perdere la qualifica di startup innovativa. Il limite quantitativo massimo dell’investimento per la detrazione è fissato in 1.000.000  di euro l’anno.

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Con l’entrata in vigore del Decreto Rilancio (DL. 19 maggio 2020 n. 34) per le sole persone fisiche – e non per le persone giuridiche – è prevista una detrazione al 50% fino a 100mila euro di investimento, mentre, per la parte eccedente tale somma. restano valide le detrazioni al 30% (Ad esempio: se investo in una startup 150mila euro, avrò diritto ad una detrazione del 50%  per 100.000,00 e a una detrazione del 30% per i restanti 50mila). Questa agevolazione è in vigore dal 19 maggio 2020 e non è retroattiva, pertanto è valida per le sottoscrizioni effettuate dopo quella data.

Per usufruire delle agevolazioni suddette occorre presentare il modello Persone Fisiche, e non il modello 730, e alla voce “Detrazioni per investimenti in startup” bisognerà inserire i dati della dati della startup o della PIMI e la tipologia di investimento – diretto o indiretto – ovvero effettuato mediante un organismo di investimento collettivo oppure mediante società di capitali che investe prevalentemente in startup, bisognerà indicare anche l’ammontare dell’investimento agevolabile ed il codice identificativo dell’investimento.

Investire in startup, le agevolazioni per le persone giuridiche

Le persone giuridiche (fiscalmente IRES) che investono in startup innovative hanno la possibilità di escludere dal reddito imponibile un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una o più startup. Il limite massimo di investimento consentito rimane pari a euro 1.800.000 annui e, così come per le persone fisiche, è richiesto il mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni ed è garantito il mantenimento dell’agevolazione anche qualora la società dovesse perdere la qualifica di startup innovativa in questo arco di tempo.

Le società per usufruire dell’agevolazione dovranno compilare il modello Redditi SC e inserire gli importi investiti nella startup o nella PMI innovative nel quadro RS dal rigo “RS 160” a “RS 179”.

Investimenti diretti o tramite altri organismi

Vale la pena chiarire che la detrazione è riconosciuta sia che l’investimento sia effettuato senza intermediazione sia che sia effettuato tramite OICR (ovvero Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) oppure tramite  SICAV (ovvero Società di Investimento a Capitale Variabile). A rilevare è solo la distinzione tra l’essere investitore IRPEF o IRES. Non rileva invece lo strumento con il quale si effettua l’investimento. Le agevolazioni quindi restano quelle sopra descritte sia che si investa direttamente in una startup sia che si investa tramite piattaforme di crowdfunding o altri intermediari.

Quando e come decadono le agevolazioni

L’investitore – sia esso soggetto IRPEF o IRES – può decadere dal diritto alle agevolazioni suddette se, entro 3 anni dalla data in cui ha effettuato l’investimento – si verifica una delle seguenti condizioni:

1) la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle quote ricevute in cambio dell’investimento effettuato

2) la riduzione di capitale e/o la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovraprezzo di emissione delle azioni o quote delle startup innovative

3) il recesso o l’esclusione degli investitori.

In caso di decadenza dall’agevolazione, il beneficiario dovrà riversare, in sede di dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui ha effetto la decadenza, l’ammontare dell’agevolazione nella misura del risparmio di imposta, oltre agli interessi

Quando non decadono le agevolazioni fiscali

Non comportano, invece, la perdita dell’agevolazione il venir meno della qualifica di startup innovativa
a) per decorrenza dei cinque anni dalla costituzione della società,
b) per il superamento della soglia di € 5.000.000 (cinque milioni) del valore della produzione annua
c)per l’ammissione alla quotazione su un sistema multilaterale di negoziazione.

Le agevolazioni per l’acquisizione compleata di una startup

Il Decreto Rilancio introduce un’agevolazione volta ad aumentare le exit, ovvero per invogliare le società a decidere di acquisire l’intero capitale sociale di una startup innovativa. In ottica di open innovation si cerca di agevolare sempre più le imprese ad acquisire dall’esterno idee e competenze tecnologiche ed in particolare proprio dalle startup. E’ concessa quindi alle società una deduzione IRES del 50%, maggiorata dal precedente 30%, a condizione che l’intero capitale sociale acquisito sia mantenuto per almeno tre anni.

Investire in startup, 3 consigli pratici

Al termine di questa panoramica sulle agevolazione previste per chi investe in startup innovative è opportuno segnalare – sopratutto agli investitori privati cosiddetti “non qualificati” – l’opportunità di prendere visione di tutte le informazioni sul sito della Consob nella Guida all’investimento, trattandosi comunque di investimenti ad alto rischio.

È consigliabile anche rivolgersi ad un professionista sopratutto per la documentazione da produrre per usufruire delle agevolazioni.

È importante infatti non sbagliare le procedure e produrre nella dichiarazione dei redditi successiva all’investimento la documentazione specifica richiesta dalla normativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cristina Crupi, avvocato

Fondatrice dello Studio Legale Crupi, è un’esperta di Diritto civilistico e societario, specializzata in startup, PMI e Innovazione. È Partner e Legal Expert per PoliHub. Autore di "Il Codice delle…