Bending Spoons IPO, è quasi fatta. La società tecnologica italiana fondata a Milano ha annunciato il lancio della propria offerta pubblica iniziale (IPO) negli Stati Uniti, con l’obiettivo di approdare sul Nasdaq Global Select Market con il ticker “BSP”.
L’operazione – di cui si parla da settimane – prevede l’offerta complessiva di 57,97 milioni di azioni ordinarie, di cui circa 34,4 milioni messe sul mercato dalla società e 23,6 milioni da alcuni azionisti esistenti. È inoltre prevista una greenshoe che consentirà agli underwriter di acquistare fino a ulteriori 8,7 milioni di azioni entro 30 giorni dalla quotazione.
Il prezzo indicativo dell’offerta è compreso tra 26 e 28 dollari per azione. In base a queste condizioni, l’IPO potrebbe raccogliere oltre 1,5 miliardi di dollari e confermare le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi su una possibile valutazione superiore ai 20 miliardi di dollari.
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Bending Spoons IPO, chi guida il collocamento
A guidare il collocamento saranno Goldman Sachs International, J.P. Morgan e Allen & Company, affiancati da un ampio pool di banche internazionali e italiane tra cui BofA Securities, Wells Fargo Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Société Générale, Crédit Agricole CIB, IMI-Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros.
La società ha già depositato la documentazione presso la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense, anche se la registrazione non è ancora diventata efficace e pertanto i titoli non possono ancora essere venduti. Qui puoi leggere cosa promette il CEO Luca Ferrari agli investitori.
Dalle app mobile a conglomerato tecnologico globale
L’annuncio rappresenta una tappa storica per una delle aziende tecnologiche italiane più ambiziose degli ultimi anni. Nata nel 2013 come sviluppatore di applicazioni mobile, Bending Spoons ha progressivamente trasformato il proprio modello di business puntando su una strategia di acquisizioni su larga scala.
Negli ultimi anni il gruppo ha acquisito e rilanciato numerose piattaforme digitali internazionali, tra cui Evernote, WeTransfer, Meetup, StreamYard, Brightcove, Vimeo, AOL, Harvest, Komoot ed Eventbrite, costruendo un portafoglio che oggi copre software, creator economy, video, produttività e servizi digitali.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, a marzo 2026 le società del gruppo servivano complessivamente oltre 500 milioni di utenti attivi mensili e più di 9 milioni di clienti paganti ogni mese.
Il modello Bending Spoons
Nel comunicato che accompagna l’IPO, Bending Spoons ribadisce la propria filosofia: acquisire aziende digitali con prodotti consolidati, sottoporle a profonde trasformazioni operative e tecnologiche e reinvestire i profitti generati in nuove acquisizioni.
La società sostiene di aver applicato questa strategia per oltre dieci anni senza mai cedere un’azienda rilevante del proprio portafoglio. L’intelligenza artificiale viene indicata come uno dei principali strumenti utilizzati per accelerare la trasformazione delle società acquisite, insieme a una forte enfasi sull’efficienza operativa, sul talento e sulle tecnologie proprietarie.
Una delle più importanti IPO tech europee degli ultimi anni
Per l’ecosistema italiano dell’innovazione, l’operazione rappresenta uno degli eventi finanziari più significativi degli ultimi anni. Se l’offerta dovesse andare a buon fine alle condizioni previste, Bending Spoons diventerebbe una delle società tecnologiche nate in Italia con la più elevata valorizzazione mai raggiunta sui mercati pubblici.
L’IPO arriva dopo una lunga fase di crescita sostenuta attraverso acquisizioni internazionali e potrebbe consolidare il ruolo della società milanese come uno dei principali consolidatori globali nel settore del software e delle piattaforme digitali.


















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