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Ancora, la startup che compra studi di commercialisti e li digitalizza: il modello di business e gli obiettivi


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“Non vogliamo diventare lo studio di commercialisti più grande d’Italia. Vogliamo diventare anche l’infrastruttura finanziaria delle PMI del Paese”. È la visione ambiziosa di Andrea Chirolli, co-founder e CEO di Ancora, la startup che aggrega studi professionali e trasforma il loro lavoro attraverso una piattaforma proprietaria

Pubblicato il 7 ott 2026



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Il team di Ancora davanti alla sede di Studio Eldas, acquisito a settembre 2026


Punti chiave

  • Debutto pubblico: Ancora acquisisce Studio Eldas, startup milanese fondata da Andrea Chirolli, Andrea Abriani e Andrea Rusconi.
  • Modello: Ancora acquisisce studi di commercialisti, li integra, centralizza funzioni e sviluppa una piattaforma proprietaria che usa LLM per automatizzare.
  • Ambizione: partire dalla contabilità per diventare una fintech che offre servizi finanziari alle PMI, scalando con nuove acquisizioni e ampliando la clientela.
Riassunto generato con AI


L’acquisizione dello Studio Eldas di Sesto San Giovanni, annunciata il 28 settembre 2026, ha segnato il debutto pubblico di Ancora, startup fondata a Milano all’inizio dell’anno da Andrea Chirolli, Andrea Abriani e Andrea Rusconi.

Il modello di business apparentemente è controtendenza: non vendere software agli studi di commercialisti ma, al contrario, aggregarli e fare leva sulla loro expertise per sviluppare un’infrastruttura tecnologica proprietaria che li rende più efficienti e profittevoli. Con la chiara ambizione di non fermarsi lì, ma di costruire a partire dalla contabilità una piattaforma per i servizi finanziari destinati alle PMI. EconomyUp ha raggiunto il CEO Andrea Chirolli proprio il giorno del lancio.

Come nasce la startup Ancora

Per Andrea Chirolli questa non è la prima esperienza imprenditoriale: a ventun anni aveva fondato Futura, startup edtech che nel 2024 ha chiuso il più grande round italiano nel settore, e di cui resta azionista. Ed è lì che si è imbattuto in prima persona nel comparto degli studi di commercialisti. “I nostri consulenti, per quanto molto bravi ed esperti, spesso avevano un’organizzazione interna e una struttura che non erano al passo con le necessità e i ritmi di Futura e, più in generale, con quelli dei clienti”, racconta.

“Poi c’è una componente più razionale: stiamo parlando di uno degli ultimi grandi mercati italiani non ancora innovati”, continua. La categoria professionale è alle prese con un difficile ricambio generazionale: alla fine del 2024 gli iscritti erano 119.952, di cui appena il 16,5% al di sotto dei quarant’anni di età (contro il 29,9% del 2009). In più, è un settore frammentato. Secondo un’indagine condotta nel 2025 dalla Fondazione nazionale dei commercialisti su oltre 4mila professionisti, un quarto degli studi è composto da un solo addetto e il 34,3% non ha dipendenti. Le strutture con più di dieci addetti rappresentano il 18,9% del totale.

Sono queste le realtà che negli ultimi anni si sono trovate alle prese con innovazioni molto rapide – come la fatturazione elettronica, che l’Italia ha voluto introdurre prima di altri Paesi europei – senza disporre degli strumenti adeguati né delle risorse per crearli.

“Tutte le soluzioni realizzate fino a quel momento erano abbastanza parziali, perché sono nate in periodi storici in cui la tecnologia non era quella di oggi”, spiega Chirolli. “Con i Large Language Model (LLM), per la prima volta, l’intelligenza artificiale sta diventando una sorta di commodity: attraverso le API possiamo accedere a capacità cognitive. Tanto del lavoro ripetitivo svolto prima dal personale può essere automatizzato, permettendo alle persone di concentrarsi sul lavoro a più alto valore aggiunto”.

I founder e il team di Ancora

Andrea Chirolli, che per Ancora ha assunto il ruolo di CEO, ha coinvolto da subito Andrea Abriani, già compagno di corso all’università Bocconi e coinquilino, che ha iniziato la sua carriera a Londra prima per la banca Morgan Stanley e poi per la società di private equity L Catterton. Oggi Abriani è COO (Chief Operating Officer) di Ancora, mentre il CTO (Chief Technology Officer) è Andrea Rusconi, reduce da dieci anni in Satispay.

“Il suo profilo era perfetto, prima di tutto perché si chiamava Andrea come noi – scherza Chirolli – e poi perché ha una specializzazione verticale nel fintech e ha costruito una piattaforma che gestisce 300 milioni di chiamate API al giorno”. Al momento del lancio di settembre 2026, il team della startup conta 18 persone.

cofounder di Ancora
I cofounder di Ancora: Andrea Chirolli, Andrea Rusconi e Andrea Abriani

Qual è il modello di business della startup Ancora

Ancora non vende la propria tecnologia agli studi di commercialisti, ma li acquisisce e li integra nel gruppo. All’interno interviene sui processi, introduce la piattaforma proprietaria e centralizza alcune funzioni, dal marketing al customer care fino alla gestione delle risorse umane e all’acquisizione di nuovi clienti. Gli studi mantengono però nome, professionisti e rapporto diretto con la clientela. È quanto sta avvenendo con Studio Eldas, la prima realtà entrata nel gruppo, che porta con sé oltre 300 clienti tra imprese e persone fisiche.

“Acquisendo lo studio abbiamo una sorta di laboratorio nel quale costruire il nostro prodotto digitale, perché al nostro interno ci sono i professionisti che lo utilizzeranno. Il ciclo di feedback è molto più breve e siamo in grado di sviluppare meglio la piattaforma”, spiega Chirolli.

Il controllo dell’intera organizzazione consente inoltre ad Ancora di intervenire su più attività contemporaneamente. “Se realizzassimo soltanto un software per la contabilità, potremmo migliorare l’efficienza di quella singola attività. Ma uno studio è composto da moltissimi processi. Avendone il controllo possiamo ottimizzare anche le altre parti del lavoro e fare in modo che le diverse soluzioni comunichino tra loro”.

La crescita dovrà arrivare sia dall’acquisizione di nuovi studi (prevista già entro la fine del 2026) sia dall’ampliamento della loro clientela. “Se si aumenta l’efficienza, le persone impiegano meno tempo per servire ciascun cliente e possono gestirne di nuovi. Molti studi, infatti, non hanno pochi clienti: ne hanno troppi rispetto alla propria capacità e sono sottostaffati”, osserva il CEO. Lo studio-tipo che può entrare nel perimetro di osservazione di Ancora ha un fatturato intorno al milione di euro, si concentra prevalentemente sulle attività contabili (ripetitive e quindi più facili da automatizzare) e ha un portafoglio clienti diversificato.

Che cosa fa la piattaforma e che ruolo hanno i commercialisti

La costruzione della piattaforma “è un progetto lungo, perché un accounting ledger non può essere sostituito a metà: il professionista non può avere una parte dei dati su un gestionale e una parte su un altro. Questo rende il rilascio delle funzionalità più lento rispetto a quello di una normale startup”, precisa il CEO.

I primi moduli, già in fase di sperimentazione e attesi entro la fine del 2026, riguardano la raccolta e l’organizzazione dei dati necessari alla contabilità. “Oggi i contabili entrano nel cassetto fiscale di ciascun cliente e scaricano manualmente le fatture. Con il nostro connettore, ogni nuovo documento viene acquisito e organizzato per il professionista, che poi lo processa”, spiega Chirolli. Un meccanismo analogo sarà applicato agli estratti conto. Il cliente potrà collegare il conto corrente inserendo l’Iban e concedendo le autorizzazioni necessarie; la piattaforma raccoglierà quindi le transazioni e preparerà la riconciliazione con i documenti contabili.

Andrea Chirolli precisa che l’intelligenza artificiale prepara o automatizza le attività ripetitive, mentre il controllo resta in capo ai professionisti iscritti all’Albo, che continuano ad assumersi la responsabilità delle prestazioni per le quali è richiesta l’abilitazione. Nei prossimi mesi confluiranno in Ancora STP, la società tra professionisti che si occupano delle attività riservate.

Il futuro di Ancora, dalla contabilità ai servizi finanziari

Ma c’è un altro motivo per cui sono stati proprio gli studi di commercialisti ad accendere la proverbiale lampadina nelle menti dei founder. “È un settore alla base dell’intero ecosistema finanziario, perché i dati che vede il commercialista sono gli stessi che domani vede una banca per erogare un fido o un finanziamento a un’impresa”, fa notare Chirolli. Da qui l’ambizione dichiarata di diventare una fintech a tutto tondo, attraverso la quale le imprese in futuro possano accedere anche a servizi finanziari in senso stretto, dall’anticipo delle fatture all’apertura di un conto bancario. “Non vogliamo limitarci a diventare lo studio di commercialisti più grande d’Italia”, conclude. “Vogliamo esserlo, ma vogliamo diventare anche l’infrastruttura finanziaria delle PMI del Paese”.

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