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ECOSISTEMA

11 motivi per cui la capitale dell’innovazione europea sarà Berlino

di Luciana Maci

05 Lug 2017

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Victor Basta, consulente hi-tech, è convinto che entro il 2030 la città tedesca ruberà il primato a Londra. Colpa della Brexit ma non solo: sono determinanti il venture capital, i talenti internazionali e il costo della vita. Intanto si fa avanti Parigi con i 10 miliardi promessi da Macron e il mega-incubatore Station F

Da anni, periodicamente, si riaccende la diatriba su quale sia la capitale europea dell’ecosistema delle startup e dell’innovazione. I numeri per ora sono a vantaggio di Londra, tuttavia in molti continuano a chiedersi se la Brexit decisa dalla popolazione inglese con il referendum dell’anno scorso finirà per mettere in crisi il suo ruolo di N.1. Nel frattempo Emmanuel Macron, recentemente nominato alla guida della Francia, ha annunciato un piano di investimento pubblico in startup e innovazione da 10 miliardi di euro e negli stessi giorni a Parigi è stato aperto Station F, uno dei più grandi campus per startup del mondo voluto dal magnate Xavier Niel: queste ed altre analoghe iniziative inducono a credere che la capitale francese sarà sempre più in grado di attrarre giovani imprese innovative. Ma alla fine potrebbe essere Berlino a guadagnarsi la palma di regina dell’ecosistema in Europa. Ne è convinto Victor Basta, Managing Partner della società di consulenza Magister Advisors.

A richiamare l’attenzione su un post pubblicato da Victor Basta su Linkedin Pulse è stata Mariana Mazzucato, docente di Economia dell’Innovazione allo Spru (Science and Technology Policy Research Centre) dell’University of Sussex nel Regno Unito e autrice, tra i vari testi, de “Lo Stato Innovatore”

Mazzucato: “L’innovazione? La finanzi lo Stato”

Questo il  tweet  della Mazzucato del 3 luglio scorso:

La società di Victor Basta, Magister Advisors, è una merchant bank con uffici a Londra e in Silicon Valley, specializzata sulla preparazione alla exit, sull’advisory agli azionisti e su merger e acquisizioni strategiche per società tecnologiche internazionali. Un ottimo punto di osservazione per capire i percorsi dell’innovazione in l’Europa. Victor Basta è convinto che tra 10-15 anni il cluster berlinese diventerà la culla tecnologica dell’Europa. E in questo articolo spiega perché.

♦ VENTURE CAPITAL – Le società tecnologiche tedesche attirano circa 400-500 VC all’anno, contro i 1.000-1500 del Regno Unito. Tuttavia Berlino è da tempo tra le prime quattro capitali europee dell’innovazione insieme a Londra, Parigi e Stoccolma, e nel 2015 ha ricevuto più venture capital dedicato al settore tecnologico di qualsiasi altra città d’Europa.

♦ INVESTITORI INTERNAZIONALI – Il numero di investitori internazionali che arrivano a Berlino dalla Germania è più elevato di qualsiasi altro Paese in Europa.

♦ EXIT – Le exit nel settore tech sono attualmente lo stesso numero di quelle della Gran Bretagna, ma entro la fine di quest’anno dovrebbero essere più numerose.

♦ TALENTI INTERNAZIONALI – Berlino è un magnete per professionisti di valore provenienti da altre parti del mondo. Problemi con la lingua tedesca? No, perché per comunicare si usa l’inglese.

♦ MENO BARRIERE ALL’IMMIGRAZIONE – In seguito alla Brexit, che inevitabilmente rallenterà i flussi migratori verso UK, molti lavorano stanno decidendo se restare sul suolo inglese o ripartire. In Germania, Stato membro della UE, la circolazione è libera e l’attitudine verso i migranti è più aperta. Del resto, fa notare Victor Basta, “Intel è stata fondata da un emigrante, Apple dal figlio di uno di loro e Microsoft è guidata da un emigrante. Questo è il quadro”.

♦ SITI OPERATIVI – Fino a poco tempo fa i colossi tecnologici avevano solo uffici vendite a Berlino, oggi mettono in piedi anche siti operativi per essere “più vicini all’ecosistema”.

♦ NESSUNA DISTRAZIONE – Il mondo dell’innovazione tecnologica a Berlino non è “distratto” da un’industria locale molto più ampia. Non esiste un’industria “gorilla”, anzi sono il tech e i digital media i “gorilla” della situazione.

♦ IL COSTO DELLA VITA – Berlino è molto meno cara di Londra. Negli anni Sessanta anche la Silicon Valley era meno esosa di adesso e si potevano trovare affitti a prezzi contenuti. L’innovazione si è potuta sviluppare perché sono arrivati giovani sviluppatori squattrinati che hanno contribuito a far crescere l’economia del territorio con le loro competenze e la loro creatività.

♦ BERLINO HA ROCKET INTERNET – La startup nata a Berlino è letteralmente esplosa a livello internazionale e nel frattempo ha saputo allevare una generazione di imprenditori che stanno lanciando società in grado di scalare. A Berlino nasce un’impresa ogni 20 minuti.

♦ CRESCE IL VENTURE CAPITAL – Nel 2016 a Berlino hanno debuttato 32 nuovi fondi di venture capital. A Londra è  presente oltre il 60% di tutto il private equity, ma la Germania è solitamente il secondo mercato “target” per quel tipo di denaro, se non altro per la vastità del territorio.

♦ SCALABILITÀ – Riuscire a scalare crea valore. La Germania ha maggiore capacità di scalare, maggiore potere economico e migliori prospettive di qualsiasi altro Paese, esclusi Cina e Stati Uniti. Una startup tedesca ha l’enorme vantaggio di essere in grado di scalare già a livello nazionale.

“Gli ingredienti di un ecosistema di successo – conclude Victor Basta – sono sempre gli stessi: la gente migliore, aziende piccole e grandi che si supportano a vicenda e capitale disponibile. Questi ingredienti sono abbondanti in una sola città in Europa. E non è Londra”.

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale