Chi è Xavier Niel, il "Mister Telco" che a Parigi costruisce l'incubatore più grande del mondo | Economyup
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Il personaggio

Chi è Xavier Niel, il “Mister Telco” che a Parigi costruisce l’incubatore più grande del mondo

22 Lug 2016

L’imprenditore (Free Mobile), che si è candidato a diventare il quarto operatore della telefonia mobile in Italia, investirà 200 milioni per aprire entro il 2017 in una ex stazione “Halle aux 1000 start up”: 33.700 metri quadrati con Fab Lab, auditorium e uffici

Xavier Neil
“Innovatore”, “fuori dagli schemi”, “controcorrente”, in sintesi “hungry and foolish” come il famoso slogan di Steve Jobs a cui tanto cerca di assomigliare. È così che viene ripetutamente descritto Xavier Niel, il decimo uomo più ricco di Francia, il business angel più importante al mondo nel 2010 per numero di partecipazioni della sua Kima Ventures, l’uomo che sta facendo tremare i colossi della telefonia italiani dopo aver cambiato per sempre il mercato francese.

UNO SPAZIO PER MILLE STARTUP

Torna d’attualità oggi, quando nella sua Parigi la sindaca Anne Hidalgo inaugura Cargo, un edificio di 15mila metri quadrati interamente dedicati alle startup, con l’intento dichiarato di creare una Silicon Valley in Europa. Con Cargo Niel non c’entra nulla ma, seguendo il ruolo di biglia impazzita che si è costruito negli anni, non si può non pensare a lui se al capo opposto di Parigi sta già costruendo Halle aux 1000 start up, ossia 33.700 metri quadrati di stazione ferroviaria, ora in disuso, che dovrebbero diventare il più grande incubatore al mondo entro il 2017. Il progetto prevede un Fab Lab, ovviamente munito di tutti gli strumenti 3D a disposizione, un auditorium di 370 posti, un open space e vagoni ristoranti (nel senso che i treni di inizio ‘900 saranno adattati alla ristorazione) aperti h24 e container come uffici dove le 1.000 startup previste (per un totale di 2.400 nuovi posti di lavoro) potranno innovare e progettare a loro piacimento. Costo totale stimato: 200 milioni di euro. Bruscolini per uno dei top manager francesi, azionista di maggioranza (con il 55%) di quella Iliad che, stando ai dati del Sole24Ore, nel 2015 aveva raggiunto una capitalizzazione di 11,2 miliardi di euro. Un patrimonio costruito su una serie di intuizioni partite veramente dal basso, da quella banlieue parigina che si prepara ad accogliere oggi Cargo e domani Halle aux 1000 start up.

IL PRIMO EUROPEO A FIRMARE UN ACCORDO CON APPLE

Nato 48 anni fa da una famiglia del ceto medio della capitale francese, Niel non si è laureato ma nemmeno

Neil davanti a un'immagine del progetto
diplomato, perché ha lasciato il liceo a 17 anni per seguire la sua passione per la tecnologia. Erano i tempi di Minitel, il precursore francese di Internet, con cui inizia a offrire, tra le altre cose, servizi telematici per avere sesso e incontri galanti. Una via veloce per portare capitali alla sua neonata società, utili a sviluppare il suo vero pallino: offrire connessioni economiche agli utenti. Inizia a farlo nel 2003 con connessioni Adsl su Freebox, un unico apparecchio per tv via cavo, internet e telefonia mobile. È il debutto di Free, il marchio che da lì a breve avrebbe rivoluzionato la telefonia francese. Nel 2012, al grido di “i clienti non sono polli da spennare” lancia sul mercato il primo abbonamento all inclusive per i cellulari: con i 19,90 euro al mese di Free Mobile i francesi avrebbero potuto fare chiamate illimitate e navigare su Internet. È un prezzo mai visto, che frutta a Free 4,4 milioni di nuovi clienti in appena 9 mesi. Ma Niel non si ferma ed è il primo europeo a firmare un accordo con Apple per offrire pacchetti di abbonamento con smartphone sbloccati e senza logo. Oggi Free Mobile ha quasi 12 milioni di clienti, ha superato il rivale storico Bougyues ed è seconda nel Paese dietro solo a Orange. Le mire espansioniste di Niel lo hanno portato a comprare Monaco Telecom a 322 milioni di euro, la svizzera Orange Suisse per 2,3 miliardi e a tentare senza successo l’assalto prima alla statunitense T-Mobile e poi all’inglese O2. Poche settimane fa ha movimentato il settore della telefonia mobile in Italia, annunciando che smantellerà il suo 15% di partecipazione in Telecom per approfittare della fusione, prevista a settembre, fra 3 e Wind. Non solo: Niel ha anche fatto sapere che presto la sua compagnia Iliad varcherà le Alpi per diventare il quarto operatore del mobile in Italia.

SONO SUOI ANCHE I DIRITTI DI MY WAY DI FRANK SINATRA

Co-editore di Le Monde, Nouvel Obs e Atlantico, coproprietario dei diritti della mitica canzone di Frank Sinatra My Way, Xavier Niel si autodefinisce “un imprenditore di sinistra che crede nel liberalismo” dato che “far sì che l’ascensore sociale funzioni è una questione personale. Perché lo Stato non ha più soldi, ma io sì”. Sarà questa sua visione, o le sue origini, a spingerlo a investire così tanto sulle startup e sui giovani. Prima del mega incubatore di prossima apertura, nel 2014 ha fondato la scuola 42, descrivendola così, come riportato da Dagospia: “Serve solo un’età compresa tra i 18 e i 28 anni. Nessun curriculum, non vogliamo sapere niente del passato del candidato. Arrivano circa 70mila domande, facciamo una prima selezione con dei giochi online, poi buttiamo tremila ragazzi nella “piscina”, dove per un mese lavoreranno per 450 ore a ritmo molto sostenuto. I migliori mille, in grado di nuotare, saranno finalmente gli allievi della nostra scuola”. Chissà allora come presenterà Halle aux 1000 start up

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