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Station F, a Parigi il più grande incubatore del mondo scelto (anche) da Facebook



Il colosso californiano aprirà in aprile uno “Startup Garden” all’interno del campus voluto dall’imprenditore Xavier Niel. Ospiti del “giardino” una decina di realtà specializzate in data economy. Si parla di un “investimento multimilionario”. Ma l’hub ospiterà anche altre realtà. Ecco come

di Andrea Milluzzi

19 Gen 2017


L’ha promesso e l’ha fatto, Xavier Niel. Station F, il più grande incubatore al mondo, è pronto ad aprire i battenti il primo aprile prossimo, a Parigi. Una promessa mantenuta che parte con il botto, con Facebook come founding partner. Una parte degli oltre 34mila metri quadri della ex stazione abbandonata sarà destinata allo Startup Garden dell’azienda di Zuckerberg: 80 scrivanie a disposizione per 10-15 startup. Il core business sarà la data economy e, una volta entrate, le startup seguiranno per sei mesi un programma di incubazione con mentor provenienti dalla Sylicon Valley, guide e workshop su diversi ambiti, dal design alla user experience al marketing. Non sono stati resi noti i termini economici dell’accordo, ma da Menlo Park si parla di un “investimento multimilionario che durerà anni”. La partecipazione a Station F è il piede più pesante che Facebook posa in Europa, dopo il laboratorio per lo studio dell’intelligenza artificiale inaugurato due anni fa sempre a Parigi: “Siamo eccitati dall’idea di supportare una nuova generazione di startup francesi con un’enorme potenziale di crescita e di creazione di lavoro. La Francia è la casa di alcune delle startup più innovative al mondo” ha detto Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook.

Non c’è solo Facebook ad accendere i riflettori su Station F. Più di 3mila scrivanie pronte ad accogliere almeno 1.000 startup, un fab lab, un auditorium, otto spazi per eventi, un ristorante, quattro cucine e un bar fanno di Station F, aperto no stop sette giorni alla settimana, il giocattolo perfetto di Xavier Niel e della direttrice Roxanne Varza, che nella prima uscita sui media, un mese fa scriveva: “Non siamo solo un incubatore, siamo un vero e proprio startup campus”.

Chi è Xavier Niel, il Mister Telco che a Parigi costruisce il più grande incubatore del mondo

Le startup che entreranno a Station F avranno diritto a sei mesi di permanenza al costo di 195 dollari mensili a scrivania. Quello che avranno in cambio “non è un programma di babysitteraggio o di mentorship – scrive ancora Varza – Noi crediamo che il 90% dei problemi degli imprenditori possa essere risolto da altri imprenditori. Quindi noi abbiamo l’ambizione di mettere i migliori, i più ambiziosi, i più intelligenti imprenditori al mondo gli uni accanto agli altri e coinvolgerli nei nostri programmi”.

Oltre a quella di Facebook, Station F può contare sulla partnership dell’azienda di e-commerce vente-privee, della business school Hec che impianterà là le sue startup e sulla tecnologia di Techshop. Per quanto riguarda le possibilità di finanziamento, sul sito campeggiano VC come Daphni, Ventech e la Kima Ventures di Niel. Proprio la figura del fondatore, decimo uomo più ricco di Francia, gigante nel settore delle telecomunicazioni e business angel più importante del mondo nel 2010, sarà sicuramente una calamita per altri investitori. Niel ha già annunciato l’intenzione di espandersi nel 2018 con la costruzione di condomini con oltre 600 appartamenti a disposizione degli startupper. Station F lancerà dieci programmi internazionali per startup: la prima call si è aperta a dicembre e si chiuderà il prossimo 5 febbraio. Si entra secondo il giudizio di una giuria.

Costato oltre 250 milioni di euro, questo campus è destinato a superare per grandezza e importanza Le Cargo, l’acceleratore pubblico inaugurato nell’aprile scorso nel diciannovesimo municipio parigino.

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Costato 63,5 milioni di euro delle casse del Comune, della Regione e dello Stato, Le Cargo è il fiore all’occhiello della sindaca della capitale Anne Hidalgo. La stessa Hidalgo ha partecipato al giro inaugurale di Station F, che si è tenuto due giorni fa. Né il Comune, né lo Stato hanno niente a che vedere con la creatura di Niel, ma le foto che ritraevano Hidalgo sorridente mentre visitava i tre piani della storica stazione diventata campus sono più che giustificate. Nel 2015 Parigi era all’undicesimo posto del The Global Startup Ecosystem Ranking, terza in Europa dietro Londra e Berlino. Ma dopo la Brexit e con Station F pensare di scalare posizioni non è utopia. 

Andrea Milluzzi