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RETAIL 4.0

Supermercati senza casse, non solo Amazon Go: tutti i progetti (Italia compresa)



Nel tentativo di anticipare lo sbarco di AmazonGo in Europa, le principali catene della Gdo stanno sperimentando nuovi format cashierless: Tesco (UK), Carrefour (Francia), Shufersal (Israele) e Auchan e Conad in Italia. Tutte utilizzano tecnologie sviluppate da startup. Ecco quali sono e come vengono utilizzate

di Luciana Maci

30 Lug 2019


I supermercati senza casse né cassieri, dove si entra, si infilano i prodotti in borsa e si esce senza neppure mettere mano al portafoglio, potrebbero essere i supermercati di domani. O no? Di certo Amazon, che ha avviato la sperimentazione con Amazon Go, sta aprendo sempre più punti vendita di questo tipo. E altre catene della GDO (grande distribuzione organizzata) sparse per il mondo stanno cominciando a seguire il suo esempio attraverso vari tipi di sperimentazioni, di solito in collaborazione con startup specializzate. Anche in Italia, dove Conad vuole applicare la tecnologia di una startup della Florida basata sul carrello della spesa dotato di artificial intelligence. Ma vediamo nel dettaglio quali società hanno intrapreso questo cammino, a quali startup hanno fatto ricorso per innovare e quali sono le tecnologie che stanno trasformando i supermercati.

AMAZON GO, USA

In principio fu Amazon Go. il supermarket senza cassieri né casse, ma solo tornelli, app, sensori e telecamere, inaugurato a gennaio 2018 a Seattle dopo cinque anni di sperimentazione e uno di ritardo sulla data di apertura prevista. Ad oggi l’innovativo store voluto dal colosso americano dell’ecommerce ha aperto 13 punti vendita negli Stati Uniti. L’obiettivo è arrivare a 3.000 supermercati tech entro il 2021.

Per fare la spesa è sufficiente scaricare l’app di Amazon Go, creare un conto Amazon e utilizzare lo smartphone per identificarsi all’ingresso del negozio, tramite la scansione di un codice. Da quel momento in poi si possono prelevare i prodotti che si desiderano: il supermercato controlla la spesa di ogni cliente grazie a sensori posti sugli scaffali e a centinaia di telecamere posizionate sul soffitto, e provvede automaticamente a conteggiare ciò che è stato acquistato attraverso un sistema di intelligenza artificiale basato sul machine learning. Quando si esce, si riceve il conto della spesa direttamente sullo smartphone, senza alcun controllo e senza dover passare QR o codici a barre su nessun tipo di cassa.

Amazon Go: la tecnologia utilizzata

Il progetto ha impegnato i digital innovation officer e i tecnici in 5 anni di prove, test e sviluppo. Sono stati impiegati mobile experience, sensori, pagamenti digitali, cloud, Internet of Things, Intelligenza Artificiale, tag RfiD, BI e analitiche per raccogliere qualsiasi tipo di informazione che possa svelare ogni dettaglio del viaggio del consumatore: non solo che cosa compra ma anche come cammina, cosa guarda, cosa tocca, cosa prende, cosa fa quando è incerto o cambia idea.

TESCO, UK

All’inizio del 2019 indiscrezioni di stampa hanno riferito dell’apertura di un Amazon Go a Londra “entro l’estate”. Non sono seguite conferme né smentite, ma in UK la principale catena della GDO , Tesco, ha cominciato a darsi da fare. Il gruppo di distribuzione britannico attivo a livello internazionale con oltre 2000 punti vendita ha stretto una partnership con Trigo Vision, società israeliana che ha sviluppato un sistema basato su videocamera e software simile a quello di Amazon Go. La notizia è stata anticipata dai giornali a luglio 2019, si attendono ulteriori conferme e sviluppi.

Supermercato senza casse: l’inglese Tesco sulle orme di Amazon Go

SHUFERSAL, ISRAELE

È invece in pista da novembre 2018 la collaborazione di Trigo con Shufersal, principale catena di supermercati in Israele. Oltre 300 succursali di Shufersal dovrebbero incorporare la cashier-less technology, “tecnologia senza cassiere”, entro i prossimi 5 anni.

Un programma pilota è in corso a Tel Aviv, nel supermercato Shufersal presso la Century Tower, su Ibn Gvirol Street. Qui i clienti possono prelevare prodotti dagli scaffali e uscire senza doversi prima presentare davanti a un cassiere o utilizzare un servizio di checkout self service. Il conto può essere pagato tramite un’app da smartphone, proprio come Amazon Go. Ran Peled, VP Marketing di Trigo, sostiene che la tecnologia di computer vision è stata gradualmente implementata mentre “poche altre cose sono ancora in fase di sviluppo. Shufersal – ha aggiunto – è la prima al mondo ad annunciare l’utilizzo di questa tecnologia in uno store già esistente”.

La tecnologia di Trigo, startup che collabora con Tesco e Shufersal

Trigo è stata fondata nel 2017 in Israele da Michael e Daniel Gabay, veterani dell’unità di intelligence militare Talpiot IDF. La sua attività è stata resa nota ad agosto 2018, quando è stato annunciato un finanziamento seed da 7 milioni di dollari proveniente da Hetz Ventures e Vertex Ventures Israel.

Trigo ha sviluppato un sistema camera-and-software che addebita in automatico ai clienti i prodotti nel loro carrello, contribuendo a fornire un’esperienza di checkout senza interruzioni e senza inutili file alla cassa. Per i retailer del food, il sistema ideato da Trigo monitora le modalità di inventario e di acquisto e aiuta a mettere fine ai furti, senza che vi siano dipendenti dedicati a svolgere questi compiti.

La tecnologia di Trigo Vision è in grado di tracciare tutti gli oggetti nello store (prodotti, persone, carrelli) semplicemente utilizzando i sensori delle telecamere RGB. È basata sulla lettura di dinamiche, movimenti e assegnazioni, ma con un numero minore di telecamere rispetto ad altre analoghe soluzioni. Shufersal è stato il primo cliente di Trigo.

CARREFOUR, FRANCIA

La catena francese di ipermercati Carrefour sta testando con la startup Qopius un progetto per il riconoscimento automatico di prodotti sugli scaffali. Sono metodologie e processi diversi da quelli di Amazon Go, tuttavia è un passo verso l’automatizzazione di una parte dello spazio all’interno del supermercato. Il primo progetto pilota è partito l’anno scorso a Portet-sur-Garonne, un secondo a Claye-Souilly.

Cosa fa Qopius e la sua tecnologia

Qopius è una startup fondata a Parigi nel 2015 da Antonin Bertin e Roy Moussa, ed ha raccolto finora 1,8 milioni di euro di finanziamenti da 360 Capital Partners, grande società di venture capital francese. È una società di intelligenza artificiale che vuole aiutare i retailer a risparmiare il denaro perso per questioni relative alla disponibilità dei prodotti sugli scaffali.

Per farlo utilizza tecnologie avanzate di computer vision e deep learning in modo da identificare i prodotti in base alla grafica e al testo, e determinare in modo preciso le loro dimensioni. Gli scaffali possono essere “digitalizzati” utilizzando vari metodi, tra cui gli smartphone in uso ai dipendenti, le telecamere montate sugli scaffali, i droni e i robot. Una volta raccolti, i dati possono essere processati in tempo reale per fornire analitiche che aiutino i retailer a ottimizzare il rifornimento degli scaffali.

Basandosi su una rete di telecamere, infatti, il sistema è in grado di identificare in automatico i punti di interruzione negli scaffali e verificarne la compliance con i piani commerciali. Il personale viene allertato in tempo reale delle anomalie individuate. Inoltre le informazioni raccolte danno la possibilità di localizzare ogni referenza. È quindi possibile guidare in modo preciso dipendenti o clienti verso i prodotti desiderati. La soluzione di Qopius è stata testata per la prima volta a ridosso dell’estate 2018 nell’ipermercato di Portet-sur-Garonne. Prima ancora Carrefour aveva lanciato in un negozio in Brasile l’opzione “Scan&Go” per velocizzare le operazioni di check-out.

AUCHAN ITALIA

A maggio 2019 Conad, la più grande cooperativa di dettaglianti d’Italia, ha acquisito quasi tutte le attività di Auchan Retail in Italia: gli ipermercati, i supermercati e i negozi a marchio Auchan e Simply.  Ma già nel 2018 la divisione italiana del gruppo francese aveva lanciato Auchan Speedy, un servizio innovativo che permette di saltare del tutto il passaggio in cassa, grazie a un’applicazione su smartphone.  Auchan Speedy è una soluzione di acquisto a 360gradi: permette di selezionare i prodotti, effettuare il “self scanning” dei codici a barre tramite la fotocamera dello smartphone, scoprire sconti e promozioni, oltre a riempire il proprio “carrello virtuale”. Terminata la spesa, poi, è possibile effettuare l’acquisto dei prodotti utilizzando una delle carte di pagamento registrate nel proprio wallet digitale, senza passare dalle casse. Per sviluppare la tecnologia, Auchan si è avvalsa del supporto di partner esperti nel settore. La “digitalizzazione” del processo di spesa è stata affidata a RetAppsstartup italiana che fin dalla sua fondazione aiuta i retailers a sviluppare la propria strategia digitale multicanale.  La tecnologia è installata in 50 punti vendita a marchio Auchan.

Che cosa fa RetApps e la sua tecnologia

RetAPPs è una startup specializzata in soluzioni tecnologiche innovative per il retail basate sull’impiego di smartphone e tablet nel processo di acquisto in-store e out-of-store. In particolare RetAPPs sviluppa e distribuisce SmartBip, un piattaforma software che consente ai retailer di integrare in un’unica applicazione modulare i servizi di Mobile Self Scanning, Mobile Payment, Shopping List Management, Select&Collect, Mobile Promotions & Couponing. L’azienda è stata fondata nel 2012 da Alessandro Tiretta, esperto IT del settore retail in Italia, e da Superpartes, innovativo incubatore di impresa con sede a Brescia.

CONAD, ITALIA

Anche Conad, la catena italiana con oltre 3.000 supermercati che di recente ha acquistato Auchan e Simply (vedi sopra), sta tastando il terreno lungo la strada che porta al supermercato senza casse. E lo sta facendo con una startup statunitense, Tracxpoint.

Conad del Tirreno, una delle sette cooperative della grande famiglia Conad, ha annunciato a fine 2018 che, dal 2019, avrebbe cominciato a introdurre nei suoi punti vendita uno speciale carrello della spesa di ultima generazione collegato all’intelligenza artificiale, che sfrutta telecamere on-cart abbinate a sensori di peso integrati e a potenti GPU (processori visivi). L’AiC (Artificial Intelligence Cart, carrello della spesa dotato di intelligenza artificiale) identifica così ogni articolo aggiunto e tolto dal carrello, elaborando automaticamente le transazioni e il pagamento al momento di lasciare il negozio. È una soluzione unica nel suo genere in Italia, che si differenzia però dalla soluzione proposta da Amazon Go: i punti vendita senza casse di Amazon permettono infatti di calcolare la spesa tramite telecamere a soffitto e tecnologie di elaborazione della posizione, la tecnologia utilizzata da Conad del Tirreno è incentrata sul carrello.

“AiC – ha spiegato Maurizio Barsacchi, direttore Innovazione e Sistemi di Conad del Tirreno – non è solo un carrello della spesa completamente nuovo e intelligente, con un design innovativo, in grado di rilevare visivamente i prodotti alimentari e non. È un intero ecosistema che porta i vantaggi della tecnologia digitale nel negozio fisico e sarà un fattore importante per fidelizzare i nostri clienti. Senza richiedere alcun tipo di infrastruttura connessa al cloud, ogni carrello AiC riconosce visivamente gli articoli, anche in modalità ‘free fall’. – continua Barsacchi  – Un netto vantaggio rispetto a concept concorrenti che si basano semplicemente sulla planimetria del punto vendita o sulla localizzazione dei prodotti. Sarà l’inizio di un’esperienza instore completamente nuova”.

Che cosa fa Tracxpoint e la sua tecnologia

Tracxpoint è stata fondata nel 2015 e ha sede nella grande area metropolitana di Miami, in Florida. Fornisce sistemi operativi guidati da intelligenza artificiale per i retailers. Tra questi ci sono applicazioni che puntano a rivoluzionare la shopping experience per renderla efficiente personalizzata ed economica sia per il venditore sia per il cliente. Tracxpoint punta ad affermare la piattaforma AiC come la soluzione più performante, accessibile e completa per l’auto-verifica e il coinvolgimento personalizzato instore del consumatore nella grande distribuzione.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale