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DIGITAL TRANSFORMATION

E-commerce, 10 startup italiane che stanno cambiando lo shopping (non solo on line)



Da Velasca, piattaforma dedicata alle calzature made in Italy, a Martha’s Cottage, e-commerce per il matrimonio, a Lanieri, primo e-commerce italiano di abiti su misura maschili: ecco quali sono e che cosa fanno le nuove imprese italiane che stanno rivoluzionando mercati tradizionali con il commercio elettronico

11 Feb 2019


Lo shopping online è ormai un’attività che è entrata prepotentemente nel nostro quotidiano. Dai prodotti per animali a pezzi di design, dagli abiti al vino: non c’è niente di meglio che acquistarli con un click. Del resto l’e-commerce è nato solo negli anni Novanta ma ha avuto una crescita velocissima con vero e proprio boom di siti e piattaforme, causando una digital disruption nel mondo del retail.

I dati sull’e-commerce in Italia

Come riporta CorCom, se in Italia il commercio tradizionale arranca, l’e-commerce vola.  A scattare la fotografia è l’Istat, che registra a luglio 2018 un +13,6% su luglio 2017 per le vendite online mentre il commercio tradizionale segna un -0,6% complessivo delle vendite in valore e un -1,8% in volume. “A livello tendenziale il valore delle vendite al dettaglio registra un lieve calo per la grande distribuzione (-0,1%) e una diminuzione più consistente per le imprese operanti su piccole superfici ( 1,5%)”, spiega l’istituto. Numeri quelli dell’Istat che fanno il paio con quelli elaborati dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese: l’e-commerce in Italia è cresciuto del 9% nel 2018 e registrato 17.432 imprese attive nel Paese.

e-commerce, le 10 migliori startup in Italia

In questo settore le startup non potevano che giocare un ruolo da protagoniste: non a caso exit, finanziamenti e acquisizioni si registrano, spesso, proprio tra le giovani imprese che si dedicano al commercio elettronico.

Abbiamo selezionato 10 startup e-commerce italiane, quelle che non sono passate inosservate nell’ecosistema. Ecco che cosa stanno facendo e che cosa hanno in mente.

1. Bauzaar, l’e-commerce di prodotti per animali

Bauzaar.com è un portale e-commerce, specializzato nella vendita online di cibo e snack di alta qualità per cani e gatti. L’ampia offerta comprende oltre 900 prodotti delle più importanti marche internazionali, tra cui Acana, Almo Nature, Dinner for Dogs, Eukanuba, Exclusion, Forza 10, Green Fish, Hill’s, Natural & Delicious, Orijen, ProLife, Purina Pro Plan, Royal Canin, Schesir, Trainer, Vet Life.

La startup nasce nel marzo del 2013 dall’entusiasmo e intraprendenza di due giovani ragazzi italiani, Matteo Valente e Domenico Gimeli. La forza e l’innovazione di Bauzaar.com si trovano nel servizio di ‘Organizzazione delle spedizioni’. II cliente può scegliere di ricevere con una frequenza prestabilita i prodotti per il proprio cane o gatto, senza dover ripetere il processo di acquisto e il pagamento.

Bauzaar.com offre ai suoi clienti, inoltre, un filo diretto con un esperto sempre pronto a rispondere a domande relative ad alimentazione, salute e benessere del cane e del gatto, aiutando i clienti in difficoltà a orientarsi nella vasta scelta di prodotti, in funzione delle esigenze specifiche dell’animale.

Nel 2017, il gruppo Megamark, realtà leader del sud Italia nel settore della distribuzione organizzata, con una flotta di oltre 500 supermercati diretti e affiliati presenti in Puglia, ha comprato Bauzaar.

2. Brandon, il distributore digitale del Made in Italy

 

Fondata nell’agosto del 2012 da Paola Marzario, con sede a Milano e Napoli, Brandon è un distributore digitale specializzato nel fashion e nello sport, nell’home&living e nel beauty. Brandon offre alle aziende un servizio di gestione di tutto il processo di vendita e post-vendita online, grazie alla combinazione di software intelligenti e servizi strategici di analisi dei dati generati dalle vendite e dal traffico online. Dall’analisi dei big data interni Brandon realizza la pianificazione strategica in funzione  dei  trend  emersi  e l’ottimizzazione  del  posizionamento  dei  prodotti  sui marketplace.

La società vanta consolidati rapporti commerciali con i più importanti digital retailer e marketplace in Europa. Nel 2017, con un fatturato 2017 di circa 5 milioni di Euro, Brandon è entrata già dopo un anno dalla sua costituzione nella top 10 delle startup milionarie d’Italia tra quelle iscritte al Registro delle imprese innovative del Ministero dello Sviluppo Economico. A dicembre del 2016 Brandon è diventata una pmi innovativa.

3. Depop, la piattaforma e-commerce per vendere abiti, oggetti di design e accessori

Simon Beckerman (Depop): «Così ho convinto gli investitori di Yoox e Spotify»

Nata nel 2011 in H-Farm grazie all’intuizione del suo fondatore Simon Beckerman, Depop consente di vendere in pochi click vestiti, oggetti di design e accessori. Si tratta una realtà ormai consolidata tra gli appassionati di acquisti e vendite di moda e accessori online. Negli anni ha visto un aumento significativo degli utenti attivi, saliti a oltre 8 milioni, e transazioni per un controvalore complessivo di 230 milioni di dollari, in crescita del 130% rispetto all’anno precedente negli Stati Uniti.

Ha una community che spazia dai più stimolanti creativi ai nuovi influencer della moda (da Chiara Ferragni a Bianca Balti), del design, dell’arte e della musica e che cresce di oltre 250.000 nuovi iscritti al mese, un team di 100 persone full time suddiviso tra le sedi di Londra, Milano, New York e Los Angeles, che è diventata la seconda città per numero di registrazioni dopo la capitale inglese.

Lo scorso gennaio H-Farm ha completato l’exit dalla startup Depop con un ritorno pari a 6 volte l’investimento. 

4. Lanieri, il primo e-commerce italiano di abiti su misura maschili

 

Nata nel 2012 da un’idea dei fondatori Simone Maggi e Riccardo Schiavotto, due giovani ingegneri, e “allevata” presso l’incubatore I3P del Politecnico di Torino, Lanieri è il primo ecommerce 100% Made in Italy dedicato all’abbigliamento maschile. Grazie ad un servizio su misura interamente online, che sfrutta una piattaforma omni-channel e un innovativo algoritmo per l’analisi delle misure anatomiche, Lanieri è in grado di coniugare tecnologia e tradizione, permettendo di creare il proprio capo su misura.

Abiti, pantaloni, giacche, camicie e accessori: questi sono solo alcuni dei prodotti disponibili, personalizzabili in pochi clic e consegnati in tutto il mondo in 4/5 settimane, prodotti secondo una filiera rigorosamente italiana, dai tessuti di qualità alla manodopera. Sulla propria piattaforma, Lanieri, che si appoggia ai noti produttori di tessuti italiani (da Reda a Zegna a Loro Piana), ha anche implementato l’innovativa tecnologia del configuratore 3D. La resa tridimensionale live permette di scegliere tra oltre 10 milioni di combinazioni diverse, per creare un capo su misura davvero unico: dallo stile della giacca, al colore dell’asola del rever, al modello dei bottoni, fino al numero di pinces sui pantaloni.

5. Lovli, la piattaforma del design made in Italy

Lovli.it è una piattaforma web che coniuga le offerte tipiche dell’e-commerce con il racconto suggestivo dei più o meno noti creativi del design Made in Italy. La startup è stata fondata da Tiziano Pazzini Alberto Galimberti nel 2012. Galimberti definisce questa piattaforma come “il più grande network italiano di designer, artigiani e aziende di design”. E non ha torto. Perché  Lovli è un “supermercato del design Italiano”: nel 2015 vantava oltre 1000 brand e 10.000 prodotti a catalogo (esclusivamente italiani) venduti in oltre 50 Paesi nel mondo. E, nello stesso anno, ha chiuso un accordo con Alibaba per portare il Made in Italy in Cina.  La startup vanta, inoltre, più di 1200 partner, più di un milione di prodotti venduti nel mondo con una crescita del 300% nel corso degli anni, più di 2 milioni di reach al giorno, più di 300 mila utenti registrati e oltre 235mila fan su Facebook. Numeri che la portano ad essere considerata uno dei più grandi network italiano di aziende dell’Home&Living online.

Leggi la storia di Lovli, il talent store del design italiano creato da due “cervelli di ritorno”

6. Martha’s Cottage, l’e-commerce per il matrimonio

Martha’s Cottage è una startup siracusana fondata nel 2013 che ha lanciato un e-commerce dedicato al settore dei matrimoni. Oggi è uno dei più grandi e-commerce del matrimonio in Europa. Fondata da Salvatore Cobuzio, è una delle poche startup innovative ad aver superato il break-even ed essere andata in utile già dopo i primitre anni di attività. “Cosi come Amazon quando ha iniziato a vendere libri online o Zalando a vendere scarpe – ha dichiarato il founder a EconomyUp – Martha’s Cottage ha colto la grande opportunità che si è presentata quando i millennial hanno iniziato a usare il web per organizzare il proprio matrimonio”.

Nel 2017 la startup ha superato 1 milione di fatturato e oggi sta consolidando l’espansione in Europa.

7. Mukako, l’e-commerce di prodotti per la prima infanzia

 

Sito di e-commerce ideato da due mamme imprenditrici che ha una missione speciale: restituire tempo ai genitori, per permettere loro di non pensare più alle piccole incombenze quotidiane, e di dedicarsi pienamente e serenamente ai propri figli.

La startup Mukako ha realizzato anche MUTable, un tavolo multifunzionale in legno per bambini da 1 a 8 anni. Proprio per commercializzare questo prodotto, l’anno scorso la startup ha siglato una partnership con Alibaba. Obiettivo la creazione di un negozio virtuale su Tmall in cui vendere MUTable.

8. Svinando, l’e-commerce del vino

Fondata nel 2012, Svinandosi descrive come un “esclusivo Wine Club online dove trovare a prezzi esclusivi bottiglie d’eccellenza selezionate da un team di esperti e consegnate a domicilio”

Per la verità il mondo della vendita di vini online è già particolarmente affollato di competitor, ma Svinando ritiene di avere qualche marcia in più. “Per esempio abbiamo sempre avuto un approccio cauto ed analitico, puntando alla sostenibilità nel lungo periodo, e come finanziatori abbiamo scelto un gruppo di business angels che sono manager e imprenditori, in modo da ricevere da loro indicazioni concrete per il nostro business” ha spiegato a Economyup la Coo Sara Galvagna.

L’anno scorso a marzo Italian Wine Brands (IWB) – uno dei maggiori produttori di vino italiani, quotata alla Borsa di Milano – ha acquisito Svinando Wine Club attraverso la sua controllata Giordano Vini S.p.A.

9. Tannico, l’e-commerce del vino made in Italy

Startup fondata nel 2012 da Marco Magnocavallo, Tannico è l’enoteca online più grande d’Italia con oltre 10.000 etichette da 2.000 produttori. Fin dalla fondazione, l’ambizione della startup è diventare la piattaforma online di riferimento per i vini italiani nel mondo. Tannico trattiene una fee tra il 25 e il 40 per cento sul venduto e riesce a consegnare le bottiglie in giornata a Milano e dintorni e in 24 ore nel resto d’Italia.

In questo articolo pubblicato da EconomyUp, il fondatore di Tannico Marco Magnocavallo spiega quali sono i numeri di mercato che permettono a Tannico di nutrire grandi ambizioni:
· Oltre 100.000 le aziende vitivinicole italiane;
· Quasi 10 miliardi di Euro il valore del vino venduto in Italia;
· Oltre il 10% del mercato è composto da vino con un prezzo oltre i 7 Euro, quello che viene definito vino  da enoteca;
· Più di 1 milione di italiani consumano vino da enoteca;
· Nel mondo il mercato del vino totalizza 250 miliardi di Euro

10. Velasca, l’e-commerce delle calzature made in Italy

Fondata nel 2013 da Enrico Casati e Jacopo Sebastio, Velasca nasce per rispondere all’esigenza del consumatore amante del lusso di poter calzare un pezzo unico della tradizione artigianale italiana ad un prezzo accessibile e ovunque nel mondo attraverso i canali digitali. La startup ha registrato una crescita costante ed esponenziale del fatturato: +100% nel 2017 rispetto al  2016, con un run rate di fatturato nel 2018 già superiore a 5 milioni di euro. Velasca genera il 20% del proprio business all’estero, con una particolare preminenza al momento dei mercati francese, inglese e del Nord-Europa. Il segmento vendita online (e-commerce) ha contribuito al fatturato 2017 per circa il 35% rispetto al 65% del fatturato generato offline dai negozi monomarca.

La società si inserisce in un settore, quello dell’online fashion, che solo in Italia vale oltre 2,5 miliardi di euro ed ha un tasso di crescita annuo pari al 28%. Il business model Velasca si fonda proprio sull’unione sinergica di tradizione e innovazione. Per realizzare un prodotto di qualità, la società si affida ad artigiani marchigiani, che accompagnano la startup nella produzione di calzature dai modelli classici rivisitate in chiave contemporanea. Per gestire la comunicazione e il rapporto con il consumatore, oltre che per garantire qualità e rapidità di consegna al cliente finale, Velasca sfrutta il potenziale del canale digitale.

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network