Carrefour e il Metaverso: è il primo gruppo francese ad acquistare un terreno virtuale in un videogioco - Economyup

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Carrefour e il Metaverso: è il primo gruppo francese ad acquistare un terreno virtuale in un videogioco



Il colosso francese della GDO ha acquistato un terreno di 36 ettari nel mondo virtuale del videogioco Sandbox. Ecco cosa intende farci e perché Carrefour è interessato al Metaverso

08 Feb 2022

Anche il colosso francese della grande distribuzione organizzata, Carrefour, esplora il Metaverso. La società ha infatti acquistato un terreno dell’equivalente di 36 ettari di superficie nel mondo virtuale del videogioco Sandbox. Creato dallo studio francese Pixowl, Sandbox consente a privati e imprese di diventare proprietari di terreni e di sfruttarli a proprio piacimento. Secondo i dati della piattaforma OpenSea, la transazione è costata al gruppo 120 unità della criptovaluta Ethereum, poco meno di 300 mila euro. Nell’operazione Carrefour, che è il primo gruppo francese ad aver acquistato un terreno virtuale, è stato affiancato da Coinhouse, piattaforma di investimenti nei criptoattivi. Il Metaverso, come è noto, è un mondo virtuale, per lo più ancora ipotetico, al quale si può accedere attraverso realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR). Le persone collegate al Metaverso fanno parte del mondo fisico, ma possono vedere e interagire con cose che appartengono a un mondo virtuale.

Come e perché il gigante della GDO ha acquistato un terreno virtuale

“Abbiamo appena ricevuto le chiavi, è ufficiale: Carrefour è l’orgoglioso proprietario di un bellissimo appezzamento di terreno nel Metaverso!“.  Questo messaggio è stato pubblicato su Twitter lunedì 31 gennaio 2022 da Élodie Perthuisot, direttrice della trasformazione digitale di Carrefour, e rilanciato dal suo CEO Alexandre Bompard. Ne è scaturita una raffica di commenti sui social network. Molti si sono chiesti cosa farà il gigante della GDO con questo terreno virtuale. “Il Metaverso non è necessariamente un copia e incolla del mondo fisico” ha replicato Perthuisot a Le Figaro.

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La direttrice della trasformazione digitale di Carrefour ha affermato che su questo territorio virtuale si potrebbero organizzare “eventi o lanci di prodotti. La nostra strategia – ha aggiunto – è essere al centro delle tendenze emergenti per comprenderle e non dover reagire ad esse in seguito. (Con la nostra acquisizione, ndr ) vedremo concretamente cosa sta succedendo nel Metaverso, per poter essere in prima linea”. Carrefour intende quindi sperimentare in The Sandbox, un prototipo di Metaverso, prima di unirsi successivamente ad altre piattaforme connesse.

L’anno scorso il gruppo ha stretto una partnership strategica con il gruppo Meta (ex Facebook), che ha da subito cercato di presidiare il concetto di Metaverso ritenendolo il futuro del commercio online e delle interazioni sociali.

D’altra parte, prima di Carrefour, già Adidas aveva acquistato terreni in The Sandbox. E anche la casa discografica Warner Music ha da poco comprato un terreno che sarà dedicato alla musica.

Carrefour e i Non fungible Token

Carrefour si interessa anche ai Non Fungible Token (NFT), contenuti digitali intangibili certificati che assicurano la proprietà digitale di singoli oggetti virtuali non sostituibili. “Non è un soggetto riservato al lusso – ha spiegato Élodie Perthuisot- e gli Ntf potrebbero reinventare la relazione tra i marchi e i distributori”.

I colossi del lusso sono stati infatti i primi a muoversi nel Metaverso. Gucci è entrato nel mondo virtuale di Roblox, videogioco nel quale i giocatori possono personalizzare il proprio avatar e creare mondi in 3D, comprando oggetti e decorazioni tramite un’apposita valuta di gioco, i RobuxRalph Lauren ha lanciato un negozio di sci virtuale. Balmain ha collaborato con la piattaforma di gioco Altava per proporre la propria collezione. Stessa cosa hanno fatto Gucci e anche OTB, la società madre di Maison Margiela e Diesel, che hanno battezzato la proposta “Brave Virtual Xperience”.