Monitoraggio della mobilità: come funziona la piattaforma Infoblu-Octo Telematics | Economyup

CORONAVIRUS FASE 2

Monitoraggio della mobilità: come funziona la piattaforma Infoblu-Octo Telematics



Le due società hanno realizzato un sito con grafici e informazioni dettagliate, aggiornate quotidianamente, sugli utilizzi di veicoli leggeri e pesanti. Uno strumento importante in vista della fase 2 della pandemia, quando occorrerà prevenire e risolvere problemi legati ai flussi di mobilità di persone e mezzi

di Luciana Maci

27 Apr 2020


Photo by chuttersnap on Unsplash

Nel contesto di una pandemia che ha costretto moltissime persone a restare a casa e che, in vista della fine del lockdown e della Fase 2, ne vedrà altrettante riversarsi su strade e autostrade, acquistano rilievo le piattaforme di monitoraggio dei flussi di mobilità. “Il tema del tracing, un tempo essenzialmente  settoriale, sta diventando un fenomeno di opinione pubblica e si sta allargando in maniera disomogena” dice Fabio Pressi, amministratore delegato di Infoblu. “Stanno nascendo così tante piattaforme di questo tipo che non si contano più: c’è il rischio di arrivare a una piattaforma di monitoraggio delle piattaforme”, scherza l’AD della società che si occupa di infomobilità.

Anche Infoblu, insieme con Octo Telematics, ha lanciato una piattaforma, Mobility DataLab, per comunicare e rendere disponibili dati attendibili sui flussi di mobilità di persone e merci. Ma ovviamente ritiene di avere uno specifico vantaggio competitivo. “È basata sul tracing dei veicoli, non delle persone – spiega Pressi – il vantaggio è poter controllare la tecnologia end to end, conoscendo ciò che viene fatto dall’inizio della catena alla fine”. “La nostra black box è equipaggiata all’interno di 6 milioni di veicoli in Italia e nel mondo di cui sappiamo tutto” gli fa eco Nicola Veratelli, CEO di Octo Group. Al momento la piattaforma è a disposizione delle amministrazioni, dei media e del pubblico. Ma vediamo meglio come si è arrivati a questa proposta e come può essere utilizzata.

Una convergenza di competenze tra Octo e Infoblu

Un esempio di co-innovazione: anche questo è Mobility DataLab. Octo ha riversato sul nuovo strumento i suoi 18 anni di lavoro sulle soluzioni avanzate di analisi dei dati per il settore assicurativo. Fondata nel 2002, ad oggi l’azienda offre sempre più soluzioni tecnologiche per il Fleet Telematics e la Smart Mobility, conta oltre 6 milioni di utenti connessi e il più grande database globale di dati telematici, con oltre 267 miliardi di miglia di dati di guida raccolti e 473.000 sinistri ed eventi assicurativi analizzati. Gestisce, inoltre, oltre 400.000 noleggi di veicoli al mese. Quanto a Infoblu, è stata fondata nel 2000 e ad oggi è controllata da Telepass (75%) e dalla stessa Octo (25%). È  una delle principali società in Italia nel campo dell’infomobilità ed è stata tra le prime ad utilizzare i dati GPS ai fini dell’informazione di viabilità. Negli anni è andata specializzandosi nell’analisi dei Big Data a supporto delle informazioni di traffico sia per le pubbliche amministrazioni, anche locali, sia per le concessionarie autostradali.

Monitoraggio della mobilità: come funziona Mobility DataLab

Lanciato il 7 aprile, il sito propone un set standard di grafici relativi all’andamento della mobilità in Italia in questo periodo. I dati raccontano l’andamento della mobilità in relazione ad un periodo di riferimento standard, su base giornaliera e geografica, confrontato con il periodo medio di riferimento. Questo consente di avere una panoramica intelligente e dinamica della mobilità urbana ed extraurbana. Le informazioni, aggiornate alle ore 01.00 del mattino, sono raccolte in forma completamente anonima dai dispositivi Octo Telematics installati sulle vetture e sui veicoli pesanti.

Le due società hanno contributo con le rispettive competenze sull’analisi dei flussi e sugli indicatori chiave, con la partecipazione di tecnici, matematici e big data expert. Gli esperti stanno anche lavorando ad un’applicazione per smartphone che permetterà di compilare l’autocertificazione sugli spostamenti in formato digitale, facilitando così per i cittadini la compilazione e consentendo alle forze dell’ordine, tramite un codice univoco, una più rapida verifica.

Monitoraggio della mobilità: perché Mobility DataLab

“È evidente che, dopo mesi di lockdown quasi estremo, i rischi di una ripartenza non gestita e non controllata potrebbe comportare problematiche” dice Nicola Veratelli, CEO di Octo Group. “Ci auguriamo tutti di no, ma vogliamo comunque prevenirle ed evitarle”. Perché Mobility DataLab potrebbe soddisfare più di altri queste esigenze? “La validità di una piattaforma – replica Veratelli – è legata al quantitativo di dati in grado di elaborare. In 18 anni di attività, Octo ha sviluppato una capacità di elaborazione dati con un livello di accuratezza estremamente elevato”.

“Dal lato nostro – aggiunge Pressi – controlliamo la tecnologia all’interno dei veicoli.  Affidandosi a una big tech, c’è il rischio che un giorno quell’azienda decida di togliere l’uso di determinate funzionalità. Noi invece facciamo tracing attraverso i dati Gps installati su un hardware che consente di localizzare in modo anonimo. Gestione e analisi sono completamente effettuati sui nostri sistemi. È la differenza fondamentale tra un’applicazione che fa mobilità e una che usa un’app telefonica o le funzionalità di Google”. Per chiarire meglio, l’AD ricorre a un esempio “culinario”: “È come farsi un minestrone con un prodotto pre-confezionato o con ingredienti propri. Se si sceglie il primo, un domani potremmo ritrovarci ingredienti diversi senza averli scelti. Se invece si prepara in casa, si ha sempre il controllo sull’intero processo”. I dati Gps vengono ricavati da Infoblu sulle scatole nere installate negli autoveicoli da Octo e da altri provider quali Viasat, k-Master ecc. ecc., vengono aggregati e utilizzati in tempo reale.

L’autocertificazione nell’app

Nel “pacchetto” fornito da Octo e Infoblu c’è anche un’app digitale che punta ad offrire l’opportunità di avere un’autocertificazione in forma digitale. “Vuole essere un connubio tra gestione dei dati della mobilità e app per il contact tracing” afferma Nicola Veratelli di Octo Group. “Non c’è bisogno di penne o di scrollare un foglio su un tablet, l’applicazione utilizza un QR Code, così si escludono le interazioni che possono essere fonte di contagio. Inoltre è in grado di inviare un alert per indicare la localizzazione di una persona, ovviamente in forma anonima”. Veratelli non esclude che l’app, un domani, possa essere integrata in Immuni, la soluzione di Bending Spoons scelta dal governo per il tracking dei contagi.

Il valore dei dati all’epoca del Covid-19

Ora più che mai la raccolta e l’analisi dei dati per il monitoraggio dei flussi di mobilità diventano utili, se non indispensabili, per migliorare la vita delle persone e, in determinati casi, per garantirne la salute. “Di per sé il dato non serve a nulla se non ha un’intelligenza dietro che lo rende informazione utile” sottolinea Veratelli. “Nell’ambiente Iot-based noi siamo in grado di portare questo valore aggiunto. Non avremmo mai pensato di farlo in una situazione come questa. Ma le capacità ci sono ed è il momento di utilizzarle con uno scopo più nobile del semplice profitto”.

“Il Covid-19 ha portato la consapevolezza tra le persone dell’importanza dei dati – rimarca Fabio Pressi – perché si è capito che il dato interpretato in modo corretto può essere uno strumento eccellente e che un dato senza contesto è inutilizzabile. È emersa una nuova forma mentis: si è passati dal consueto adagio “i dati sono importanti”  a una trasformazione dei dati in modo percepibile e utilizzabile da tutti”.

Ecco un esempio concreto ricavato dalla piattaforma per il monitoraggio dei flussi di mobilità di Octo e Infoblu: dalla lettura dei dati emerge che il traffico dei mezzi pesanti nel giorno di Pasqua è crollato più degli altri giorni. Tuttavia, proprio a causa dell’emergenza coronavirus, il ministero dei Trasporti aveva abolito il divieto di circolazione di quegli automezzi sabato e domenica. “I dati ci dicono che l’abolizione del divieto non ha avuto alcun impatto” spiega Pressi. “Questo può  significare che la catena logistica non è ancora pronta. Partendo da spunti come questi, la lettura dei dati può aiutare chi prende i provvedimenti. Oggi e per tutta la Fase 2 di questa pandemia”.

Luciana Maci

Scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp.…