Gabriele Benedetto: ecco la nuova Telepass che nel 2021 andrà in Europa - Economyup

L'INTERVISTA

Gabriele Benedetto: ecco la nuova Telepass che nel 2021 andrà in Europa



Nonostante la pandemia, il 2020 è stato un anno straordinario per Telepass. Il CEO Gabriele Benedetto traccia un bilancio che diventa un outlook 2021: dalle polizze personalizzate alle acquisizioni in Italia e in Europa, dal dispositivo per rendere connessa qualsiasi auto alla nuova app in primavera

di Giovanni Iozzia

29 Dic 2020


Gabriele Benedetto, CEO di Telepass

“Siamo partiti da un brand che era il nome del servizio. Abbiamo creato Telepass Pay per far capire che esisteva qualcos’altro e a Cortina 2021 presenteremo il nuovo volto dell’azienda”.

Gabriele Benedetto, CEO di Telepass, chiude un 2020 straordinario, nonostante la pandemia abbia congelato la mobilità, e si prepara a un 2021 che si preannuncia intenso e internazionale. In ottobre è stata conclusa l’operazione con Partners Group, fondo di private equity che ha investito poco più di 1 miliardo di euro per il 49% della società del gruppo Atlantia conosciuta fino a poco tempo fa per il pagamento del pedaggio autostradale. “Una nuova fase nel nostro percorso di cambiamento e innovazione è cominciata”, aveva detto subito Benedetto.

Nel 2021 è previsto il taglio del traguardo, festeggiato con la sponsorizzazione dei Campionati del mondo di sci alpino. Anno nuovo, poi, app nuova che non sarà solo un esercizio di redesign.

Ce n’è abbastanza per chiedere a Gabriele Benedetto di fare un bilancio di fine anno che diventa un outlook 2021, quando farà il suo debutto in società la nuova Telepass piattaforma digitale di servizi di smart mobility costruita in questi ultimi tre anni e comincerà la scalata verso l’Europa dove la società è già leader nel mercato dei mezzi pesanti.

Benedetto, un anno terribile il 2020 per la mobilità. Com’è andata per Telepass?
Potrà sembrare strano ma noi abbiamo registrato una crescita. A fine ottobre il saldo netto era attivo di quasi 200mila abbonamenti su circa 7 milioni di clienti. Ha funzionato quella che io definisco la speranza di mobilità, la voglia che abbiamo tutti noi di muoverci non appena possibile. E ha funzionato il modello di Telepass, che è un’espressione di subscription economy: noi abbiamo clienti che pagano un abbonamento mensile per avere accesso a una gamma di servizi sempre più ampia. Un modello che ha dimostrato la sua resilienza in una situazione critica come quella del 2020 e che ha convinto il fondo Partners Group.

A che cosa serviranno le risorse?
A portare il nostro modello in Europa, dove siamo già leader per quanto riguarda i mezzi pesanti con il 35% di market share ma non siamo ancora un mobility partner nel segmento consumer. Vogliamo replicare quel che abbiamo fatto in Italia su servizi di mobilità e assicurazioni.

E come lo farete?
Con molte acquisizioni, entro il primo semestre 2021 in Italia e dopo in Europa. Abbiamo in lista una serie di acquisizione mirate per consolidare la nostra posizione ed esportare il modello.

Mobilità e assicurazioni. Le polizze quindi vi interessando ancora?
Sì. Abbiamo appena iniziato a vendere anche nostre polizze ma non siamo assicuratori e né vogliamo diventarlo. Per essere chiari: non vogliamo fare soldi con le polizze a tutti i costi, vogliamo solo dare un migliore servizio ai nostri clienti.

Non potevate continuare a farlo da broker?
Lo continueremo a fare con tutti i migliori partner che vorranno aprirsi alla nostra clientela, ma non basta. Abbiamo visto che vendere polizze di altri non sempre funziona perché solo noi possiamo arrivare al premio migliore per i clienti più attivi sulla nostra piattaforma. Finora non riuscivamo ad avere una polizza per Giovanni Iozzia ma per un profilo di cliente Telepass. Noi possiamo farlo grazie alla quantità e qualità di dati che riusciamo ad avere per effetto del lavoro fatto in questi ultimi tre anni. I due modelli convivranno. Se sul mercato c’è il prodotto giusto per il nostro cliente, bene. Altrimenti lavoreremo sulla nostra polizza.

Quindi nessuna concorrenza con le assicurazioni?
No e nessuna aggressione. Adesso poco più del 6% delle notifiche che inviamo si converte in una polizza. Questa percentuale deve crescere: puntiamo ad avere un cliente su dieci assicurati con noi. La quantità di servizi di mobilità della nostra piattaforma aiuta a creare prodotti sempre più personalizzati. Nel 2021 lanceremo una polizza che solo noi potevamo fare: il rimoborso del pedaggio autostradale se il tempo percorso supera del 50% la media prevista…

Perché avete deciso di fare il main sponsor di Cortina 2021?
Un anno e mezzo fa avevamo lanciato il servizio di skipass che mancava ancora nel comprensorio delle Dolomiti. Cercavamo poi un evento importate e internazionale per presentare il nostro nuovo logo, dove scompare il blu, la T diventa più importante ed è protagonista una freccia gialla con cui ci muoveremo nel 2021.

Che cosa cambia?
Al di la degli aspetti grafici, entro fine marzo Telepass e TelepassPay diventeranno una sola app con diversi sottobrand: Tpass per tutti i servizi legati all’auto, Tpay per i pagamenti, Tnext per la connettività e Tcare per le assicurazioni.

Nasce un sottobrand per la connettività. Quali novità ci sono?
Entro il primo trimestre 2021 cominceremo la distribuzione del nuovo OBU, la on board unit, come chiamiamo noi ciò che tutti chiamano il Telepass, lo scatolotto grigio attaccato al parabrezza. Permetterà di far diventare l’auto connessa senza interferire con l’elettronica di bordo e di compiere molte azioni: dal pagamento del carburante all’apertura di un cancello fino alla segnalazione di un semaforo che sta per diventare rosso o verde nelle città dove ci sono impianti intelligenti, come per esempio a Torino. A proposito di novità: in gennaio aggiungeremo fra i nostri servizi la localizzazione e il pagamento delle colonnine di ricarica per le auto elettriche.

Pur restando il vostro core business, il pagamento del pedaggio, il tolling, sarà quindi sempre meno importante per l’identità di Telepass?
Nel 2021 arriverà a compimento il percorso di innovazione e diversificazione dal pedaggio cominciato ormai tre anni fa. Nella prima fase siamo riusciti a convincere i merchant che operano nella mobilità che non andavamo a chiedere una parte del loro business, che siamo un sistema di pagamento economico e non un aggregatore di clienti. Poi abbiamo dovuto convincere i nostri clienti che con noi potevano fare molto di più che alzare una barra al casello. Poi con i dati sono arrivate le assicurazioni. Adesso arriva il momento di mettere insieme tutti i pezzi per essere un grande ecosistema di mobilità dove si ritrovano startup, operatori tradizionali, assicurazioni. Dove la trovi una piattaforma in cui puoi passare dall’acquisto del biglietto del treno alla ricarica dell’auto elettrica, dal pagamento del bollo auto a quello dello skipass?

Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.