Comprare una startup per ringiovanire il DNA dell'azienda: come e perché nasce Telepass Digital - Economyup

OPEN INNOVATION

Comprare una startup per ringiovanire il DNA dell’azienda: come e perché nasce Telepass Digital



Telepass acquisisce il 100% di Wise Emotions, startup di cui deteneva già una quota importante, e crea una factory interna di 80 persone. “Con Telepass Digital saremo in grado di offrire una digital experience più facile alle persone in movimento”, dice il CEO Gabriele Benedetto

25 Ago 2021


Telepass acquisisce il 100% di Wise Emotions, startup di cui deteneva già una quota importante, e crea una nuova realtà interna: Telepass Digital. “Non abbiamo solo integrato una startup, ma persone e menti capaci di ringiovanire culturalmente il DNA di Telepass ancora più velocemente di come abbiamo già fatto in questi anni”, spiega il CEO Gabriele Benedetto, che ha fatto delle startup uno degli ingredienti fondamentali della sua strategia di sviluppo del Gruppo. L’acquisizione di Wise Emotions, infatti, arriva dopo quelle di Urbi e WashOut. E dietro c’è una visione e un modello di business molto chiari, che guidano le attività di open innovation.

“Telepass crede molto nelle startup, su cui ha deciso di investire da tempo, e, con l’acquisizione di Wise Emotions, porteremo a bordo nuove giovani menti, di cui il 35% donne, capaci di ringiovanire culturalmente il DNA dell’azienda che, nonostante la sua storia trentennale, non ha mai abbandonato l’approccio dinamico e curioso di una startup agli albori”.

Fondata da quattro studenti di ingegneria informatica con l’obiettivo di creare una digital company esclusivamente mobile -oriented, oggi Wise Emotions conta oltre 80 dipendenti. “Siamo orgogliosi di aver trasformato una piccola startup in una digital factory in grado di supportare Telepass nel suo percorso di evoluzione da storica azienda italiana a tech company con forti ambizioni sul mercato europeo” dice Marco Cavone, CEO di Wise Emotions.

Telepass prevede fino al 2023 investimenti per 100 milioni sull’innovazione tecnologica e di prodotto con l’obiettivo di semplificare la vita delle persone in mobilità. Per raggiungerlo il Gruppo ha puntato sulle tecnologie digitali, aumentando velocemente la quantità e la qualità dei servizi erogati attraverso app. E lo ha fatto con un’idea ben precisa: sviluppare competenze interne senza affidarsi a fornitori esterni per garantire innovazione, qualità e continuità.

Gabriele Benedetto, Amministratore delegato Telepass

Ecco come Benedetto spiega su Linkedin questo approccio: “Telepass è una società tecnologicamente avanzata. Non è l’unica, chiaramente. Ce ne sono molte e alcune così forti da poter fornire servizi digitali a chi preferisce appoggiarsi a provider esterni. Noi non siamo così. C’è una cosa che io chiamo “guerra d’indipendenza digitale” che non si combatte per essere autonomi e basta: si combatte per offrire il miglior servizio possibile alle persone. Se non funziona un tuo fornitore, ecco che tutti i tuoi servizi non solo crollano ma devono aspettare che qualcuno li ricostruisca mentre tu non puoi far nulla, al massimo scusarti con i clienti, ma senza poter dare la risposta giusta: risolviamo noi, ora. È una differenza fondamentale, un bivio che stabilisce se sei una vecchia società di trent’anni che si affida a forze esterne per restare al passo col mondo ma senza capirlo, o una società di trent’anni nuova ogni giorno”.

Se Urbi è diventata una piattaforma di Mobility as a Service (MaaS) per la gestione dei dati e WashOut un servizio ecologico di lavaggio a domicilio di auto e moto che prima non esisteva, con l’acquisizione di Wise Emotions viene internalizzata una squadra e le sue competenze focalizzata sullo sviluppo di prodotti digitali per arricchire e potenziare l’offerta del Gruppo: the digital powerful of Telepass, come dice il Pay off di Wise Emotions.

“Con la nascita di Telepass Digital, saremo in grado di sviluppare direttamente ‘in casa’ nuove funzionalità integrate e offrire così una digital experience sempre più facile e intuitiva alle persone in movimento, per una mobilità al passo coi tempi”, conclude Gabriele Benedetto.