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«L’innovazione? Strutturata, collettiva e frugale»: come rivedere la puntata

12 Mag 2016

È la definizione di Gloria Gazzano, direttore ICT del gruppo Snam, ospite della puntata del magazine tv andata in onda il 17 maggio su Sky512 Reteconomy. L’argomento: come cambiare l’organizzazione per fare open innovation. La startup della settimana è 20lines, comprata da HarperCollins Italia

Giovanni Iozzia e Gloria Gazzano
Non basta voler dire di fare innovazione per farla davvero. Perché l’open innovation è un’attività che va organizzata con regole processi e obiettivi. Ne parliamo nella nuova puntata di EconomyUpTv, andata in onda martedì 17 maggio su Sky512 Reteconomy, intitolata “Innovazione, non basta la parola”.

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Strutturata, collettiva e frugale, così deve essere l’innovazione aperta secondo Gloria Gazzano, direttore ICT del gruppo Snam, gruppo attivo nel trasporto, stoccaggio e distribuzione del gas. Nella redazione di EconomyUp ci ha raccontato i metodi e le strategie di open innovation adottate dall’azienda.

Se da un lato molte aziende innovano per essere più competitive, dall’altro c’è chi lavora per dare alle imprese la possibilità di esportare con meno problemi possibili. Ne parliamo con il direttore generale delll’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Roberto Luongo.

La storia di startup della settimana riguarda una nuova impresa venduta a un colosso dell’editoria: 20lines, rilevata da HarperCollins Italia. Significativo di questo caso è che se spesso sono le startup ad aver bisogno delle grandi aziende come canali di promozione e distribuzione dei propri prodotti e servizi, qui è la grande a investire sulla community aggregata dalla neoimpresa. Abbiamo chiesto a uno dei fondatori della startup, Pietro Pollichieni, e alla manager di HarperCollins Italia che sta seguendo più da vicino il rapporto con 20lines, Lisa De Pompeis, di raccontarci come è andata questa acquisizione e a cosa ha portato.

Maurizio Di Lucchio

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