InnovUp su Garante e ChatGPT: “A rischio startup e innovazione in Italia”

Con la decisione del Garante per la privacy su ChatGPT sono “a rischio le startup dell’intelligenza artificiale e in generale l’innovazione italiana”, dice Cristina Angelillo, presidente di InnovUp, l’associazione che riunisce l’ecosistema innovativo del nostro Paese. Serve “al più presto un punto d’incontro”

Pubblicato il 06 Apr 2023

Cristina Angelillo, Presidente InnovUp

La decisione del Garante su ChatGPT ha “messo a rischio le startup dell’intelligenza artificiale e in generale l’innovazione italiana”. Questo è il commento di Cristina Angelillo, presidente di InnovUp, sulla decisione del Garante della Privacy che, venerdì 31 marzo, ha bloccato l’uso di ChatGPT in Italia.

Innovup, lo ricordiamo, è l’associazione che rappresenta l’ecosistema dell’innovazione e delle startup in Italia.

ChatGPT e Garante: che cosa è successo

Il Garante per i dati personali ha contestato a OpenAI la raccolta illecita dei dati degli utenti italiani e ha disposto, con effetto immediato, la limitazione provvisoria del loro trattamento da parte di OpenAI fino a quando la normativa sulla privacy non verrà rispettataÈ il primo intervento di questo tipo a livello mondiale e potrebbe avere sviluppi nel resto dell’Europa. Il 4 aprile anche il Canada ha avviato un’indagine su OpenAI per raccolta, utilizzo e diffusione di dati personali senza consenso.

Il Garante italiano ha rilevato la mancanza di una informativa agli utenti, ma soprattutto l’assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di addestrare gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma. Inoltre, nonostante il servizio sia rivolto ai maggiori di 13 anni, l’Autorità ha evidenziato l’assenza di filtri per la verifica dell’età degli utenti.

Ad OpenAI è stato chiesto di comunicare entro 20 giorni le misure intraprese in attuazione di quanto richiesto dal Garante, pena una sanzione fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato globale annuo. OpenAi ha dunque deciso di auto-sospendersi dal primo aprile 2023.

InnovUp: “A rischio la credibilità nazionale”

InnovUp ha così reagito, attraverso le parole della sua presidente su Linkedin: “Abbiamo letto e approfondito con attenzione la contestazione della possibile violazione del GDPR mossa dal Garante per la protezione dei dati personali ad OpenAI e ne comprendiamo le fondamenta giuridiche in quanto crediamo fermamente che le leggi vadano sempre rispettate. Tuttavia, riteniamo che le modalità del provvedimento stesso – in particolar modo la sua urgenza – non siano coerenti né con le consuete azioni del Garante né con un’attenta valutazione sui costi/benefici connessi a tale decisione”.

“A nostro avviso sarebbe stata più pertinente da parte del Garante una richiesta preventiva di chiarimenti o di adeguamenti, con modalità e tempistiche più flessibili”, continua Cristina Angelillo. “L’attuale decisione, infatti, ha non solo posto in una situazione di difficoltà OpenAI, ma, per l’ennesima volta nel nostro Paese, ha destabilizzato il mercato creando incertezze negli investimenti e nei rapporti commerciali, impattando sulla credibilità nazionale e mettendo a rischio le startup – italiane e non – attive nel mondo dell’intelligenza artificiale e, più in generale tutti gli attori della filiera italiana dell’innovazione.

“Auspichiamo che le parti coinvolte possano trovare presto un punto di incontro, nella tutela sia della privacy delle persone che dell’attività delle imprese operanti nel settore, per sbloccare il più rapidamente possibile la situazione creatasi”, conclude la presidente di InnovUP

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

E
Redazione EconomyUp
email Seguimi su

Articoli correlati