Dopo l’identità digitale, c’è da preoccuparsi dell’identità sintetica. “Nell’era dell‘intelligenza artificiale per un CEO o un’azienda, non è più sufficiente essere presenti sui media; è fondamentale assicurarsi che le basi dati consultate dalle intelligenze artificiali siano accurate e prive di distorsioni”, osserva Marco Micheli, founder di Aurai Consulting, società di stakeholder engagement e comunicazione che lancia una piattaforma per monitorare la presenza nelle intelligenze artificiali, dalla ricerca generativa ai large language model.
Si chiama Summia ed è stata sviluppata per monitorare, tutelare e valorizzare la reputazione di aziende e istituzioni nei sistemi di intelligenza artificiale generativa. L’obiettivo è affrontare un fenomeno destinato a diventare sempre più rilevante: la costruzione automatica, da parte delle AI, di una narrazione sintetica su imprese, brand e figure manageriali.
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Cos’è l’identità sintetica e perché le aziende devono governarla
Se fino a pochi anni fa la reputazione online dipendeva soprattutto dai risultati dei motori di ricerca tradizionali, oggi la situazione è cambiata radicalmente. Gli utenti non ricevono più soltanto una lista di link: sempre più spesso ottengono direttamente risposte elaborate dall’intelligenza artificiale, che sintetizza informazioni provenienti da fonti diverse e costruisce un racconto coerente dell’identità di un’organizzazione.
È qui che nasce il concetto di “identità sintetica”: la rappresentazione di un’azienda generata dagli algoritmi attraverso dati, articoli, contenuti web, menzioni e fonti reputazionali. Una rappresentazione che rischia di essere incompleta, distorta o influenzata da informazioni non aggiornate.
Secondo Aurai | Consulting, il punto non è soltanto monitorare cosa viene pubblicato online, ma comprendere quali fonti alimentano le AI e in che modo queste contribuiscono alla formazione della percezione pubblica.
Cosa fa Summia, la piattaforma dell’identità sintetica
La piattaforma Summia nasce proprio con questo obiettivo: identificare gli elementi che influenzano il modo in cui i sistemi di AI descrivono un’impresa o il suo management.
La soluzione agisce come un sistema di analisi avanzato che individua autori, contenuti e fonti considerate rilevanti dagli algoritmi dei modelli linguistici. Non si limita quindi al classico monitoraggio reputazionale, ma punta a fornire una lettura predittiva dei rischi e delle opportunità legati alla presenza nelle AI.
Attraverso l’analisi del peso e dell’autorevolezza delle informazioni online, Summia suggerisce anche azioni di comunicazione mirate per rafforzare la credibilità del brand e consolidare i fattori di fiducia.
Secondo Micheli, la posta in gioco è strategica: “Abbiamo creato uno strumento che permette di governare quella che definiamo identità sintetica. Summia offre finalmente la capacità di agire a monte della percezione, garantendo un vantaggio competitivo e una difesa reputazionale senza precedenti”.
La reputazione aziendale entra nell’era dell’AI
Il lancio di Summia fotografa un passaggio importante nell’evoluzione della comunicazione corporate. La reputazione non si costruisce più soltanto nei media tradizionali o sui social network, ma anche all’interno degli ecosistemi AI che stanno diventando il nuovo punto di accesso alle informazioni.
Con la diffusione di chatbot, motori di risposta generativa e assistenti conversazionali, le aziende si trovano di fronte a una nuova sfida: garantire che i sistemi di AI restituiscano una rappresentazione coerente con i valori, le competenze e il posizionamento reale dell’organizzazione.
Il rischio, in caso contrario, è perdere il controllo della narrazione pubblica. Una criticità che riguarda soprattutto CEO, top management e brand ad alta esposizione mediatica, per i quali la percezione generata dagli algoritmi può influenzare stakeholder, investitori, clienti e partner.
Dal monitoraggio online alla gestione predittiva della percezione
Summia si inserisce in un mercato ancora emergente ma destinato a crescere rapidamente, quello della AI reputation management. Un ambito che unisce comunicazione strategica, data analysis e intelligenza artificiale per aiutare le organizzazioni a presidiare la propria presenza negli ambienti digitali generativi.
La piattaforma è stata sviluppata grazie alla collaborazione tra Aurai | Consulting e Alessio Saggiomo, che ha curato la componente tecnologica del progetto.
Per la società milanese, il tema non è difensivo ma competitivo: costruire un patrimonio informativo solido significa aumentare la probabilità che le AI restituiscano una narrazione affidabile e positiva dell’azienda.
In prospettiva, la gestione dell’identità sintetica potrebbe diventare una funzione stabile delle direzioni comunicazione e dei board aziendali. Perché nell’economia delle AI generative, essere trovati non basta più: bisogna anche essere raccontati correttamente.
























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